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Brunori Sas "L'albero delle noci" la recensione


L'albero delle noci di Dario Brunori è un album intimo e sincero, ad alto tasso emozionale, scarno ed essenziale negli arrangiamenti, dove è il pianoforte a prevalere e dove la nascita della figlia porta il nostro a ritornare alle radici, a ripensare alla sua vita per fare in qualche modo il punto dopo che si è raggiunto un traguardo importante - Un disco ispirato, coinvolgente, che arriva al cuore anche dopo pochi ascolti:

Per non perdere noi: "a tenere in piedi un sogno un ideale mentre tutto intorno va a puttane" Il mood è tipico di Riccardo Sinigallia, produttore dell'album - un brano sospeso, etereo e intenso con la voce di Dario che strappa quando occorre

L'albero delle noci: pacifico che la strofa sia costruita melodicamente sul ritornello di Rimmel di De Gregori, è praticamente impossibile non riconoscere la raffinatezza, l'intimità, la poesia, la non retorica.. in sintesi, la bellezza di questo brano, che continua ad emozionare, anche dopo Sanremo.. e anche chi non è genitore "scrivo canzoni d'amore alla ricerca di un porto sicuro"

La ghigliottina: "il vero lusso è la povertà perché il povero un sogno ce l'ha" Pezzo sul politically correrct imperante - primo singolo estratto - una critica alla mediocrità decisamente condivisibile "è sempre d'amore si canta, amore qui non ce ne è"

La vita com'è: "avere vent'anni o cento resistere allo spavento di non riuscire a vivere la vita com'è l'odore del mare la voce di tua madre ma non ti fa commuovere la vita com'è" Una meraviglia dove si intrecciano ricordi, nostalgie e considerazioni... poi quando nel ritornello parte quel "Come stai?" di Brunoriana memoria è puro godimento per l'anima

Pomeriggi catastrofici: "Se stai sempre in famiglia niente mai ti accadrà" Tra Renato Carosone e Paolo Conte", un gustoso deversemant ben riuscito

Il morso di Tyson: "c'è qualcosa nell'aria che sa di primavera" dall'incedere trascinante "quando tutto era possibile persino credere all'amore, al grande amore" cinematografica, procede per immagini vivide, alla Lucio Dalla "Sarebbe splendido tornare a farsi male" bellissima

Fin'ara luna: "e mai lassatu sulu come un baccalà" stornello in dialetto, che parla di una perdita, nonostante l'apparente leggerezza della melodia - commovente

Più acqua che fuoco: "il desiderio dura poco l'amore, più acqua che fuoco" una sorta di funk punk giocoso e irriverente, coi fiati in evidenza

Luna nera: "quanto sei bona stasera luna sembri un pezzetto di me" atmosfera rarefatta, intima, notturna con la tromba a riempire gli spazi vuoti "luna non piangere dai non ti ci mettere anche tu stringimi tra le tette non ci pensiamo più

Guardia giurata: "immagina l'effetto che fa diventare padre alla mia età" dolcissima dedica alla figlia appena nata, Dario canta commosso per tutto il brano, quasi piange, per piano e voce "io, tu e tua madre, per tutta la vita con tutto l'amore"

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