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Il migliore dei mondi, la recensione del nuovo film di Maccio Capatonda

 


In Il migliore dei mondi, il nuovo atteso film di Maccio Capatonda, coadiuvato alla regia da Danilo Carlani e  Alessio Dogana, uscito per Amazon Prime  -  Marcello Macchia esce fuori dai suoi celebri personaggi, senza però dimenticare i suoi tempi comici, le sue battute scorrette -  realizzando il film che sognava da anni di fare, ovvero quello di un mix di generi che non comprendesse soltanto la pura comicità, ma dove non mancassero scene d'azione, drammatiche, romantiche a tratti persino commoventi, poetiche, senza dimenticare l'aspetto sociale ben messo a fuoco dal film, forse pure troppo - Va da se che il lato surreale del nostro è meno debordante, ma non mancano le risate e la compattezza dell'opera risulta intatta, e la commistione di più generi non dispiace perchè mantiene bene il tempo filmico - Di contro è inevitabile che con uno zibaldone del genere, sommerso di citazioni pop, non tutto giri per il verso giusto, e che a risolvere certe scene è la verve comica del nostro - inevitabile per l'appunto.

Ennio Storto è un appassionato di tecnologia, è un nerd che ce l'ha fatta per intenderci e sa usare a mena dito i social per non dire altro - La sua stessa vita apperentemente perfetta per lui, gli sfugge però di mano, quando una ragazza incontrata a una festa porta ad aggiustare il suo modem 56 k risalente a 20 anni prima. Il conto circuito è immediato e subito viene associato ai sentimenti persi dal nostro, ormai immerso nella società moderna - Fatto sta che Ennio si ritroverà suo malgrado a vivere in un mondo parallelo dove la tecnologia in pratica non esiste, anzi è persino bandita. Da qui chiaramente una serie di eventi e circostanze in cui il nostro eroe "medio" cercherà di tornare nel suo mondo, ma il suo è poi davvero il migliore dei mondi?

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