"Amy & Blake" è il libro su Amy Winehouse, un'altra prospettiva sulla cantante morta in un'età nefasta per la storia della musica: a 27 anni. A scriverlo, è l'ex suocera della star di "No rehab", Georgette Civil, con il supporto di uno specialista in biografie come John McDonald. Il 18 luglio esce in Italia per Chinaski Edizioni già un best seller nel Regno Unito (Letting Blake go). Spesso si parla della brutta fine di Amy, di quanto fosse distrutta dall'alcool tanto da portarla alla morte per intossicazione: nel suo corpo l'autopsia aveva evidenziato la presenza solo di alcool. Ma in pochi parlano di una figura a lei vicina, ovvero quella dell'ex marito Blake Fielder-Civil, con cui è stata sposata dal 2007 al 2009, un tossicodipendente più volte finito in prigione che avrebbe iniziato la cantante all'eroina e al crack, trascinandola in una spirale inarrestabile di eccessi. Una coppia descritta come "maledetta" dai tabloid, sui quali prova a portare una nuova luce il libro della madre di lui. In Inghilterra però, un altro libro sulla Winehouse è uscito, quello di sua madre Janis Collins Winehouse, dal titolo "Loving Amy, A Mother's Story". Come accaduto per altre star, da John Lennon a Michael Jackson, più che altro sembra un altro modo non per parlare dell'artista ma per lucrare sulla sua vita. Nonostante ciò, è un'occasione sempre interessante per fan ed appassionati di "delitti rock".
Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

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