Il Museo Nazionale del Cinema, da domani al 26 giugno a Torino, ha proposto "Gli schermi e l'Islam", una rassegna di 10 film dal e sul mondo arabo. Temi crudi soprattutto perchè vissuti in una terra dove i pregiudizi sono molto più forti dell'Occidente. Ad aprire la rassegna cinematografica sarà "I'm Gay and Muslim" di Chris Belloni, documentario che ha come tema l'omosessualità e i diritti dei gay nel mondo islamico; a seguire il film di Hana Makhmalbaf "Sotto le rovine del Buddha", quello di Greg Barker "Koran by Heart", di Karin Albou "La petite Jérusalem", di Philippe Faucon "Dans la vie", di Mohammad Malas "Ladder to Damascus", di Haider Rashid "Sta per piovere", di Merzak Allouache "Les terrasses", di Ziad Doueiri "The Attack" e di Anais Barbeau-Lavalette "Inch'Allah". Ci saranno anche 400 schede di film tra produzioni arabe, mediorientali e occidentali.
Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

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