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Giovanni Lindo Ferretti - Saga - Il canto dei canti - Opera Equestre

S embra quasi voler riproporre il mito del buon selvaggio di Rousseau, Giovanni Lindo Ferretti con questo ritorno a sorpresa, dove è la figura del cavallo ad ergersi prepotentemente e metafore o meno a fungere da motore trainante della modernità, in quanto ne è fondamento in primis e riferimento all'uomo consumista di oggi. Un invito a riscoprire le radici come ancora di salvezza. Musicalmente siamo di fronte a un mood ben riconoscibile, a un vero e proprio marchio di fabbrica,  che ha fatto letteralmente la storia dai CCCP ai Csi ai Pgr ai dischi solisti...c'è tutto il Ferretti che abbiamo imparato a conoscere,   immerso in atmosfere sinuose e rumoristiche al contempo, un lavoro oscuro e affascinante ma di contro siamo al cospetto di un concept pesantissimo, a partire dal tema trattato e inevitabilmente monocorde, anche nelle sue variazioni e a cui non bastano i giochi linguistici del nostro e la voce intensa a farlo digerire del tutto, ascoltare questo album è una fatic...

Richard Pierce Havens - Brooklyn, 21 gennaio 1941 - Jersey City, 22 aprile 2013

Freedom Freedom Freedom Freedom Freedom Freedom Freedom Freedom Freedom Sometimes I feel like a motherless child Sometimes I feel like a motherless child Sometimes I feel like a motherless child A long way from my home Freedom Freedom Freedom Freedom Freedom Freedom Freedom Freedom Freedom Freedom Sometimes I feel like I’m almost gone Sometimes I feel like I’m almost gone Sometimes I feel like I’m almost gone A long, long, long, way, way from my home Clap your hands Clap your hands Clap your hands Clap your hands Clap your hands Clap your hands Clap your hands Clap your hands Hey…yeah I got a telephone in my bosom And I can call him up from my heart I got a telephone in my bosom And I can call him up from my heart When I need my brother…brother When I need my mother…mother Hey…yeah…

"Crossfire Hurricane" I Rolling Stones al cinema il 29 e 30 aprile

I Rolling Stones sbarcano al cinema, il 29 e 30 aprile Crossfire Hurricane nelle sale italiane “I Beatles avevano scelto di fare i bravi. A noi cosa restava? Fare i cattivi”. Arriva al cinema solo il 29 e 30 aprile distribuito da Microcinema The Rolling Stones Crossfire Hurricane: 50 anni di Rolling Stones tra live, interviste e retroscena con la regia di Brett Morgen. Un film, un documentario, un concerto. Nessuna definizione può descrivere in maniera esaustiva le circa due ore di storia filmata dedicata a una delle rock band più longeve e trasgressive del pianeta. Dal dualismo con i Beatles alla tragedia di Brian Jones fino ai giorni nostri attraverso concerti, droga, sesso, spettacolo ed eccessi. Crossfire Hurricane (il titolo deriva dai primi versi di Jumpin' Jack Flash), mostra immagini di vita da star raccontanti quasi in presa diretta, un documentario imperdibile per i fan vecchi e nuovi della band per tanti anni contrapposta a torto o ragione ai Beatles. Mo...

Malika Ayane - Resoconto Live Marsala - Teatro Impero 20/04/13

Via via un divano, uno specchio, una sedia... a scandire i tempi teatrali, a sfumare toni e atmosfere, a condire il piatto di piccoli orpelli, per la rappresentazione, per la messa in scena...  e lei, immersa nelle luci cangianti e colorate, con una band formata da dieci elementi, quasi una piccola orchestra, parafrasando il brano appositamente confezionatole da Paolo Conte, assolutamente "Diva"... per "Glamour Authority"... che si muove sui beat con leggerezza e classe, su tacchi altissimi, che volteggia, librandosi anche essa sulle melodie antiche e moderne, sinuosa e ammaliatrice...  Malika parte quasi in sordina "fingendo di stare a fare le prove" con una versione al piano scarna ed essenziale di "Come foglie", per crescere e svelarsi lentamente,  al pubblico marselese entusiasta e in preda "alla tecnologia" (una volta qui erano tutti accendini) che comunque non lesina gli applausi che con "Tre cose" di...

Passione sinistra di Marco Ponti

Il ritorno di Marco Ponti con "Passione sinistra" libero adattamento del romanzo di Chiara Gamberale è una vera e propria delusione, a cui non basta per salvare la baracca affidarsi a trovate curiose "da confezione", spleetscreen o al montaggio da videoclip che cerca di reggere in termini quanto meno di ritmo la prima parte, nè qualche battuta ben assestata, su tutte: "io quando ho dei dubbi, penso: Cosa  farebbe Marco Travaglio?" (con tanto di cameo finale del giornalista...) a cominciare dalla banalità delle coppie "pseudo opposte" presentate, ridotte a macchiette, con tanto di dialoghi triti e ritriti, dove si salva il personaggio della Riccobono che quanto meno strappa qualche risata e ha sfumature interessanti e proseguendo con la narrazione a specchio, in parallelo per tutto il film, didascalica e con un sbilanciamento verso "la sinistra" in negativo, nel tratteggiare i rispettivi personaggi (il duo Lodovini-Marchioni) che ci...

Nella casa di Francois Ozon

"perchè credevo che tu fossi diverso, un ragazzo normale" Romanzo di formazione, a tinte letterarie ma anche film in fieri nel vero senso della parola, o film nel film che dir si voglia, dove le arti si intrecciano e non mancano i riferimenti e le citazioni, anzi... dove il ruolo della creazione assurge a protagonista, anche simboli religiosi a corredo di ciò, (Ester, mele...) fra critiche più o meno velate, affidate alla moglie curatrice di una galleria d'arte "il problema non è ciò che espongo ma il nome, il labirinto del minotauro fa paura alla gente" a quello che vuole il mercato e spari sulla croce rossa alla vita borghese. Il ruolo della voce off e del suo adattamento cinematografico la fa da padrone e scandisce il tempo filmico e la commistione a cui lo spettatore assiste, esemplare la frase: "dalla letteratura non si impara niente caro, cosa aveva in tasca il pazzo che ha ucciso John Lennon? Il Giovane Holden" o ancora "sei pessim...

Intervista con Uross

Come nasce "L'amore è un precario" che a noi ha fatto venire in mente il blues, l'America e un certo sapore genuino di un tempo di stampo '70/'80:   L'AMORE E' UN PRECARIO nasce come quasi naturale seguito di 29 Febbraio (Lo squilibrista) uscito nel 2011, primo lavoro ufficiale di UROSS. E se ti ha fatto pensare al blues è perché il blues c'era nel primo disco, c'è nel secondo....e credo ci sarà ancora. Il blues come essenza oltre che come matrice musicale, perché magari, per chi ci legge e  storce il naso al pensiero di Blues (ci sono, esistono e non sono pochi)... non è un blues classico, ma è piuttosto un meticcio...più che un cane da salotto di razza, sto disco è un bastardino che non ama stare al chiuso. Non sono un amante degli "standard" che siano blues jazz o di qualsiasi altro aspetto dell'arte si voglia parlare. Anche l'America c'è. A partire dal binomio più o meno recente Eddie Vedder-Sean Penn a D...