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Davide Mocini, la recensione di "Suggestions"


"Suggestions" di Davide Mocini nasce da un'esigenza. E le esigenze portano spesso a buone cose, sentori, odori, suoni, ricordi. Benché un album nato in pieno lockdown per Aventino Music, grazie all'incontro con Claudio Scozzafava (suoi mix e mastering), il liuto di Mocini porta con la mente a praterie sconfinate, luoghi sognanti, immaginati oltre le pareti che oggi sono sempre più un mix di riluttante comfort zone. 

In "A Litte Introduction" parte il ricordo di Mocini: è con suo padre a New York appena ragazzino, immerso in un paese con poca storia sulle spalle e palazzi così alti da non vedere cosa c'è oltre. E qui l'oltre lo crea l'autore per necessità, dotato di una buona dose di synth per... volare sui quei grattacieli. E ci riesce in "Across the Galaxy", le parole, così come cantavano i Beatles in un titolo similare, "Scorrono selvaggiamente e scivolano via" e i campionamenti qui cadono come pioggia... “Let me tell you a story” è persino meditativa, volta alla ricerca del bello. “Welcome to wonderland” è il Paese delle meraviglie che l'autore, come un novello Alice, trova, spinto dalla curiosità di una chitarra, dalla voglia di intraprendere il cammino in un sogno lucido.

“Conversation between two lutes and electric guitar” è un gioco musicale di "sguardi", tra passato e presente, i liuti rinascimentali che incalzano chitarra elettrica e acustica che si prendono il loro tempo e si incitano in un folkeggiante “Go ahead”, "Vai avanti" e tira dritto, insegui il tuo sogno che qui non ti è concesso. Pensa in grande come in “Secret gardens" un viaggio in cui la melodia la fa da padrona, con un flauto appena sveglio che dà il buongiorno all'alba con buffi e nervosi synth come “Dancing fairies” tutt'intorno. 

“Rozzy & Sacha” e “A woman in the Castle” ci raccontano delle storie, appartenute chissà a chi, di tempi lontani. Ed ascoltarle è un piacere intorno ad un fuoco, prima di andare a dormire... L'epilogo “Tears and lights” è il senso di queste suggestioni magistralmente ricreate dal liuto di Davide Mocini, in cui le dissonanze sembrano piccoli risvegli da quegli immaginifici spazi mentali. Si torna pian piano a vivere il difficile quotidiano, ma con molta più serenità. 

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