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Misero Spettacolo - Porci, Pecore e Pirati



"Porci, pecore e pirati" è il nuovo album di "Misero Spettacolo" progetto solista di Beppe Tranquillino, Il disco è patrocinato dalla Fondazione Centro Studi - Archivio Pier Paolo Pasolini che ha proclamato in anteprima il progetto di Interesse Culturale in quanto “opera interessante e originale per come fonde ironia e satira e critica della società edonistica dei consumi, con sincerità e vivacità”. 14 brani di musica cantautorale della migliore tradizione con testi colti e mai banali, ficcanti e decisi, soprattutto intelligenti, a rileggere l'opera Pasoliniana aggiornandola ai giorni nostri, con poesia, ironia e lucidità concreta che colpisce nel segno. Non c'è neanche il rischio di annoiarsi per chi può restare interdetto dalle premesse importanti del lavoro, perché ll campionario musicale è vario e mai fine a se stesso tra stili e arrangiamenti di classe, dove inevitabilmente le parole la fanno da padrone. Un disco importante.

"Intro": "se è vero chi pensa è sarà pur vero che chiunque esiste pensi" breve intro che si interroga sul ruolo sociale del pensiero italico, oggi, non manca ovviamente l'ironia.

"L'Italia dei pensatori":  folk pop gradevole e intelligente, ben scritto a narrare dell'Italia che cambia rigorosamente sul divano: "il mio paese pullula di grandi cantautori nel senso che ce la scriviamo e poi ce la cantiamo"

"Pressappochista": riff contagioso per una sostenuta rock ballad alla Bubola / Cristiano De Andrè, elegia dell'italiano medio: "sono incapace di capire la verità così alla libertà ho preferito la viltà"

"Strategie del benessere": "lavori per produrre ciò che poi consumerai" irriverente filastrocca folk dal piglio popolare con momenti rock'n'roll.

"Canzone di profilo": "me l'ha detto anche la mamma che di profilo assomiglio a Dante" ritmiche spensierate e stacchi da fiaba popolare con un altro grande testo ispirato a Petrolio

"MWM": "aspetto una spiegazione... devo chiamare il mio avvocato?" ritmiche in levare, il mood si fa più oscuro e sinuoso, quanto meno nella strofa per un ritornello solare "la verità è che mi manchi da impazzire da svenire da soffocare"

"Mozy": "se gli esseri viventi sono come le parole non significano niente scritte così tutte sole ma se affianchi tre parole rischi di formare frasi di senso compiuto imparando a parlare" costruita per accumulo di tensione, delicata, avvolgente e poetica.

"MIa cantina": "nel paese dei malcontenti tutte vittime saccenti" altra filastrocca dal piglio popolare,  con ottime armonie vocali, variazioni di tema e con tanto di finale mantra: "lo stivale ti fa male i calzolai non ci sono più"

"PPP": "credi a quel che ti dirò io vota per me" sinuosa, sospesa tra giochi di parole, uno dei testi più diretti e politici, ricordando Pasolini

"Daltonismo cronico": "spargono sale sulle orchidee urinano sulle mie idee" filastrocca reggae, variegata e incisiva

"Frignone": "Io che credevo che la musica mi avrebbe salvato" folk popolare danzereccio assolutamente geniale

"L'uomo di foglie": al pianoforte, suggestiva e solenne: "e non mi accorgo che passo alla vita a rincorrere foglie morte spazzate dal vento"

"Transumanza": ancora Petrolio, ancora il tono fiabesco, fa pensare a Branduardi insieme a Faletti, è una ballad morbida, circolare, con lievi scorci psichedelici sul finale: "perché qui si festeggia dell'uomo la libertà"

"Emigrante": "per non finire sotto sale come sardine sulle tavole degli usurai" cervelli in fuga o semplicemente un italiano che non ne può più di "un paese che non mi gradisce" è una folk ballad piacevole anche se a tratti un pò retorica nel suo dipanarsi, anche nelle immagini evocate, tra tutte quelle dei calzolai, che non sanno far fronte ai "buchi dello stivale ma alla fine non dispiace di certo.

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