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Edda - Stavolta come mi ammazzerai?


"Chi dice la verità non può chiamarsi Rampoldi" con questa frase per certi versi lapidaria si chiude il terzo lavoro solista di Edda, "Stavolta come mi ammazzerai?" Che cinema a parte è musica allo stato puro, è arte, è tutto quello che dovrebbe essere un'opera completa, senza barriere, vincoli e compromessi di sorta. E' un capolavoro assoluto, senza se e senza ma, perché è fottutamente vero Edda, che non mette in scena neanche il tema della follia, parafrasando Pirandello, va giù dritto che è un piacere, brutale e disarmante, ti scioglie, ti fa incazzare, ti fa piangere, ti fa ridere di rabbia, ti fa sentire "la vita" senza filtri, mediazioni di sorta... è Edda e suo padre è violenza, sua madre, eroina, i suoi fratelli morti, come forse anche Stefano, l'amore è ossessione/religione, ricerca totalizzante di un'unione che forse non potrà mai avvenire: "L'eroina è stato l'unico amore della mia vita" ha dichiarato in un'intervista a tal proposito pochi giorni fa, aggiungendo che gli Hare Krishna gli imporrebbero di non praticare sesso se non per la procreazione, ma come fa con la sua ragazza? Lui che tra l'altro di figli non ne vuole proprio sapere? Di queste contraddizioni dell'uomo, delle metafore usate, come detonatori di emozioni, poesia e perchè no, istinto, volgarità, veracità... che poi la volgarità che si trasforma in voracità la fanno di certo altri in questo paese, si nutre e vive l'album, 17 brani di un'intensità assordante, di un'urgenza espressiva indomabile, pregni di ironia, sarcasmo, lucidità, confusione, intelligenza profonda, che musicalmente sono la perfetta commistione tra le due vita di Edda, "tra un ponteggio e un altro" da leader dei Ritmo Tribale all'avanguardista esperienza solista condivisa con Walter Somà. Meraviglia e dolore, atrocità e bellezza vanno di pari passo a cominciare dall'iniziale e primo singolo estratto "Pater": "Tutte le volte che vedo mio padre esco di casa con la voglia di ammazzare non capisco perchè e anche un giorno ho voglia di essere dio, mi inculo tutti, sono contenta perchè oggi ho voglia di uccidere" Di un'intensità lacerante, nella prima parte dedicata al proprio genitore, incapace di instaurare rapporti, sconvolgente a tratti nel suo incedere incessante con parole dolenti, dirette a un pedofilo svedese, dure e crude che sono lame taglienti: "voglio vedere chi mi ha violentata a dodici anni voglio vedere anche te ma mi scappa da ridere perchè la morte non è mai abbastanza". "Coniglio Rosa": tra tradimenti, leggi del Karma e fratelli," ariariari oggi ho ucciso mio fratello, ariariari si ma morto è più bello" con la chitarra ficcante e incisiva, marziale, che si libra nella melodia: "hey tu lacrimosa scegli la spina e non la sposa". "Tu e le rose":  con l'intro che ricorda "L'innamorato", libertà jazzy e aperture melodiche alla Edda, regala intimità: "io e l'amore non ci ho mai voluto niente a che fare". "Stellina": martellante e trascinante, senza rinunciare alla melodia  anni novanta style, "Canzone per tutte le età e per tutti i momenti. Soprattutto indicata per cerimonie sacre tipo cresime, battesimi e circoncisioni, oltre che Sanremo" "ma andate affanculo è bellissima". "Bellissima": "Io sono Edda questo lo so, è un problema aggiunto a quelli che non ho essenzialmente rinascerò, Cervo a primavera di sicuro no": funky/rock con le chitarre abrasive e lancinanti ambientato a Settimo Torinese, città natale di Soma:"Ho sognato l'amore ma adesso devo pagare"."Dormi e vieni": "illumina la notte, non mi lasciare sola, dormi e vieni su di me" vecchio brano composto da Somà anni addietro, potente e diretto. "Puttana da 1 euro": ispirata dalla pornostar Laura Panarei, è una rock ballad esplosiva, dal pathos palpabile: "mi ci hai portato tu, è l'anima mia non sento niente, nella vita mia troppa gente sono una puttana da 1 euro, che non vale mille lire... ahhh dove andremo a finire"."Piccole isole": sound tardo anni '80 dall'incedere scuro e affascinante: "fammi soffrire ti metterò tra le cosine che non avrò". "Mademoiselle": hard funk e aperture melodiche: "non parlerò di te di lui perchè non so che cazzo dire", "non sognerò nei sogni tuoi perchè non li hai ma vai a cagare". "Yamamay": diradata e psichedelica che ben presto prende derive noise: "fai la guardia svizzera non mi guardi più, ami solo chi ti caga puttana e yamamay". "Mela": ballad sinuosa e ammaliante con un testo sontuoso:  "vieni da me come una mela, assaggiami sono la tua pena, quando me la dai tu? Non conosco virtù... topolino con la mela baciami in bocca o sputamela, quello che fai è solo un pò di vergogna, quello che fai un'altra volta". "Ragazza meridionale": furia punk noise, quasi claustrofobica "A Saint Tropez l'amore l'ho fatto con te". "Ragazza porno": "Lo sai o non lo sai la mia ragazza fa l'attrice porno ed è una succhia cazzi ma è quello che io voglio fammela venire con le sue facce da troia" distorta, marziale e ipnotica, che procede a strappi: "mi hai sposata solamente dentro un cimitero". "Peppa Pig": scarna, intensa, psichedelica e grandi aperture melodiche, può ascriversi stilisticamente e felicemente ai precedenti lavori solisti del nostro per come è strutturata: "tutte le puttane di questo paese mi danno da mangiare e tutte le signore di questo paese assomigliano a mia madre. Oggi è veramente una giornata di merda, ma tu sei troppo bella". "Hiv": "ho parole che il silenzio è d'oro vuoi provare, non parlare signorina che tu non lo sai fare" classe pura, traccia epica: "perchè io adesso c'ho la malattia, che ho preso da te, infettati con me". "Mater": "Sono un figlio di puttana, la mamma è quello che è" nella metafora per niente celata ma resa chiara e letale madre/eroina, stà tutta la forza emotiva del brano che ti prende alla gola e lascia senza parole: "Sono un figlio con la spada, il meglio l'ho preso da te, eroino della sua mamma perché di mamma una sola ce ne è è lei è lei nella mia vita io amo solo lei" "Sai bene": " sai bene la verità così non mi rispondi" grandissima ballad al pianoforte, persino classica, semplice, come a dire non c'è trucco, non c'è inganno, commovente, che parla all'anima, nuda: "ave maria non è una cosa mia, con me è così stavi di là"

Commenti

  1. Ottima recensione, complimenti!
    Hai un indirizzo privato al quale posso scriverti?

    Marco

    RispondiElimina
  2. Grazie!
    Puoi scriverci a shake@grandipalledifuoco.com

    RispondiElimina

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