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Carmelo Pipitone, la recensione di "Piedi in acqua"


Piedi in acqua
per scacciare il diavolo, i cattivi pensieri, la brutta gente, le relazioni tossiche - un percorso "fottutamente umano", per arrivare a trovare un nuovo se, a ritrovarsi o andare oltre o anche tutto insieme - Non è possibile scollegare il terzo album solista di Carmelo Pipitone dai suoi due predecessori - Se in Cornucopia, il nostro parlava dei suoi inferni terreni e in Segreto Pubblico, la lotta per uscirne, nonostante tutto e tutti, compreso se stesso, in Piedi in acqua, il paradiso non arriva ancora, ma c'è più di un barlume, una luce, una speranza, è un vero e proprio atto di purificazione, come una sorta di rito sciamanico.

C'è una ricerca profonda che unisce musica e parole "alla ricerca" di un passaggio ulteriore che è rappresentato dalla bellezza della natura che fa da contraltare alle brutture del mondo - Il sound riporta agli anni 70, non a caso, quando i giovani volevano prendersi il mondo, le parole sono perle da grande cantautore, non a caso - Piedi in acqua è una tappa di un percorso di liberazione, non è la fine di un cerchio - Anche perchè un artista ha sempre bisogno di "riavuli" per creare:

“Tempo”: impossibile non pensare a Nick Drake in questo brano che apre Piedi in acqua - ma a ben ascoltare c’è decisamente molto di più: "Di me che cosa ne sarà, felice impura terra arida, musica di un valzer che non ha più pietà"

“Sono stato”: ipnotica e lisergica nel suo dipanarsi tra parti elettriche e arrembanti a cui fanno da ponte stasi/estasi alla De Andrè: " Non volo da quasi un anno, uh che meraviglia, la voglia che ho perso, ma tu ne hai fame? "

“Pinzeri”: il primo singolo estratto, in dialetto siciliano, è una “nenia” come dice lo stesso Pipitone nel testo, ricca di sfumature, trascinante, al punto di spingere l’ascoltatore al movimento, in una sorta di mantra “liberatorio” : "Volano cu'mmia sti pinzeri c'un mi lassanu mai in pace"


“Veleno”: “parlano di me raccontano favole” intensa ed emozionante provando “a rafforzare gli argini” : "E quella luce in fondo all'anima che fine ha fatto? Che suono ha?"


“Piedi in acqua”: “Mi hanno visto camminare mi hanno detto che non sei al sicuro da tempeste dimmi dove vai” evocativa, la title track, trasognante e persino epica in certi frangenti, con la musica che varia come se passasse da uno stato d’animo all’altro o che parlasse a persone differenti


“Meravigliosa”: il cammino continua in questo brano che prosegue a livello testuale la traccia precedente con un arrangiamento sontuoso "Ed io che non ho un cuore che pensa e mente per te"


“Le vesti non servono più”: un vero e proprio gioiello a tinte psichedeliche, con un testo che è pura poesia: "Ricordami che il cielo è più in la"


“Il re è nudo”: beffarda e irriverente filastrocca in un continuo saliscendi di stati d'animo e pathos: "Tu credi ai demoni tuoi, risparmiami il resto se puoi"


“Odessa”: canzone che il nostro aveva già pubblicato come demo su YouTube qualche tempo fa, è di una leggerezza e tenerezza disarmante a “vivere l’aria come fa l’ossigeno”


“Peste nera”: "è facile prendere il marcio che c'è" dai primi rff sembra di sentire Ivan Graziani, ma senza alcun ghigno beffardo, (Carmelo è decisamente serio in questo pezzo) per poi proseguire sulle atmosfere tipiche del nostro coi suoi improvvisi break sempre sorprendenti, con una citazione di Battiato, da cui prende l’ironia, quasi a stemperare il tutto e ad aprire mondi eterei e lontanissimi prima di tornare al tema principale a chiudere il cerchio


“U’ riavulo”: Secondo pezzo in siciliano dell’album - sorta di folk ancestrale e popolare, quasi un rito, anzi senza quasi, le urla strazianti nella seconda parte che fanno da apripista alla chiusa affermativa, sono li a confermarlo: "Cu sapi su sape u' signure cu' riavulu c'è"


“Altri mondi”: brano di struggente bellezza che parte come se fosse il lato b di Odessa, una versione "alcolica", per poi procedere in tutta magnificenza :" Mi limito a saltare tu a rendere più soffice la terra"


“LAmerica”: desert song come a dire lo spazio necessario o quello da riprendersi definitivamente una volta per tutte: "Once upon a time a to' America"


In foto le prime date live:







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