Il Tribunale di Milano ha condannato Fabri Fibra per il reato di diffamazione ai danni di Valerio Scanu. Il tutto prende le mosse dal brano del rapper "A me di te", il cui testo conteneva frasi forti e palesemente chiare su Scanu e sulla sua sessualità, storpiandone anche il nome in Valeria Scanner. Adesso Fabri Fibra dovrà risarcire il cantante ex Amici di 20mila euro. Dopo una causa lunga tre anni, il giudice del capoluogo lombardo ha espresso così le sue motivazioni in sentenza: "Le espressioni utilizzate dal cantante Fabri Fibra sono diffamatorie in maniera oggettiva, come ha stabilito il giudice. Ed è la prima sentenza in Italia che vede la condanna per diffamazione di un cantante di musica rap. La musica è libertà, ma insultare squallidamente una persona non è musica e non è arte. Ognuno è libero di manifestare liberamente il proprio pensiero, non di offendere e diffamare una persona". La sentenza era stata emessa qualche mese fa, ma adesso sono anche scaduti i termini ultimi per impugnare l'atto, per cui il provvedimento è ormai pienamente esecutivo.
Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

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