"Puortamecute" è il nuovo singolo di Jovine, disponibile da Venerdì 25 maggio per Campi Flegrei su Spotify, distribuito daA1 entertainment.
"Puortamecute" è una dichiarazione d'amore verso la città di Napoli ma anche una preghiera rivolta a chi è costretto ad abbandonare la periferia in cui è cresciuto. Il brano è un racconto, cantato attraverso quattro storie diverse, ciascuna delle quali porta un messaggio, una panoramica completa sul nostro tempo, dall'esperienza dell'artista nella sua città al dramma della Terra dei Fuochi, fino a toccare i temi dell'immigrazione e del diritto di cittadinanza. La produzione, curata da Massimo D'Ambra, si innesta sulle sonorità reggae, terreno naturale di Jovine, aprendosi al soul e alla trap.
La carriera artistica di Jovine inizia nel '98 con le prime collaborazioni di Valerio col fratello Massimo "JRM" dei 99 Posse e con il primo album "Contagiato" pubblicato da BMG nel 2000. Il sodalizio con i 99 Posse si consolida nel 2010, anno in cui l'artista napoletano diventa la seconda voce ufficiale del gruppo. Nel 2015 collabora con J-ax al brano "Un altro viaggio", incluso nel disco "Il bello di essere brutti". Con otto album all'attivo, Jovine torna con il singolo "Puortamecute".
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Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

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