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Alberto Fabbris "The New Journey", la recensione


“The New Journey“ è l’album che segna l'esordio in studio del cantautore Alberto Fabbris, in uscita per DELTA Records & Promotion. Ascolta su Spotify. 

Immaginate le strade del Nevada, polverose. Uno stereo che risuona folk song americane. Inizia così il primo brano del disco 'I'm the wind', con le chitarre in primo piano e poco altro, non servono orpelli per intraprendere il viaggio verso l'ignoto. Stesso mood nella title track impreziosita da slide guitar e da un country felice e corale. 

Ma come tutti i viaggi, i lunghi percorsi, dopo la partenza, arrivano i momenti per pensare, per rivedere e rivivere il passato e in 'Big River', il grande fiume, rilascia tutta la parte intimista del lavoro del nostro con un atteggiamento vocale e interpretativo molto alla Vedder.

Si rimonta in macchina, verso un nuovo orizzonte. La 6 corde country lascia la sua 'Desert Town'. Il brano è essenziale primo di orpelli, da old school con un finale tutto da ballare, con un buon bicchiere di vino e la carne che attende sul fuoco. L'armonica lancia 'Shaman', una vera e propria ballad sensuale con una bella melodia e un assolo epic.

Gli arpeggi annunciano 'Ancient Jar', un'altra ballad in stile Temple Of The Dog e, per dirla come un noto spot, "quell'antico vaso andava portato in salvo...". Perchè il viaggio conta, avere il coraggio di osare conta, ma conta soprattutto il fine. Così procede, ancora più mesta e triste, forse perchè il cammino sta per terminare, 'Western Star'.

'A Walk on the Rainbow' dimostra come, a volte, basta una chitarra per buttare fuori pensieri, parole, note, suoni, per esprimere un mondo come riesce a fare Alberto Fabbris in questo brano possentemente folk e dalla ritmica manouche.

L'epilogo è 'To the Sun' che, però, segna nell'atmosfera un nuovo inizio, energico con un velo di malinconia dato dall'armonica ma che sta passando via. Ieri è già un ricordo. 



 





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