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Pare parecchio Parigi, la recensione del film di Leonardo Pieraccioni



Pare parecchio Parigi, il nuovo film di Leonardo Pieraccioni, è una commedia dolce amara ben confezionata e naturalmente ottimamente recitata da un cast di eccellenza, a cominciare dal grande Nino Frassica, la brillante ed esuberante Chiara Francini, la sempre bravissima Giulia Bevilacqua, oltre ovviamente alla storica coppia formata dallo stesso regista, Pieraccioni e Massimo Ceccherini, per cui viene ritagliato un ruolo, che seppur marginale, risulta fondamentale per la storia.

Una storia vera

 Storia che è tratta da una storia vera, risalente al 1982, e che fece un discreto clamore in Italia - Pieraccioni, anche in veste di sceneggiatore, è abile a partire dalla vicenda dei fratelli Bugli e rimodularla su canoni più consueti che dir si voglia per il pubblico abituato a colpi di scena abbastanza codificati ed attesi - Questo è forse il lato più debole del film, sin troppo schematico, ma forse solo per gli spettatori più avvezzi a certe dinamiche narrative - Ad ogni modo non inficia il riuscito tentativo di una commedia fatta come si deve, che gioca col surreale, ma non perde di vista la realtà e a tratti persino emoziona.

La trama

Un fratello e due sorelle sono "costretti" in qualche modo, a realizzare l'ultimo sogno del padre morente, ovvero, quello di andare tutti insieme a Parigi, come si sono ripetuti nel corso degli anni - Ma non è possibile, visto le condizioni del padre, che ha perso anche la vista.

A questo punto, i nostri, decidono di improvvisare un ipotetico viaggio all'interno del maneggio del personaggio interpretato da Pieraccioni - Ovviamente, la cosa, non può che attirare l'attenzione dei vicini, delle forze dell'ordine e...

Considerazioni

Ci fermiamo qui, per ragioni di spoiler - ma un dato è certo, non era facile girare in una sorta di "non luogo", in una sorta di impianto pressocchè teatrale, senza annoiare, riuscendo a trovare un proprio ritmo filmico che si va sempre meglio definendosi durante la narrazione - Non è un caso che il film cresca con l'andare dei minuti, nonostante certe soluzioni narrative non sembrano propriamente centrate, ma è l'emozione che vince, che prende il sopravvento e allora i pezzetti del puzzle si mettono insieme nonostante i difetti delle forme non perfette di come sono venuti realmente, non di come erano immaginati.. Proprio come i personaggi di Pare parecchio Parigi, uno dei migliori film di Leonardo Pieraccioni.

Le migliori frasi

- " Io sarei maestra certificata di minchiate ma voi siete magnifici rettori eh"

- "Ho fatto più io per lei in un minuto che lei per se stessa in 12 anni"

-" Arriva un momento in cui i panni sporchi vanno lavati.. e con la candeggina"

-" Stambecchi che si inchiappettano? E che fanno? Una messa nera? "

- "Ma sei omofobo? - No, sagittario



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