Passa ai contenuti principali

Gulino "Urlo Gigante", la recensione dell'album


Gulino lancia il suo "Urlo Gigante" (Woodworm/distribuzione Universal Music Italia) nel panorama pop cantautorale, fatto di una buona dose di elettronica che si colloca specificatamente ma che non scade mai, mostrando sì un nuovo Gulino, il primo da solista, ma che inevitabilmente mostra la sua parte "Marta sui Tubi". Così sforna un album con una scrittura che è la sua, riconoscibile sin dai tempi più "indie", con uno sguardo molto interiore, che guarda all'amore nelle piccole cose, nella quotidianità. Gulino osserva e scrive, poi si affida in studio alla collaborazione di Fabio Gargiulo per la parte musicale, in cui intervengono, tra gli altri, l'ex "Marta" Carmelo Pipitone alla chitarra e il pianista Andrea Manzon. Un disco che potremmo definire commerciale ma di gran fattura, mostrando coraggio e spalle larghe, spalle che hanno accolto tanta, tanta gavetta.

In "Bambi" “Dimmi la verità, la verità, sempre la verità”, è una “scintilla che diventerà un incendio” in questo inizio romantico e vigoroso, in cui Gulino – parafrasando una sua frase - non “può promettere di più di quello che può dare” ma in realtà dà molto rispetto all’attesa del suo esordio. Come una pelle nuova, con l’elettronica eterea che si adagia sulla sua vocalità morbida ed energica. La successiva “Un grammo di cielo”, primo videoclip tratto dal disco, con gli arpeggi suadenti di Carmelo Pipitone, che lo conosce bene il suo compagno ex Marta sui Tubi, che si fa in un batter d’occhio pop, calzante: “Se io fossi il centro allora con quanta forza tu mi colpirai” con una scrittura limpida ma efficace, discorsiva e “quotidiana”, un bridge finale che ricorda Mario Venuti. Prende il via con un piano e una melodia convincente, “Fammi ridere” Vedi che fare star bene qualcuno ti rende forte” un consiglio nei meandri di una sezione ritmica possente e ancora una volta elettro-pop così come “Albergo ad Ore”, brano dall’ascolto meno più complesso dei precedenti, con la “parte impertinente” assegnata al basso e prima del chorus un bridge di archi etereo, con l’estensione vocale di Gulino che spreca bene le sue doti canore. Un mood funk col piano soul di Andrea Manzoni: “Conta quello che ti serve, non quello che hai in mano”. 

“Parapiglia” è un intermezzo alla Quintorigo, con la voce che crea dei synth naturali, nevrotico ed essenziale: “Cosa c’è che ti fa più onore di rubare per amore?”. In periodo di Covid – nonostante l’album sia stato registrato mesi prima – chi non ha vissuto questa condizione? Stessa soluzione per il pezzo che chiude l’album, “Il tempo lo dai tu”, con giochi canori su cui si adagia la voce effettata del cantautore siciliano: “Sei, sei, sei lo zucchero nuovo dentro il mio caffè. Sei, sei, sei la sola risposta a tutti i miei perché”. Spinte elettriche cupe in “Sto”“Sto con chi mi fa stare in volo un po' più in alto di questa realtà” con la voce tirata ed è qui il senso di urlo gigante e dove viene fuori il Gulino dei Marta sui Tubi e per forza di cose. 

“Dormiveglia” inizia curioso: “Spenditi che la medicina giusta è sempre stata un po' per tutti quella di non giudicare, di non semplificare…”, i tasti del pianoforte, liberamente si muovono e fanno il verso al nostro. Non c’è un vero e proprio ritornello, ma il brano sforna una ritmica ballabile e trascinante nella sua semplicità. 

L’elegante pop di “Tra le dita”, sonorità anni ‘90, in ricordo del buon Raf, anche se non ci sono suoni finto anni novanta ed è un bene per il brano. Gulino si guarda indietro per “fare un passo avanti”: “Quello che faremo sarà aprire i nostri corpi, quello che diremo non ce lo racconteremo più”, mettendo un punto alla sia vita personale e professionale, un punto per iniziare un altro capoverso. Stessa aurea sensuale in “Sballamore”, impazzito d’amore, dove lei si inserisce “come rugiada tra le cicatrici”, tra una carezza e uno schiaffo. 

Ha il piglio Tiromancino “Lasciarsi insieme”, dove l’amore è protagonista assieme alle certezze e ai dubbi: “Hai messo la tua lingua nella bocca di un vulcano” ed un elettro-pop contemporaneo e molto commerciale grazie al produttore Matthew S e Veronica Lucchesi de 'La rappresentante di lista' che fa da contraltare in maniera perfetta. 


Commenti

Post popolari in questo blog

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Matteo Nativo, “Orione” l'album. La recensione

Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

Franky Selector "Odeon", la recensione dell'album

Un'aurea anni '70 avvolge Odeon , il nuovo album di Franky Selector (The Good People Records). Sintetizzatori, Fender-Rhodes sono la matrice su cui spaziano liberamente sax sensuali e percussioni sinuose a partire da "Au Delà De La Dernière Étoile" con un'armonia che si espande per tutto il brano, forse troppo ipnotico. Franky Selector non ha paura di proporre un genere, anche live, atipico per il momento storico, ma che sicuramente fa bene alle nostre orecchie. "Take Me With You" si muove a suon di bossa dal sapore estivo, come questi giorni che accennano ad un venticello di mare primordiale. "Con le mani senza paura" e rievocazioni sudamericani nel sound: "Ma dove vai, dove stai andando, lo sai che non sono nulla senza di te" ... una rhumba dinamica porta per mano il disco verso il blueseggiante e non a caso, "Abalone Blue" cambiando totalmente rotta in "Hocus Pocus", con i synth distorti e curiosi e un groov...