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Antgul "Deep" il video


Il vuoto del deserto, una figura misteriosa che balla nell’oscurità. Così comincia il video di “Deep”, nuovo singolo e clip del produttore campano Antgul. 

IL VIDEO:


Credits:

© 2020 Al-Kee Records

Music by Antgul

filmed in Black Rock Desert (NV)

Drone Timothy Armstrong

Moonlapse Philip Safaryk

Associate Producer Tim Stell

cinematography – editing & directed by Antonio Gullo


E ancora il vuoto del deserto con cassa dritta come sottofondo sonoro. Immagini deliranti, una visione surreale che può mandare la mente a tanti film di David Lynch. La cassa dritta è l’asse portante del pezzo con divagazioni tanto psichedeliche che lo supportano. La figura misteriosa è impersonata dallo stesso artista Antgul che contribuisce ad attestare il senso enigmatico intrinseco al video ed alla canzone. Il battito della terra, del nostro cuore, una danza ancestrale, una danza che sa di primigenio.

Una luna rossa ascendente è un’altra epifania, un’altra chimera, un’ulteriore visione che sembra provenire da una dimensione lontana da noi.

Cosa rappresenta “Deep”? E’ il vuoto in contrapposizione al “pieno perpetuo” del post-moderno. È il deserto che si contrappone alla Los Angeles postmoderna immensa e senza un centro. La video-sfera multimediale ci rende stralunati, alienati, apatici, fuori da noi stessi, dal nostro vero io, lontani dalle nostre pulsioni primigenie. Antgul con il video e singolo “Deep” ci offre il profondo con strumenti essenziali ma tanto evocativi, allusivi, simbolici. Il profondo da contrapporre alla società dei consumi e dell’immagine che propone invece la visione piatta dell’eterno presente.

Antgul è un artista decadente, romantico: la sua tensione artistica, la sua musica tende all’assoluto, tende ad un’abnegazione senza se e senza ma. Antgul è l’eremita che illumina l’oscurità con la fiammella fioca della sua musica arcaica. Ritrovate il battito, ritrovate la luce, ritrovate la verità che giace nel profondo: questo il suo monito….

Come non notare anche i movimenti forsennati della figura misteriosa: la follia di tutti noi, follia che va estirpata da noi grazie al ritorno all’armonia. È in quel deserto vuoto che risiede l’armonia: il deserto vuoto è simbolo di natura incontaminata mentre noi viviamo ormai in un inquinamento sonoro, atmosferico e “mentale” perché continuamente condizionati da pensieri che non sono nostri.

Un treno fermo in mezzo al deserto…forse metafora della tecnologia destinata a soccombere di fronte agli eventi naturali sempre più catastrofici?

Antgul ci invita a riflettere…Antgul ci invita a pensare o magari a de-pensare…

Usciamo fuori dai percorsi pre-stabiliti…entriamo nel vuoto, entriamo nell’oscuro e ritroviamo quel senso di mistero, quel senso di verità che ormai abbiamo smarrito con la nostra moltitudine di certezze….

Il deserto che vediamo nel video è il Black Rock Desert in Nevada dove si svolge l’evento di Burning man.


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