Si chiamerà “Django Lives” e
sarebbe il terzo sequel del più noto Django di Sergio Corbucci. A 50 anni dall’uscita
nelle sale cinematografiche, la pietra miliare del genere spaghetti western
torna con una sceneggiatura di John Sayles, ambientato 40 anni dopo il primo,
dove apparirà un Django/Franco Nero più invecchiato, ovviamente. I sopralluoghi
in Messico sono in corso e pare che la Sony Classics sia interessata a finanziarlo.
Sarebbe l'ennesimo ritorno di una star del cinema e del West, che interpretò un
reduce nordista della guerra di secessione americana che falciava gli avversari
con 81 morti in 94 minuti. E fu subito successo mondiale tanto da essere stato
più che citato da Quentin Tarantino nel suo pluripremiato film (quasi) omonimo.
Staremo a vedere.
Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

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