Passa ai contenuti principali

I migliori documentari sportivi che possiamo trovare in streaming


In questi anni abbiamo imparato ad apprezzare la comodità dei siti di streaming e i lorovastissimi cataloghi. Ce n’è per tutti i gusti. Si va dalle serie tv, ai grandi classici del cinema finoad arrivare alle esclusive di ogni singola piattaforma. Lo streaming ha anche riportato in voga un genere che ormai sembrava finito nel dimenticatoio: quello dei documentari a tema sportivo. Oggi parleremo proprio di loro e dei più belli che possiamo trovare online. È il momento di allacciare le cinture.

Partiamo dallo sport più amato in Italia e forse nel resto del Mondo: il calcio. All’interno delle decine e decine di documentari dedicati al mondo del pallone ce n’è uno che merita davvero diessere recuperato, ovvero “Diego Maradona” di Asif Kapadia. Già autore dei lavori su Ayrton Senna e Amy Winehouse, Kapadia traccia un ritratto inedito di uno dei calciatori più grandi della storia. E lo fa utilizzando fonti inedite e materiali mai visti e ascoltati che raccontano il Pibe de Oro durante la sua epopea al Napoli. Un capolavoro dello storytelling sportivo disponibile in versione integrale su YouTube.

Spostiamoci su Netflix per parlare di quello che è stato probabilmente il caso editoriale del 2020, ovvero “The Last Dance”, la serie imperdibile per tutti gli appassionati di pallacanestro. 10 episodi in cui si raccontano la carriera di Michael Jordan e i momenti salienti della stagione NBA 1997-1998, l’ultima di MJ in maglia Bulls e quella dell’ultimo titolo della franchigiadell’Illinois. Il tutto arricchito da flashback e profili approfonditi dei membri più importanti diquella che ancora oggi è ritenuta una delle squadre di basket più forti di tutti i tempi. Il prodotto ha suscitato non poche polemiche anche tra i giocatori con Scottie Pippen, a quei tempi spalla principale di Jordan, dichiaratosi decisamente deluso da alcuni racconti e scelte editoriali.

Non mancano documentari sportivi tutti da vedere anche sul mondo del poker sportivo. A questo proposito, uno dei più belli in assoluto è “Grinders” del 2011 realizzato da Matt Gallagher. La particolarità di questo prodotto disponibile su Amazon Prime è che il regista e il protagonista delle vicende narrate sono la stessa persona. Il documentario racconta infatti il tentativo diGallagher di trasformare la sua passione per il Texas Hold’em nella sua entrata economicaprincipale. Una panoramica a 360 gradi sul gioco delle due carte più famoso e diffuso nel pianeta con tanto di interviste a professionisti, aspiranti tali e gestori di club.

Rimaniamo su Prime per parlare di un altro capolavoro: “All or Nothing”. Uscita nel 2016, è una serie tutta da vivere che segue ogni anno la stagione di una squadra dello sport professionistico. Gli episodi disponibili fin qui spaziano dal football americano, passando per ilrugby (imperdibile l’episodio dedicato agli All Blacks”) fino ad arrivare al calcio con le stagionidedicate alla Nazionale Brasiliana, al Manchester City e al Tottenham. Una finestra privilegiata per entrare nei meccanismi dello sport professionistico e per capire quanto lavoro c’è in funzione di una partita di 90 minuti.


Chi sogna di avvicinarsi al meraviglioso mondo della Formula 1 e non sa da che parte cominciare può iniziare dalla visione di “Formula 1: Drive to Survive”. Preparazione e realizzazione delle monoposto, rivalità tra piloti, indiscrezioni e vita nel box. Sono gli ingredienti della serie disponibile su Netflix che ci farà scoprire anche come i piloti vivono la quotidianità e il momento della gara.

Chiudiamo con “Losers” del 2019, ancora su Netflix. In questo caso il racconto sportivo si mischia a quello umano nel presentare le vicende di otto sportive che hanno subito una gravissima sconfitta per poi tornare ad alzare la testa, sia sportivamente che umanamente. Alcuni episodi sono leggeri e ci faranno sorridere. Altri, come quello dedicato a Mauro Prosperi chedopo essersi smarrito durante la Marathon des Sables, fu costretto a provare a sopravvivere per 9 giorni nel deserto, senza viveri e bevande, ci faranno davvero riflettere.

Commenti

Post popolari in questo blog

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Franky Selector "Odeon", la recensione dell'album

Un'aurea anni '70 avvolge Odeon , il nuovo album di Franky Selector (The Good People Records). Sintetizzatori, Fender-Rhodes sono la matrice su cui spaziano liberamente sax sensuali e percussioni sinuose a partire da "Au Delà De La Dernière Étoile" con un'armonia che si espande per tutto il brano, forse troppo ipnotico. Franky Selector non ha paura di proporre un genere, anche live, atipico per il momento storico, ma che sicuramente fa bene alle nostre orecchie. "Take Me With You" si muove a suon di bossa dal sapore estivo, come questi giorni che accennano ad un venticello di mare primordiale. "Con le mani senza paura" e rievocazioni sudamericani nel sound: "Ma dove vai, dove stai andando, lo sai che non sono nulla senza di te" ... una rhumba dinamica porta per mano il disco verso il blueseggiante e non a caso, "Abalone Blue" cambiando totalmente rotta in "Hocus Pocus", con i synth distorti e curiosi e un groov...

Matteo Nativo, “Orione” l'album. La recensione

Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...