Se in Cornucopia Carmelo Pipitone lottava coi suoi demoni e ne veniva fuori rendendoli vivi con estrema lucidità, lottando con essi, in Segreto pubblico , suo secondo lavoro solista, “il mostro” non è più latente, è già abbondantemente palese di fronte allo specchio e le visioni per certi versi contorte e maligne del primo splendido disco lasciano il posto a una narrazione in qualche modo più razionale e meno tormentata. Lo sguardo di Carmelo è più centrato, più costruito sui dettagli dalla scena che di volta in volta va a narrare e mettere in musica con la solita perizia, coadiuvato dal sodale Lorenzo Esposito Fornasari alla produzione. Se in Cornucopia la potenza dei mostri interiori svaniva in un flusso di coscienza, qui, ci troviamo di fronte a una presa di coscienza netta, che riconosce il mostro, ormai, e lo chiama per nome e cognome, senza paura della convivenza forzata con esso. Dopo l’intro strumentale affidato alla chitarra che gioca sui toni bassi e atmosfere m...