Sarà in libreria dal 22 novembre il libro di Gianna Nannini dall'eloquente titolo: "Cazzi miei", edito da Mondadori. Una sorta di autobiografia dove la rocker toscana si mette a nudo, con delle chicche anche sulla sua vita privata. Si parte dal 1983, da "Fotoromanza", dai periodi bui, del "viaggio all'inferno". Gianna Nannini svela come è riuscita a ritrovare la strada che aveva perso, sia nella sua intimità sia sul palco, mantenendo una "indipendenza artistica" al di là delle regole discografiche.
Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

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