"Krasic" il nuovo "Nedved" che non fu mai


Inauguriamo da oggi una nuova rubrica riguardanti le stelle del nostro calcio che hanno brillato per una sola stagione o poco più. Non tratteremo di "bidoni" veri e propri o di "meteore" strapompate tanto per fare facile ironia, ma di gente che ha giocato in Italia e si è in qualche modo distinta, che si è fatta comunque "sentire" solo che per un motivo o per un altro, le cose per loro, non sono andate per il verso giusto.  
Il primo profilo di cui ci occuperemo è quello di Milos Krasic:
Dell'arrivo di Milos  Krasic alla Juventus se ne parla da mesi, corre l'anno dei mondiali 2010 e tutti i tifosi juventini si augurano che il giocatore non entusiasmi affatto nella competizione con la sua nazionale, la Serbia, e che esca il prima possibile, per far si che il prezzo non si innalzi di colpo, come succede in manifestazioni del genere. Krasic in tal senso non delude affatto, regalando prestazioni opache con la sua nazionale. La Juventus di Del Neri lo strappa per circa 15 milioni ai russi del Cska. Krasic arriva a Torino in formissima, venendo dal campionato russo, ci mette un attimo a fare la differenza sin dalle prime partite di campionato, inserito in un contesto "semplice", uomo da ripartenze, da contropiede puro, che salta l'uomo in velocità, ideale insomma per la Juve targata Del Neri che non può ancora disporre di fuoriclasse e ha una manovra attendista e di rimessa. I primi mesi il nostro è inarrestabile, una scheggia impazzita che gli avversari faticano a prendere o stendono semplicemente, i tifosi pensano, complice la chioma bionda, al nuovo Pavel Nedved. La tripletta al Cagliari https://www.youtube.com/watch?v=gooB-ZEB3f0 in una sera di fine settembre è il punto più alto della carriera di Krasic alla Juve. 

Difficile per chi c'era allora, anche lontanamente pronosticarlo, perché "Krasic era letteralmente la Juve". E invece contro il Bologna,  il nostro vuoi per ingenuità o "già forse abituato all'italico costume" si lascia cadere in area avversaria e si becca una giusta ammonizione per aver tentato di fregare l'arbitro: https://www.youtube.com/watch?v=n-fQCZhwvOg. Un errore passeggero.. ma il fatto sta che da allora il Krasic spumeggiante di inizio stagione a Torino scompare, si parla di ricaduta psicologica, di arbitri che lo tengono di mira, di condizione fisica che per forza di cose va a scemare...  il nostro finisce col campare di rendita fino alla fine del campionato, sfornando prestazioni incolori e altalenanti a qualche giocata, che portano comunque a nove gol totali: https://www.youtube.com/watch?v=dplV0tCQI9U "Si riparte da Krasic" l'anno dopo però sembra un imperativo, quasi una scelta logica, uno che ha dimostrato di poter spaccare le difese avversarie non solo va tenuto ma va messo al centro del progetto... l'arrivo di Antonio Conte nel club sabaudo però predica decisamente altro e sarà la pietra tombale per la permanenza e il futuro di Krasic, l'erede di Nedved alla Juve. Con Conte, Krasic viene subito scavalcato da Pepe, più disciplinato e pronto per il 4 2 4 offensivo e spregiudicato che ha in mente il mister,  che per non disperdere il patrimonio tecnico comunque lo mette quanto meno in corso d'opera, a risultato acquisito, quando la squadra deve sfruttare le ripartenze. 

Celeberrima è la mimica facciale del nostro che entra in campo contro il Siena sotto i dettami di un Conte furibondo che gli ordina di lanciarsi negli spazi come se non ci fosse un domani, senza capirci un bel niente: https://www.youtube.com/watch?v=wYnPYGCDBTw  Krasic saluterà la compagine juventina dopo il primo scudetto dell'era Conte, a fine stagione, passando al Fenerbache per la metà della cifra spesa due anni prima per acquistarlo, una cosa che ha dell'incredibile, non tanto per il prezzo del cartellino, ma di come "il giocatore che doveva risollevare la Juve sulle orme di Pavel Nedved", si sia sciolto così improvvisamente, vuoi per la mentalità di un calcio diverso, vuoi per adottare sempre lo stesso identico modo di giocare, a cui le difese italiane avevano preso le misure, vuoi per la poca sagacia tattica. Fatto sta che Krasic non è che abbia fatto sfracelli dopo aver lasciato la Juve, anzi e che lui stesso ha dichiarato poco tempo fa alla gazzetta dello sport: "Mi è mancata fortuna, forse il carattere, non ho la giusta ambizione per emergere. Ma quell’anno in bianconero con Del Neri non posso dimenticarlo"- Con l'arrivo di Conte il cambio di modulo mi ha penalizzato ed erano arrivati giocatori di un livello superiore. Una squadra in cui ci sono Pirlo, Vidal e altri top player, forse era troppo per me. Conte era un martello, forse troppo duro ma preparatissimo".


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