Concato, Bosso e Mazzariello, insieme, per questo "Non smetto di ascoltarti" un album che rilascia classe e raffinatezza con impagabile nonchalance. Grandi autori, a cominciare dallo stesso Concato, riletti con cura, per 14 episodi che rasserenano l'anima, che ti fanno letteralmente fare pace con il mondo, con un passato turbolento, con le guerre che ognuno si porta dentro. E' tutto meravigliosamente smussato e il tutto acquista una nuova magia, tutto sembra possibile, in qualche angolo fatato della memoria d'incanto ritrovato, tale non solo da non far rimpiangere le versioni originali, ma di una bellezza tale, addirittura a finire per preferire questa Diamante, questa Scrivimi, ma anche la stessa Rosalina del nostro per non parlare della celeberrima Domenica bestiale. Nuova luce, nuova vita, come un primo sguardo sul mondo gonfio di stupore e meraviglia. L'idea vincente di base è stata quella comunque di accedere a un repertorio che consentisse una rilettura jazz in se, come nei brani già citati o in Io che amo solo te ad esempio, decisamente ideali per questo tipo di atmosfere e che trova il suo apice in "Anna Verrà" di Pino Daniele, addirittura commovente in certi passaggi, quando la tromba di Bosso si alza sulla voce di Concato e Mazzariello insiste sui tasti, tensione che si fa sublime malinconia immaginifica. Alla resa dei conti non era facile aggiungere "qualcosa" quel fantomatico spesso "quid" a brani di tale valore, i nostri ci riescono appieno e regalano un album prezioso, caldo e intenso come pochi.
Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

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