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Woke: la serie tv su Hulu

 


“Sei qui di fronte a Dio e il mondo, a parlare con una bottiglia di liquore al malto. No, non è da pazzi! Il Signor poliziotto ti ha davvero messo k.o., vero? Meno male, stavamo cercando di farci notare da un po’. Ora finalmente riesci a sentirci. E’ proprio come avere un superpotere!”


Dopo un po’ di tempo torniamo alla Hulu e stavolta lo facciamo con una comedy, “Woke”, uscita lo scorso 9 settembre sul canale on demand. Otto gli episodi che compongono una prima stagione che si ispira ad una storia vera ed è a tutti gli effetti il racconto della vita di Keith Knight, fumettista e co-creatore della serie in questione insieme a Marshall Todd. A prestargli il volto in Tv è Lamorne Morris, già visto in “New Girl”. 

L’uomo dopo essere stato aggredito da alcuni poliziotti, per il colore della sua pelle – cosa purtroppo molto attuale ultimamente – scopre di essere in grado di vedere e sentire le cose inanimate, che prendono forma dinanzi a lui e cominciano proprio a dialogare con lui, per questo motivo la serie è in parte animata. Insomma una specie di Dottor Dolittle, versione oggettistica. A conti fatti nulla di originale, ma è il racconto in sé, molto fresco a dinamico, a dare vita ad una serie che si lascia seguire scorrendo via veloce abbastanza facilmente. Ma la presenza fissa e persistente di oggetti animati in ogni dove, a lungo andare comincia a diventare sempre meno divertente e via via più irritante. Ci troviamo a San Francisco e ciò che accade alla vita di Keef dal momento del placcaggio da parte dei poliziotti in poi è tutto in salita, perché l’uomo, anche grazie alle nuove capacità, inizia ad esplorare il mondo della disuguaglianza raziale, vivendolo dall’interno, sulla sua pelle, e non soltanto osservandolo passivamente dalla tv, come quando i suoi editori decidono di schiarire il colore della sua pelle nelle foto delle pubblicità dei suoi fumetti. Razzismo e humor, animazione martellante e le facce strepitose di Morris, un mix di alti e bassi, per una dramedy che a lungo andare potrebbe annoiare se non si trova un escamotage per uscire fuori da questa costante intrusione di oggetti che cominciano a parlare in qualsiasi momento. 

Nel cast da ricordare anche: T. Murph nel ruolo di Clovis, e Blake Anderson che interpreta Gunther, coinquilini di Keef e poi ancora Rose Mclver nei panni di Adrienne, fidanzata del protagonista. Buoni cast e sceneggiatura, egregia l’interpretazione del protagonista, ottima anche la scelta di mettere un po’ tutto in chiave goffa e leggera, ma l’incipit è poco originale e la serie non ha un grande potenziale pensando ad un’ipotetica seconda stagione, inoltre l’aspetto “insegnamento” che la serie decide di impartire un po’ in ogni episodio risulta a volte lezioso e poco incisivo. Pro e contro per un “Woke” che a conti fatti è la prima serie della Hulu che dopo tanto tempo in parete delude. Ma non si può sempre eccellere e di certo ormai la Hulu porta con sé grandi aspettative ogni volta che decide di portare alla luce un nuovo prodotto.

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