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Ministri - Fidatevi


“Fidatevi” il nuovo album dei “Ministri” si muove tra la consueta energia della band e un senso del pop se vogliamo ancor più accentuato. Ne vengono fuori dodici canzoni che confermano l’attitudine, la grande capacità del gruppo di scrivere veri e propri “inni generazionali”… da cantare a squarciagola, meglio se in un live. Parole e musica vanno di pari passo, i Ministri sono puro pathos, intensità, con i testi in questo caso, più introspettivi che abbiano mai scritto e qualche tocco di classe qua e la, tra struttura e arrangiamenti, che non guasta di certo... c'è da fidarsi? - Certamente:

“Tra le vite degli altri”: “tu lasciami qui finché non ti vergogni di venire a cercarmi” trascinante e di sicuro impatto: “è una questione di gusti anche se poi usiamo i denti perché è importante sbranarsi e assaporare i momenti”

“Fidatevi”: la titletrack è di stampo metal, dall’incedere oscuro e minaccioso: “noi siamo i non violenti con la bava ai denti noi le pantere nere delle buone maniere”

“Spettri”: “voglio solo pagare una persona che mi metta in ordine la vita che mi faccia da servo e da padrone che mi dica non è ancora finita” costruita per accumulo, è una filastrocca cupa ma non per questo godibile: “la mia libido è un’azienda come le altre”

”Crateri”: suggestiva e carica di pathos, con una parte più acustica che prelude all’energico finale: “che cosa rimane crateri la fuori nessuno che cosa hai fatto non l’hai capito ancora tu non puoi dividerci”

“Tienimi che ci perdiamo”:”stanchi come due farfalle quando ritorna la sera” mood nostalgico, sound anni ’80, uno dei brani più immediati, grazie anche alla melodia protagonista a rapida presa: “tienimi che ci perdiamo che ci dobbiamo fidare”

“Mentre fa giorno”: “siamo liberi di andarcene prigionieri de pensieri e della storia ma mentre fa giorno siamo perfetti io e te” tra continui stop and go, per ritornello liberatorio… da segnalare l’ottimo arrangiamento

“Memoria breve”: “ognuno ha avuto qualcuno da non farsi scappare e se lo è fatto scappare” particolare la strofa, con un arpeggio non banale, ponte e ritornello sono da manuale pop

“Usami”: botta punk senza dimenticare la melodia: “e come sempre nel fondo ritrovo qualcosa di me, guardami come se ci tenessi per davvero”

“Un dio da scegliere”: solenne e sostenuta ballad “e cerco tra le tenebre la sagoma di un complice che non mi debba mai proteggere”

“Due desideri su tre”: diradata, complice e accattivante nel suo dipanarsi: “e convincersi di aver scelto ogni cosa di aver fatto tutto da soli”

“Nella battaglia”: “guardalo guarda il tuo incubo e digli ciao ciao ciao, io non son fatto per te” brano rock semplice e diretto, con un ritornello un pò banale

“Dimmi che cosa”: “dimmi cosa hai capito della felicità, dimmi che cosa prendi per farcela” sospesa ed evocativa, per un continuo crescendo d’intensità con l’entrata via via degli strumenti

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