Passa ai contenuti principali

"Dr Death" la serie tv su Peacock/Starz Play


“Duntsch ha due operazioni programmate per la prossima settimana. Ce ne staremo qui seduti a chiacchierare o faremo qualcosa al riguardo?”



In arrivo il prossimo 12 settembre in Italia grazie a Starz Play, la cosa che salta subito all'occhio di “Dr. Death”, nuova serie televisiva targata Peacock, è sicuramente il cast che vede al suo interno: Joshua Jackson, Alec Baldwin e Christian Slater. 

Creata da Patrick Macmanus, la serie segue è tratta da fatti realmente accaduti, ma anche in parte romanzati, così come avverte la frase ad inizio Pilot. Christopher Duntsch, che qui prende il volto di Jackson, è infatti un ex neurochirurgo americano che è stato nominato “Dr. Death” a causa della sua negligenza sul lavoro, che chiamarla negligenza è già un complimento, visto che nella sua carriera ha mutilato la colonna vertebrale di molti dei suoi pazienti, arrivando ad ucciderne due. Sarà al Dallas-Fort Worth Metroplex Hospital, che cominceranno a dubitare seriamente dell'operato del “Dottore”, portando avanti una vera e propria guerra contro di lui, soprattutto grazie ai colleghi chirurghi: Randall Kirby e Robert Henderson, interpretati rispettivamente da Slater e Baldwin. 


Ci si chiede come mai negli ospedali in cui Dr. Death ha già operato in passato nessuno sia mai stato in grado di denunciarlo, veniva semplicemente allontanato, in ogni caso sempre con ottime referenze. Ci si ritrova anche ad empatizzare facilmente con le vittime di questo “show”. Nel cast ovviamente c'è anche una delle figure chiave della vita professionale di Duntsch, Kim Morgan, qui interpretata da Grace Gummer. La Morgan infatti è stata per pochi anni, ma proprio nei primissimi anni di carriera di Duntsch, sua segretaria ed assistente in sala operatoria ed è effettivamente stata la prima a vedere con i propri occhi l'orrore durante le operazioni svolte dal suo superiore. Tra i due però nacque anche una relazione sessuale, fino al giorno in cui uno dei pazienti rimase tetraplegico ed i due vennero sottoposti al test antidroga. Altro personaggio fondamentale della serie è Michelle Shughart (Anna Sophia Robb), giovane assistente procuratore che decide di seguire il caso dopo la denuncia fatta da Henderson e Kirby. Sarà però soltanto dopo un anno e mezzo che Duntsch verrà arrestato con l'accusa di sei reati di aggressione aggravata. Che dire, la serie è una di quelle che ti entrano subito dentro, con una narrazione incalzante che non lascia scampo. 


Gli otto episodi che compongono questa miniserie creano dipendenza e Macmanus è bravo nel raccontarci la figura del protagonista mettendolo quasi in secondo piano rispetto al racconto, facendoci conoscere la vera essenza del Dottore - la sua crudeltà, il suo cinismo e quell'egocentrismo tipico di chi pensa di essere un genio ma è solo un mentecatto - a piccolissimi sorsi e Jackson, uno degli attori americani più sottovalutato di sempre, è bravissimo nel mostrarci tutte le sfaccettature del suo personaggio e finalmente ha un ruolo di assoluto protagonista dopo averlo visto eccellere in serie televisive come “Fringe”, “The Affair” e “Little Fires Everywhere”. 


Della bravura di Slater e Baldwin invece c'è poco da dire, perché la conosciamo già da tempo, anche se qui Baldwin lo ritroviamo in una chiave nuova, meno appariscente del solito e più cupo, serioso, ma non per questo meno accattivante. A parte questo trio di prestigio, la serie ha un buon racconto, fatto di intelligenti cambi di ritmo e di continui stravolgimenti temporali, si va avanti e indietro nel tempo, senza fortunatamente creare confusione. Insomma una trama non lineare per raccontare una storia che mette davvero rabbia e orrore addosso al telespettatore. “Dr. Death” ha un incipit diverso dal solito, in cui ci viene mostrata una faccia medical completamente differente da quella a cui siamo abituati a vedere da anni. Ed è, ad oggi, la migliore produzione drammatica della Peacock.

Commenti

Post popolari in questo blog

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Franky Selector "Odeon", la recensione dell'album

Un'aurea anni '70 avvolge Odeon , il nuovo album di Franky Selector (The Good People Records). Sintetizzatori, Fender-Rhodes sono la matrice su cui spaziano liberamente sax sensuali e percussioni sinuose a partire da "Au Delà De La Dernière Étoile" con un'armonia che si espande per tutto il brano, forse troppo ipnotico. Franky Selector non ha paura di proporre un genere, anche live, atipico per il momento storico, ma che sicuramente fa bene alle nostre orecchie. "Take Me With You" si muove a suon di bossa dal sapore estivo, come questi giorni che accennano ad un venticello di mare primordiale. "Con le mani senza paura" e rievocazioni sudamericani nel sound: "Ma dove vai, dove stai andando, lo sai che non sono nulla senza di te" ... una rhumba dinamica porta per mano il disco verso il blueseggiante e non a caso, "Abalone Blue" cambiando totalmente rotta in "Hocus Pocus", con i synth distorti e curiosi e un groov...

Matteo Nativo, “Orione” l'album. La recensione

Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...