Passa ai contenuti principali

La favola Maneskin, in cerca del buon senso


 Dopo aver vinto il Festival di Sanremo, l’Eurovision Song Contest, dopo essere stati ospiti da Jimmy Fallon e avere aperto niente meno che per i Rolling Stones, i Maneskin hanno portato a casa anche il Best Rock agli MTV EMAs - Una serie di trionfi in serie che ha del clamoroso. 

In questi mesi, Damiano e soci sono e sono stati sulla bocca praticamente di chiunque, dagli addetti ai lavori, al popolo,  anche "ignorante" musicalmente, tutti, hanno voluto dire la loro sul perché del successo a livello mondiale della band. 

Chi ha parlato di orgoglio nazionale, chi di marketing, chi di “piccola truffa” del rock’n’roll, chi li ha tacciati di essere vecchi e poco originali, chi rosica convinto e chi non se lo sa spiegare, che neanche Tiziano Ferro. Battuta stupida a parte, un successo così improvviso e repentino su scala globale non si era mai visto dalle nostre parti, neanche ai tempi del grande successo de Il Volo. Citiamo non a caso il trio, perché la cosa che fa ancor più piacere, è il fatto che i nostri si discostano decisamene dal bel canto tipico del bel paese, andando ad abbracciare sentieri che hanno decisamente più a che fare col glam rock e con l’hard rock… mainstream si intende. 

Manuel Agnelli, prima di paragonarli ai Beatles, più che altro come fenomeno mediatico, li aveva musicalmente accostati e non a torto agli Aerosmith del carismatico Steven Tyler, capaci più volte nella loro carriera di arrivare in cima alle classifiche con riff adrenalinici e ballad killer. Alcuni ne hanno fatto anche una questione di merito, della serie, ma davvero valgono così tanto al punto di travalicare i confini italiani e far la voce grossa non solo in Europa ma addirittura in America

A nostro parere no, qualitativamente, almeno per il momento e anche per via della breve carriera, non hanno quasi avuto il modo di dimostrare il loro talento, hanno azzeccato un paio di hit, quello è innegabile, andando a ripescare atmosfere care alle grandi rock band degli anni 70, con una discreta resa negli album, ma riesce difficile parlare di grandi canzoni e rimangono un “tutto da verificare” sulla lunga distanza, visto i pochi lavori pubblicati. 

Sembra più consono parlare di una serie di coincidenze e congiunzione degli astri, che li hanno sicuramente aiutati, perché quando un nuovo fenomeno o trend che dir si voglia si innesta è impossibile da frenare, prende il sopravvento quasi per inerzia. Questo è quanto, restringendo i fatti alla loro essenza,  ma non c'è motivo né per essere orgogliosi di essere italiani, né di rosicare perché loro si e io no o sputare merda e sentenze, perché schifo non fanno di certo, hanno una botta live da paura, l'età dalla loro a parte e hanno già dimostrato di saperle scrivere le canzoni.

Detto questo, il difficile per i Maneskin viene adesso, perché dovranno dimostrare di valere “la scommessa” che è stata in un certo qual modo fatta su di loro, la fiducia e l’entusiasmo che li sta trascinando sopra ogni immaginazione. Per quanto ci riguarda, al di là di nazionalismi, polemiche, rosicamenti, ci piace pensare a un sogno che non solo si realizza, ma che va oltre l’immaginazione più goduriosa, per lo più per dei ragazzi giovanissimi. GODETEVELA - Nel mentre che gli addetti ai lavori e il popolo, vengano pervasi dal buon senso.


Commenti

Post popolari in questo blog

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Matteo Nativo, “Orione” l'album. La recensione

Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

Zen Circus e il nuovo singolo "Un milione di anni", il video

Il nuovo singolo degli Zen Circus, accompagnato dal videoclip ufficiale, è "Un milione di anni" e segna il ritorno della band toscana. Si tratta del terzo estratto da “Il Male”, il loro prossimo attesissimo album, già in preorder , in uscita in formato digitale il 25 settembre e formato fisico il 26 settembre, per Carosello Records. GUARDA IL VIDEO: CREDITI Produced by A71 Studios  Directed by Asia J. Lanni x Mòndeis  Co-Director: Francesca Bani  DOP: Sergio Bagnoli  Camera Op: Francesco Mancusi  Edit: Asia J. Lanni  Color: Sergio Bagnoli  Thanks to Boris Pimenov, Sartoria Caronte  Photos by: Caroline Tideman, Alice Pedroletti, Ilaria Magliocchetti Lombi, Maria Radicchi, Annapaola Martin ecc. “Cosa potrebbero capire di noi gli archeologi di un futuro lontanissimo, scavando fino a trovare i nostri resti? Fra un milione di anni l’essere umano proverà ancora dolore? Esisteremo ancora? Sarà finita l’epoca manicheista del Bene contro il Male? Di que...