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Targhe Tenco, le "firme" storiche lasciano la Giuria


Sempre più bufera al Premio Tenco. Dopo le dimissioni del direttore artistico Enrico De Angelis, fulcro della manifestazione (insieme ad Amilcare Rambaldi) che porta il nome di Luigi Tenco, a cui hanno fatto seguito le dimissioni dei consiglieri Annino La Posta ed Ersilia Ferrante, i malcontenti hanno investito anche alcune firme storiche del giornalismo musicale che hanno da diverso tempo fatto parte della Giuria del Premio. Il giornalista Enrico Deregibus, anima del MEI, Meeting delle Etichette Indipendenti, nonchè addetto stampa del Club Tenco fino allo scorso dicembre, ha fatto sapere che "... continuano le dimissioni dalla giuria delle Targhe Tenco 2017". Tra questi Federico Guglielmi e molti altri che non voteranno: Fausto PirìtoElisabetta Malantrucco, Gianni Mura, Michele Neri, Fabio Antonelli, Timisoara Pinto, John Vignola e diversi altri ancora. "Massima stima per loro e per le loro motivazioni. Spero solo che questa morìa non preluda, il prossimo anno, a ulteriori discutibili modifiche da parte dell'attuale direttivo del Club Tenco dei meccanismi delle Targhe. Per esempio ad una drastica riduzione della giuria che potrebbe dare adito a sospetti", ha detto ancora Deregibus. 

Uno di questi è Federico Guglielmi (Classic Rock Italia, Blow Up, ecc.) che si era detto preoccupato per la situazione e per le parole espresse da De Angelis e dagli altri membri. 
Qui: https://lultimathule.wordpress.com/2017/05/25/ciao-tenco-ciao/ il giornalista spiega perchè non parteciperà più alla giuria che assegna le Targhe, dopo aver iniziato dai primi anni '90.

Con "grandissimo dispiacere personale", ha dichiarato che non voterà più le Targhe Tenco anche Elisabetta Malantrucco (RAI): "Le ragioni sono numerose; quelle interne al Tenco ho avuto modo di esprimerle direttamente al Consiglio Direttivo del Club. Non voto perché le persone che mi hanno voluto in questa giuria e che hanno curato in tanti anni la sua formazione non sono più nel Direttivo: Sono Enrico de Angelis, Annino La Posta e Enrico Deregibus e - a parte Annino a livello tecnico e solo per senso del dovere - non se ne occupano più. Faccio poi soprattutto riferimento al fatto che le dimissioni di de Angelis e La Posta sono state in polemica e non hanno avuto secondo me adeguata risposta. Non voto perché il nuovo Ufficio Stampa del Club non comunica con me e quindi evidentemente il mio apporto non viene ritenuto valido. Non voto poi perché l'anticipo delle votazioni e la mancanza della Commissione che ha selezionato negli anni passati una lista di possibilità, mi rende impossibile votare in maniera seria. E questo non va bene. Faccio in bocca al lupo a tutti gli artisti che parteciperanno e a tutti i colleghi che invece non avendo le mie difficoltà voteranno e che vinca comunque la cosa migliore: la musica".

Fausto Pirìto (Tutto Musica, Telepiù, ecc.) che era già intervenuto duramente sulla vicenda, dicendosi basito incredulo per le dimissioni di De Angelis e per i retroscena della sua lettera, afferma che cominciò "... a dubitare, ma di me stesso, della voglia che ho di continuare a sognare con la musica, arte che nella mia vita di 66enne mi ha già dato tante soddisfazioni, anche professionali, insieme con grandi delusioni... mi è sembrato dunque più onesto, per la seconda volta, tirarmi fuori dal contesto... nel nostro caso dal novero dei “giurati forzati”, lasciando ad altri, più giovani e in cerca di visibilità, l'onore e l'onere dell'assegnazione delle Targhe Tenco". 


Ci scrive Enrico De Angelis sulle motivazioni con cui John Vignola ha spiegato a sua volta il suo abbandono dalla giuria delle Targhe Tenco: "Carissimi, vi comunico la decisione, abbastanza sofferta ma inevitabile, di non partecipare alla votazione di quest'anno. Il modo in cui si è chiusa la parabola della direzione artistica uscente e la scarsa trasparenza sugli intenti concreti delle nuove maestranze mi impediscono di aderire con serenità".

Insomma, alla base delle motivazioni di chi ha lasciato, tanta amarezza per un Premio che sta cambiando volto, scarsa comunicazione da parte dell'Uffico Stampa, "l'abbandono" tra le polemiche dei personaggi storici che hanno garantito la qualità, per l'ingresso di nuovi soggetti. Sono subentrati nel direttivo dello storico Club Tenco, infatti, Graziella Corrent (special partner di iCompany), Nino Imperatore (legale rappresentante del Club), ma anche il giornalista Sergio Secondiano Sacchi (che sarà il nuovo direttore artistico), Andrea Salesi, Stefano Senardi e Antonio Silva nonchè i primi fra i non eletti nell'assemblea precedente, Luciano Barbieri e Umberto Ferrero. 
Lo stesso Sacchi, in un'intervista a La Repubblica, aveva fatto intendere che il Premio Tenco non avrebbe "ammiccato" alla canzone commerciale, ma di contro dice che i tanti Guccini, De Gregori, Vecchioni non hanno avuto dei ricambi all'altezza e di puntare più sugli artisti stranieri: "... importare ed esportare musica. Come abbiamo sempre fatto, se considera che nel tempo abbiamo premiato Brassens, Ferré, Gil, Waits, Buarque de Hollanda, Brel, Veloso, Cohen, Donovan. Per cui portiamo la canzone italiana all’estero... e portiamo in Italia la canzone straniera". 


Sulla base di quanto afferma Sacchi, c'è da dire che anche il giornalismo pare non abbia più ricambi generazionali. E invece si sbaglia, come si sbaglia. Noi ed altre fanzine, blog e siti di musica, nel grande panorama del web, ogni giorno accosta i volti noti della musica ai tanti artisti indie che cercano di farsi strada.
Possiamo dire con certezza e rispondere indirettamente a Sacchi che i ricambi ci sono eccome, che alcuni sono passati anche nelle finali del Premio Tenco ma vengono poco valorizzati e che ai nomi altisonanti ormai, nelle radio si ascoltano solo i prodotti dei talent fatti a stampino, con grosse produzioni e qualità del prodotto finale, in termini di contenuti, davvero molto scarse. 

"La mia paura è che, a vedere me come sono, io potrei rimanere deluso" [ L. T. ]




Commenti

  1. Per la cronaca, aggiungo le motivazioni con cui il grande John Vignola ha spiegato a sua volta il suo abbandono della giuria delle Targhe Tenco: "Carissimi, vi comunico la decisione, abbastanza sofferta ma inevitabile, di non partecipare alla votazione di quest'anno. Il modo in cui si è chiusa la parabola della direzione artistica uscente e la scarsa trasparenza sugli intenti concreti delle nuove maestranze mi impediscono di aderire con serenità".

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  2. Già spedita la mia prima scheda di voto: in mezzo a questa apparente Caporetto, aver già fatto questo passo .. mi sembra una cosa positiva per tutto l'ambiente musicale, soprattutto quello giovanile a cui da 32 anni mi rivolgo professionalmente ed ovviamente in modo non profit ..

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  3. Una curiosità, chi è l'autore di questo articolo?

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