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UnReal


L'estate di Rai 4 ha portato una serie di prime tv considerevoli, tra le quali “UnReal”, ma anche le seconde stagioni di “Dominion”, “Ray Donovan” e “Penny Dreadful” e la decima di “Supernatural” relegata in una seconda serata poco frequentata. Errori di palinsesti a parte, Rai 4 comunque si sta muovendo per offrire al telespettatore nuove cose, scelte per lo più, come nel caso di “The Royals” andata in onda tra maggio e giugno, decisamente discutibili o come nel caso di “UnReal”, serie che ha sorprendentemente ricevuto anche un paio di nomination ai prossimi Emmy Awards. 


Accogliamo la serie pronti per premiarla a pieni voti, dopo aver letto anche molte recensioni favorevoli, molti decantavano la prima stagione come il prodotto migliore mai visto sulla Lifetime, network che non ha mai sfornato chissà quali capolavori, altri ancora ce la mostravano come una novità considerevole nel palinsesto telefilmico statunitense. Quindi spinti da cotanta pubblicità positiva abbiamo deciso di approfittare della messa in onda di Rai 4 per sbirciare dietro le quinte di un reality, cercando di capire se anche qui al Grande Fratello, all'Isola dei Famosi, ad Amici o a X-Factor, funzioni esattamente così. Perché sta tutta lì la storia di “UnReal”, il dietro le quinte di un noto programma televisivo americano come The Bachelor - che è poi fondamentalmente un "Uomini e Donne "molto più pomposo che si svolge non in uno studio televisivo ma in una vera e propria casa lussuosissima, dopo venti donne devono conquistare un unico aitante scapolo d'oro – diventa protagonista indiscusso della serie tv, dove autori e produttori mischiano le carte, fanno in modo di portare avanti chi vogliono loro, insomma ci viene mostrato tutto quello che effettivamente succede in ogni reality del mondo: il fatto che i protagonisti di esso sono tutt'altro che genuini ed i loro sentimenti vengono a tutti gli effetti manovrati da meschini autori tv. 


Shiri Appleby, che tra il 1999 ed il 2002 ci ha fatto sognare con “Roswell”, è una di queste e qui da il volto a Rachel Goldberg, produttrice tv che torna sul set della nuova stagione di Everlasting (hanno cambiato il nome del programma, ma è palese a tutti che sia The Bachelor), popolarissimo show statunitense, dopo aver abbandonato tutto l'anno prima per problemi di alcol. Ovviamente la sua reputazione è tutta da ripristinare, ma ha dalla sua il notevole appoggio della produttrice esecutiva Quinn King (Constance Zimmer), che la tiene costantemente d'occhio, ma che le da anche parecchia carta bianca, perché sa quanto Rachel valga e sappia fare il suo mestiere. Che poi il mestiere in questo caso è fondamentalmente quello della burattinaia: giocare sui sentimenti delle ragazze in gara per cercare di influenzare le scelte dello scapolo. Quest'ultimo si chiama Adam Cromwell (Freddie Stroma), ricchissimo giovanotto che, ben visibile a tutti, ha soltanto voglia di divertirsi e decisamente di non accasarsi, attirando fin da subito le attenzioni di Rachel. Cosa succederà tra i due è chiarissimo fin dalle prime battute. 


Da lì parte tutta la storia dello show, dove all'interno del cast ricordiamo velocemente la presenza di Chet (Craig Bierko), Jay (Jeffrey Bowyer-Chapman), Jeremy (Josh Kelly) e Anna (Johanna Braddy) ed un'altra marea di personaggi che non ci pare il caso di menzionare in questa circostanza. Restando sul superficiale e non entrando nei particolari, la serie risulta prevedibile e confusionaria. Sesso, droga, relazioni precarie, sono tutte cose che risultano inutili alla fine di una trama altalenante, ricca di personaggi non ben definiti e con una trama che a tratti risulta forzata e poco attraente. Marti Noxon – la quale ha lavorato effettivamente dietro le quinte dello show “The Bachelor”, essendone produttrice esecutiva delle prime stagioni - e Sarah Gertrude Shapiro creano uno show che a prima vista non è niente di così eclatante. 


Però decidiamo di spingerci più a fondo, di cercare cosa c'è dietro la prevedibilità dello show e dietro questa sceneggiatura che non ci attira per niente e dobbiamo rilevare comunque un'originalità di base notevole, perché la serie si inoltra in intricati meccanismi di cui noi siamo visibilmente all'oscuro, facendoci capire cosa succede dietro le telecamere di uno degli show americani più amati e non solo, dimostrando che non è poi tutto così “reality”, creando in patria un certo scalpore, perché giustamente qualcuno ha storto il naso. A tutto ciò dobbiamo aggiungere un cast capace, anche se qui e là non eccezionale ed una narrazione costantemente ritmata, aiutata dal fatto che ogni stagione avrà un nuovo bachelor e nuove donzelle pronte a tutto per conquistare il suo “cuore”, per non dire altro, quindi sempre nuove storie da raccontare. 


Nonostante tutto questo non siamo in grado di capire il successo di critica più che di pubblico, perché incredibilmente quest'ultimo non ha mai premiato “UnReal” così come tutti si aspettavano, anche se la serie è stata già premiata per una terza stagione. “UnReal” a nostro avviso è uno degli show più sopravvalutati degli ultimi anni , al quale non possiamo dar altro che una sufficienza molto tirata. Nonostante tutto plauso va alla Lifetime, canale “femmina” per eccellenza, che forse sta cercando una svolta alla sua programmazione molto piatta ed impersonale.

Personaggi e doppiatori:

Rachel Goldberg (Perla Liberatori)
Chet Wilton (Domenico Strati)
Adam Cromwell (Emanuele Ruzza)

Quinn King (Rachele Paolelli)

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