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Dalla nascita - Dyskinesia




Sonorità noise, roboanti, ripetitive, ossessive. Atmosfere languide, malinconiche. Cieli plumbei dentro paesaggi sconfinati.
Voci lontane riecheggiano di dolori terrestri e di infinite solitudini.
A tratti immagini dolcissime e vibranti si confondono, cadono ed esplode un urlo straziante.
Sembra essere questo il mondo sonoro in cui ci immergiamo quando ascoltiamo Dalla nascita, il secondo album dei Dyskinesia.
Gruppo piacentino dedito al Metal, ci sorprende abbandonando quegli stilemi per dedicarsi a sperimentazioni noise e drone, dove per drone s’intende un particolare modo di fare musica rock.
Lo si potrebbe riassumere con la definizione di “musica minimale”, cioè musica costruita su strutture sonore semplici ma estese, cariche di effetti e di sensazioni psichedeliche.
Accordi consonanti e dissonanti alternati a ritmiche ostinate su cui innalzare invenzioni sonore, talvolta estreme, caotiche, rumorose fino allo sfinimento.
Un intreccio corposo su cui si distende un bordone fatto di loop, effetti d’ambiente ed esplorazioni noise.
I brani, in tutto sette, privi di titolo, eccezion fatta per la traccia numero quattro intitolata come il disco, sono per lo più strumentali. La voce, infatti, ha un ruolo quasi marginale, se non in quei frangenti in cui le urla strazianti sembrano squarciare l’equilibrio predisposto.
La musica si evolve catturando il tempo, modellandolo, dilatandolo fino al limite del possibile. Ciò che conta è che l’invenzione si possa espandere fino ad esaurirsi del tutto, senza tralasciare elementi significativi, senza perdere mai il filo del discorso.
Uno sviluppo coerente del discorso musicale che lo caratterizza, che rende stabile l’ascolto. E’ questo l’elemento di forza dell’intero lavoro.
Bisogna dunque predisporsi ad un ascolto impegnato altrimenti l’album potrà risultare ridondante. In realtà bisogna gustarlo, trovare punti di riferimento e lasciarsi trasportare in questo viaggio, dentro quelle atmosfere.

La prima traccia ci introduce all’ascolto attraverso una successione di accordi dissonanti, ruvidi e densi, ritmicamente ossessivi.
Lentamente le sonorità assumono contorni liquidi, l’aria sembra essersi rarefatta. Voci oscure e cavernose fendono la nebbia. Si naviga a vista, spinti da un incedere di tamburi lontani, quasi ancestrali.
Il suono decade, evapora e siamo già dentro la seconda traccia.

Un arpeggio graffiante, un basso possente e una batteria in tempo dispari da cui emergono voci lontane sovrapposte a un bordone di suoni sintetici.
Il post-rock si trasforma e diventa doom metal fino per poi degradarsi e diventare noise droning allo stato puro.

Passiamo così alla terza traccia. Tornano i tamburi e i ritmi tribali avvolti da suoni increspati da cui spiccano arpeggi dissonanti. E’ un attimo. Esplodono le chitarre e le urla straziate. E’ un brano altalenante in cui elementi persistenti si alternano a sonorità drone e psichedeliche. Cinque minuti di pura follia.

Arriviamo così al brano numero quattro intitolato Dalla nascita. L’unico brano ad avere avuto un titolo, come già detto in precedenza.
Ritornano le ambientazioni liquide, nebbiose. Lentamente procede un ritmo scandito da effetti acustici artificiali. Pochi istanti e verrà ingoiato da una spirale di suoni noise-drone glaciali, taglienti e vibranti.
Appena ne siamo fuori l’atmosfere sembra rinascere. La quinta traccia da come la sensazione di vedere una nuova luce. Arpeggi melodici, ritmi lenti e ben cadenzati sostengono quelle voci lontane, mistiche, che sembrano annunciare l’arrivo di una nuova alba. Un clima più mite, un’atmosfera più serena avvolgono il tutto. Ma è una pausa breve, troppo breve e già ripiombiamo giù tra urla lancinanti e reverberi acidi.

La traccia numero sei mostra subito un andamento deciso, probabilmente è la più lineare sul piano ritmico. Recuperiamo lo slancio e salpiamo. Tornano le ambientazioni doom e la psichedelica del post-rock fusi in un'unica essenza, a cui devonoi aggiungersi i suoni drone che, se non fosse ancora chiaro, sono la cifra stilistica di questo album.

Concludiamo il nostro viaggio con la settima ed ultima traccia. Un riassunto, se vogliamo, di tutto ciò che abbiamo ascoltato fin’ora condensato in quasi nove minuti. Tanto malinconici e opachi quanto estremi, dissonanti, rumorosi, e ossessivi.

Davvero un bel album questo dei Dyskinesia. Decisamente improntato alla sperimentazione e alla ricerca di nuove sonorità. L’album diventa ancora più prezioso se pensiamo che anche le modalità di distribuzione sono sperimentali.

L’album dei Dyskinesia e ascoltabile on- line sul sito della Frohike, si può scaricare gratuitamente o si può acquistare facendo una donazione alla Frohike la quale vi invierà senza alcun costo aggiuntivo il cofanetto, in edizione limitata, di Dalla nascita.

Di seguito vi forniamo alcuni link utili per ascoltare l’album e per saperne di più su Frohike Records.

Dal seguente link è possibile ascoltare il disco in streaming in alta qualità: http://frohike.bandcamp.com/album/dalla-nascita

Dal seguente link è possibile scaricare direttamente il disco:

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