Matteo Garrone torna dietro la macchina da presa con un'altra favola: Pinocchio. Per il vero ne dirigerà solo una parte della fiaba di Collodi. Il progetto richiede però almeno un paio di anni tra preparazione, set e post-produzione. Continua quindi la strada fantasy del regista dopo "Il racconto dei racconti" tratto da Lo cunto de li cunti di Basile. pare comunque che il Pinocchio di Garrone non abbia niente a che fare con quello fedele di Luigi Comencini o con quello tragicomico di Roberto Benigni. C'è però, ancora da aspettare.
Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

Commenti
Posta un commento