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Viadellironia "Le radici sul soffitto" dall'8 maggio


L’8 MAGGIO ESCE IL PRIMO ALBUM
“LE RADICI SUL SOFFITTO”, PRODOTTO DA CESAREO (ELIO E LE STORIE TESE)
Il primo singolo è “Ho la febbre” feat. Edda
Guarda le radici su Saturno / ti ricordano che è il tuo turno di parlare / e se non lo faccio ora / l’abitudine signora / ti accompagna a rinunciare 


Viadellironia annuncia il primo album. S’intitola “Le radici sul soffitto” e uscirà l’8 maggio per Hukapan, prodotto da Cesareo (Elio e le Storie tese). Per la band formata da Maria Mirani, Giada Lembo, Greta Frera e Marialaura Savoldi è il primo full-length, e sarà anticipato da “Ho le febbre” feat. Edda, primo singolo e videoclip in uscita nelle prossime settimane.
“Le radici sul soffitto” è realizzato con il sostegno del Mibac e di SIAE, nell’ambito del programma “Per chi crea”, dedicato alle opere prime.
LE RADICI SUL SOFFITTO
“Le radici sul soffitto” si compone di dieci brani, scritti e composti da Viadellironia (Maria MiraniGiada LemboGreta FreraMarialaura Savoldi) e prodotti da Cesareo (Davide Luca Civaschi).
Il filo conduttore dell’opera consiste nella descrizione critica e malinconica della decadenza del mondo attuale, commista al desiderio di resistenza alla passività e a quel sentimento che sopporta di mala voglia il peso della vita.
Viadellironia cercano di riflettere il concetto del non trovarsi a proprio agio nel mondo, del non trovarvi una propria sistemazione, attraverso testi tendenzialmente cupi, ma malinconici e letterari, a cui fanno da contraltare atmosfere musicali graffianti e debitrici di certo rock d’autore anni 90.
La title-track Le radici sul soffitto, ad esempio, è un’auto-esortazione a uscire da una condizione di alienazione dal mondo, da “un eccesso di comunicazione con se stessi” e dalla tristezza conseguente: “Guarda le radici su Saturno/ ti ricordano che è il tuo turno di parlare/ e se non lo faccio ora/ l’abitudine signora/ ti accompagna a rinunciare” (Saturno è il pianeta degli artisti e della malinconia, ed è una figura ricorrente nel disco).
Ogni brano è inoltre caratterizzato da una nostalgia proustiana nei confronti di una dimensione infantile ormai perduta, come nel brano “La mia stanza”, in cui il timore di perdere la madre, tipico dei bambini, riaffiora nell’età adulta: “E se ripenso al biancospino che cresceva calmo nel mio giardino/ vorrei morire/ o recitare un salmo uguale a quelli che/ le nonne dedicano al mattino/o al credo adamantino delle loro sere“.
Il singolo “Ho la febbre” vede la partecipazione alla voce di Stefano “Edda” Rampoldi.
L’immagine di copertina, i ritratti e il concept sono stati realizzati dall’artista Riccardo Tonoletti, in arte Dorothy Bhawl (bresciano come le componenti del gruppo), il cui stile iconoclasta e spesso estremo lo ha portato a esporre in molte gallerie in Italia e all’estero (nel 2019 le opere di Bhawl adornano la casa e il laboratorio della stilista inglese Vivienne Westwood), nonché a collaborare con musicisti tipo DevoPhil CollinsDavide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti e Andrea Fumagalli dei Bluvertigo.
L’artista e Maria, cantante e autrice dei brani, hanno intrapreso un proficuo scambio di idee, trovando una grande sintonia, che ha portato all’idea e alla realizzazione dell’immagine, basata sul titolo dell’album “Le radici sul soffitto”, una sorta di allegoria sulla morte come rinascita e in generale sulla fine come nuovo inizio.
L’elaborazione grafica è dello studio milanese Jekyll & Hyde.
VIADELLIRONIA – BIOGRAFIA
Viadellironia sono Maria Mirani (voce e chitarra), Giada Lembo (basso), Marialaura Savoldi (batteria) e Greta Frera (chitarra).
Iniziano a suonare in giovanissima età e formano il primo nucleo della band quando si incontrano sui banchi di scuola.
Inizialmente votate ad un cantautorato scarno, si dedicano negli anni alla costruzione di un proprio suono, cercando ispirazione nelle direzioni più disparate, dall’elettronica alla musica classica, dal pop al punk rock, fino a raggiungere una dimensione peculiare fatta di intrecci di chitarre, sezione ritmica tesa e pulsante e testi pe(n)santi.
Prendono parte ad alcuni contest per giovani band della provincia bresciana e il loro nome inizia a girare presso gli addetti ai lavori, iniziano così a suonare nei locali e nei festival della zona, facendosi apprezzare per l’originalità della proposta, per la qualità delle composizioni, per la matrice “adulta” dei loro testi, decisamente sorprendente vista la giovane età e per la voce di Maria, che difficilmente lascia indifferenti.
Registrano e pubblicano un EP intitolato “Blu Moderno”, che arriva nelle mani di Cesareo, chitarrista di Elio e le Storie Tese, il quale rimane colpito e decide di lavorare con loro alla realizzazione del loro primo album “Le radici sul soffitto”.
I loro numi tutelari sono Beatles, Elliott Smith, Afterhours, Baustelle e Nada, la loro dimensione ideale è il palco, sul quale sanno essere magnetiche, aggressive e intense.
Hukapan, storica etichetta e società di management di proprietà di Elio e le Storie Tese decide di sposare il progetto a 360° e di produrre l’album, per il quale si aggiudica il bando SIAE “Per chi crea”, dedicato alle opere prime.
L’uscita di “Le radici sul soffitto” è prevista per l’8 maggio 2020.

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