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L'ora legale di Ficarra e Picone



"L'ora legale" di "Ficarra e Picone" ha tutti i pregi e i difetti della quasi totalità della filmografia della coppia. Uno spunto divertente, a carattere "sociale", viene portato "all'eccesso" grazie a dinamiche assurde e surreali, suscitando copiose risate. Di norma questa è la prima parte della pellicola, che però deve andare avanti e qui il duo, non si sa bene per quale motivo, incomincia a inserire tracce di presunta serietà, finanche morale nella storia,  come a volersi dare un tono o semplicemente per sopperire all'idea iniziale che si è via via esaurita, per poi concludere ogni vicenda in maniera prevedibile oltre che inverosimile, nello stesso tempo, negando quell'eccesso di assurdo, di surreale che invece convince nei primi tempi. "L'ora legale" come dicevamo non fa eccezione e se con l'elezione a Pietrammare finalmente di un sindaco onesto, cognato dei due, che rispetta i programmi per davvero, Ficarra e Picone danno vita a una serie di gag irresistibili, tra imu, multe, differenziata e abusivismo, quando come da copione, lo status quo deve fare ritorno, il film mostra la corda irrimediabilmente e allora ecco spuntare "il rapporto padre figlia" e l'inverosimile costruzione di una veranda in una notte a risolvere tutto. Sono anni che lo scriviamo a ogni film della coppia: Ficarra e Picone devono puntare senza mezzi termini su gli aspetti surreali e assurdi delle vicende che vanno a narrare, al di là di scelte registiche o di sceneggiatura. Devono esagerare anzi devono mantenere l'esagerazione per tutta la durata di un film senza cercare soluzioni che li riportano nei territori più ovvi della commedia e senza preoccuparsi di edulcorare il tutto con buoni sentimenti di sorta. Alla fine lo stesso Checco Zalone lo fa da anni e ci riesce benissimo.


"- Sei senza dignità - Lo so, è un dono di natura"

"- Ma che è un'astronave? - Dovrebbe essere un carroattrezzi, ne ho visto uno anni fa a Palermo"

"- Ma a te il permesso di vendere frutta e verdura chi te l'ha dato? - Mio padre"

"- Se siamo arrivati al punto che anche il cognato del Sindaco deve fare la fila, io chiamo i carabinieri"

"- Ma questa onestà a noi quanto ci deve costare?"

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