i Rudi "Fuori tempo massimo”
In arrivo il 15 febbraio il secondo album della MOD band milanese
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Dare nuova linfa al beat italiano degli anni Sessanta, suonare "maximum" come gli Who, in tre e tanto più senza chitarra in formazione. Troppo ambiziosi, i Rudi? Se non altro non si può rimproverarli di aver posto l'asticella troppo in basso. O di seguire pedissequamente la moda del momento: "Fuori tempo massimo" lo sono sin dal titolo di questo secondo lavoro sulla lunga distanza, che prosegue sulle basi poste dal primo album, "Nient'altro che routine". Nove pezzi originali tra beat italiano e British invasion, garage rock e un pizzico di soul, cui si aggiunge una rilettura della classica "Lost Woman" (che diventa "Disperata") di un gruppo culto come gli Yardbirds. Un suono che prende le mosse dalle tastiere di Gabriele Bernardi (già al fianco di Shel Shapiro, Olly Riva e New Dada) e si "irrudisce" con l'asse ritmico formato dal fratello Silvio (basso e voce) e Stefano Di Niglio (batteria), senza scordare le amate armonie vocali e i testi con l'ambizione di "dire" qualcosa.
Formatisi nel 2010 e approdato alla formazione in power trio alla fine del 2013, anno del primo ep in free download "Tre pezzi di routine", i milanesi Rudi hanno pubblicato a settembre 2015 il primo full-length "Nient'altro che routine" (Ammonia Records), che ha ben impressionato gli appassionati, collezionando ottime recensioni sulla stampa e online e la benedizione di figure fondamentali del modernismo italiano e inglese, e li ha portati sui palchi del Festival Beat e del Cinquantennale del Beat Italiano e all'accordo di sponsorizzazione con Fred Perry, storico marchio delle sottoculture inglesi. Il nuovo album uscirà su cd per Ammonia e in vinile per Area Pirata a metà febbraio 2019: con un filo di incoscienza e un bel po' di ostinazione, lontano anni luce dalle tante operazioni-nostalgia contemporanee, è un lavoro che accompagna i Rudi lungo la strada che loro stessi hanno scelto, fieramente "Fuori tempo massimo”.
TRACKLIST:
1. C-60
2. Calmi
3. Qualcosa al volo
4. Il vero me
5. Mediocrità
6. Non riderai
7. Tutto iniziò
8. Ego trip
9. Disperata
10. Fuori tempo massimo
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Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

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