Il mito biondo di Hollywood, Marilyn Monroe, racchiusa in una incredibile mostra. L'icona senza tempo di bellezza e sensualità con una triste e drammatica fine infatti, tra poco avrebbe compiuto 90 anni. Era nata il 1° di giugno del 1926 a Los Angeles e aveva vissuto i primi anni della sua vita sola con la madre, Gladys Pearl Monroe, inferma mentale, a cui era stata tolta molto piccola per passare da una casa-famiglia all'altra, subendo maltrattamenti e violenze. Un'esistenza difficile per una morte dai mille dubbi a soli 36 anni, il 5 agosto 1962. Adesso la città di Torino dedica alla diva la mostra "Marilyn Monroe - La donna oltre il mito" dal 1° giugno al 30 settembre che propone a Palazzo Madama 150 oggetti personali dell'attrice: abiti, accessori, trucchi, perfino bigodini, documenti, lettere, appunti, contratti cinematografici, oggetti di scena, spezzoni di film. Una sorta di backstage del camerino più immagini inedite scattate dai leggendari fotografi come Milton Greene, Alfred Eisenstaedt, George Barris e Bernt Stern, che la ritrasse poco prima della morte per Vogue.
Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

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