Serie tv: Smalville compie 15 anni


Esattamente 15 anni fa, come oggi, nasceva una delle serie sui supereroi più longeva della televisione: “Smallville”. In particolare il telefilm ruotava sulla storia di Clark “Superman” Kent e di tutti i misteri che avevano sempre circondato l'infanzia e l'adolescenza del più conosciuto supereroe al mondo. A prestarne il volto fu per dieci lunghi anni dal 16 ottobre 2001 al 13 maggio 2011, Tom Welling, all'epoca bersagliato da tutti perché “poco espressivo” e “inesperto”, eppure possiamo tranquillamente sottolineare che vedendo certi “attori” di oggi, Welling era decisamente mille passi avanti. Ma tralasciando questo, la serie ha avuto riconoscimenti importantissimi sotto il profilo del montaggio sonoro e degli effetti speciali, vincendo addirittura ben 3 Emmy Awards tra il 2002 e il 2008 proprio in questi settori, in più Michael Rosenbaum, interprete egregio – e lo fece poi per le prime 7 stagioni – di un giovane Lex Luthor, il miglior Lex Luthor che la Tv abbia mai avuto, riconoscendogli anche il merito di aver vinto diversi premi proprio per questo ruolo, tra l'altro dopo aver osservato nell'ultimo film della Dc Comics il nuovo volto di Luthor, non possiamo che rimpiangere il buon vecchio Michael, adesso protagonista della serie “Impastor”. 


Non solo Welling arranca ed è quasi scomparso dalla televisione americana, ma anche Allison Mack, che interpretava il personaggio più amato della serie, Chloe Sullivan, ruolo che doveva rimanere soltanto per poco tempo perché non presente nei fumetti originali, che invece poi si fece largo talmente bene nei cuori dei telespettatori, che alla fine rimase per tutte le dieci stagioni ed il suo ruolo venne inserito addirittura nei fumetti ufficiali; gli altri attori hanno invece trovato nuove collocazioni, soprattutto Kristin Kreuk, Erica Durance e Justin Hartley. Dalla prima all'ottava stagione la presenza femminile e sentimentale costante della vita di Clark era Lana Lang, interpretata da Kristin Kreuk – che poi per 4 anni è stata protagonista di quello scempio televisivo chiamato “Beauty and the Beast” - che nei fumetti non è altro che la compagna di Lex Luthor, ma nel telefilm era follemente innamorata di Clark. La vita sentimentale di quest'ultimo era un disastro, tanto che la sua vera anima gemella, la famosa Lois Lane, qui col volto di Erica Durance, arrivò soltanto alla quarta stagione, e per capire che fossero fatti l'uno per l'altra ce ne vollero ben cinque di stagioni, perché il peso incombente della figura della Lana era costante e presente. Personaggio fondamentale dello show era anche Lionel Luthor (John Glover), padre di Lex e cattivo d'eccezione. Infine ricordiamo Oliver “Freccia Verde” Queen, interpretato da Justin Hartley, figura importantissima per le ultime stagioni dello show, che nel frattempo aveva perso lo smalto delle prime. 


Da lì in poi, è nata l'idea di fare un telefilm proprio su questo personaggio e di contro la decisamente poco brillante idea di affidare il ruolo ad un altro attore, Stephen Amell, che chiamarlo attore è già fin troppo e mettere su “Arrow”, serie che continua ad andare in onda, ma assolutamente discutibile. Insomma, “Smallville” è stato, a conti fatti, una serie che ha cambiato faccia alla televisione ed arrivò in un periodo in cui i supereroi non avevano ancora invaso la televisione e che quindi risultò un successo senza precedenti anche in Italia, dove dal 2002 cominciò ad andare in onda su Italia 1, con ascolti al di sopra dei quattro milioni di telespettatori, dati che ad oggi stentano a fare in prima serata anche i programmi più “famosi” di Canale 5 e Rai Uno. Plauso a parte, all'epoca come oggi, al doppiaggio italiano che non toglieva nulla o quasi all'originale, con Marco Vivio a dare voce a Clark Kent, Emiliano Coltorti a Lex Luthor, Ilaria Latini a Chloe Sullivan e Massimo Rossi a Jonathan Kent, tanto per ricordarne alcuni. “Smallville” rimarrà per sempre un cult della televisione americana, perché ci ha fatto scoprire che in fondo l'adolescenza di un ragazzo con i super poteri non è poi così diversa da quella di tutti noi.

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