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Looper - Rian Johnson

Metafora della vita umana improntata sulla ripetizione infinita con dei risvolti psicologici freudiani, con l'infanzia a determinare quello che siamo e che saremo. Looper è tutto questo e sintetizzando possiamo dire che pur eccedendo nell'essere troppo didascalico, la parte per così dire metaforica è sostanzialmente discreta, nonostante alcune incongruenze narrative, ha un buon ritmo e affascina in un certo qual modo, l'idea di fondo di thriller fantascientifico psicologico.  Quando invece la pellicola si sposta su territori più vicini all'action a scricchiolare è in primis la trama, che diventa via via sempre più banale e a forte senso morale... ovvero, l'amore con cui siamo stati cresciuti finirà inesorabilmente per segnare le nostre scelte, niente da dire per carità "sull'insegnamento" ma appunto è una logica che narrativamente stona e non poco soprattutto perchè lo spettatore viene accompagnato mano nella mano a trarre "facilmente"...

Fantasma - Baustelle

Tornano i Baustelle narrando il tempo e le sue declinazioni, da quello attuale dove l'uomo è ridotto a pura merce di se stesso ed è dunque il tempo della perdita e dell'assenza dell'uomo stesso al proprio bene, non mancano le critiche feroci e i riscontri all'attualità che Bianconi dissemina nei brani con assoluta maestria, perdita dunque assenza ma anche "il lutto e il suo senso più intimo" da ritrovare, per i noi che siamo stati e che non saremo più, perchè anche semplicemente il tempo passa, le relazioni hanno una fine così come ogni altra cosa, tutto cambia, muta, "siamo come una crisalide", in fondo, in continua trasformazione, il fantasma che da il nome a questo atteso ritorno è tutto quello che ci ostruisce la strada verso la vita vera, piena... ed eterna. Il discorso di Bianconi alla fin fine può apparire complicato nel suo mischiare politica, religione, storia e quant'altro ma è molto più semplice di quanto possa sembrare, così c...

“THE DOORS LIVE AT THE BOWL '68” Per la prima volta al cinema solo il 27/02/2013

MICROCINEMA presenta PER LA PRIMA VOLTA AL CINEMA “THE DOORS LIVE AT THE BOWL '68” SOLO IL 27 FEBBRAIO IN 300 SALE  IL CONCERTO DELLA BAND DI JIM MORRISON   Per la prima volta sul grande schermo e solo il 27 febbraio, distribuito da Microcinema in 300 sale, la versione integrale del concerto The Doors Live At The Bowl '68. Registrato il 5 luglio del 1968 all’Hollywood Bowl di Los Angeles, il concerto è stato oggi rimasterizzato da Bruce Botnick, lo stesso fonico che all’epoca si occupò della registrazione su un otto piste a bobina, e che, grazie alla più moderna tecnologia, ha potuto ricostruire non solo il video integrale del concerto, ma anche garantire un miglioramento qualitativo senza precedenti con audio surround 5.1. La nuova edizione del concerto comprende anche una ricca parte di contenuti extra. Quasi cinquanta anni dopo, la musica dei Doors e l'eredità che ha lasciato è influente più che mai. Non c'è mai stata una band c...

Stefano Rosso L'ultimo Romano di Simone Avincola - 24/02/2013

Film documentario  L’ultimo Romano  di Simone Avincola (montaggio a cura di Matteo Alparone)  Il prossimo 24 febbraio in uno dei centri musicali più attivi di Roma, l’Asino Che Vola (Via Antonio  Coppi 12), verrà presentato il film documentario sul cantautore Stefano Rosso, L’Ultimo Romano.  Il film, fortemente voluto da uno dei più interessanti giovani artisti della capitale Simone Avincola, che  ne ha seguito con passione ogni passo, dall’ideazione alla realizzazione, vuole essere un giusto tributo  ad uno dei “figli prediletti” di Roma, quel cantautore libero, lontano da giochi e meccanismi commerciali  che ingabbiarono alcuni della sua generazione, autore di splendidi brani quali Letto 26 (Via della Scala),  Pane e Latte e Una storia disonesta.  Il film ne ripercorre la carriera e la vita artistica attraverso le parole di chi lo ha conosciuto e avuto  come familiare e amico. Presenti tra gli altri i racconti...

In Alto i cuori - Massimo Bubola

Un album di parole,  grandi e fiere, che non dispiace di certo ma non aggiunge francamente nulla al canzoniere del nostro, soprattutto verso il versante musicale. Folk ballad, con virate blues in un paio di episodi, ma che non vanno al di là. Restano le parole, quelle si, forti e importanti, quasi sempre, che emozionano anche a tratti e fanno riflettere... per il resto ci troviamo di fronte a un album musicalmente stra sentito, fuori tempo (che non è sempre un male a ben vedere) che rilascia canzoni comunque di buona fattura, dove arte e mestiere si incontrano e si danno la mano con rispetto assoluto per intenderci, col limite però, questo si evidente, di non far mai scoccare la fantomatica scintilla... Oneste, sincere e dotate di una certa carica emotiva... questi sono forse i termini più appropriati per descrivere questi brani... che però dato il valore "oggettivo" dell'artista, era lecito attendersi qualcosa di più: "Hanno sparato a un angelo": ...

Intervista con Eugenio Finardi

Una grande dimostrazione di classe, quella che sabato sera Eugenio Finardi, in compagnia di Paolo Gambino, ha regalato al pubblico del Baluardo Velasco di Marsala, strapieno in ogni ordine di posto. Uno spettacolo intimo, intenso ed emozionante, caldo... come la sua inconfondibile voce.  Noi di Shake, l'abbiamo intervistato per voi: Partiamo dal ritornello di Nuovo Umanesimo: “Non è questo il futuro che sognavo quando ancora avevo un futuro da sognare, un futuro da cantare”  “E' qualcosa di inevitabile, sta crollando l'ideologia del liberismo, nato pure forse con buone intenzioni, con l'avvento della globalizzazione.  Io ho la doppia cittadinanza, italiana e americana. Mia madre vive negli States. Sono andato a trovarla per votare Obama e ho sentito la notizia dell'Alcoa che ha annunciato la chiusura dello stabilimento in Sardegna per gli alti costi. Considerato che all'estero fanno fatica a trovare operai specializzati, mi chiedo: perchè non port...

Pazze di me - Fausto Brizzi

Femmine contro... un maschio, rovesciando il rapporto di forza e le peculiarità, la misoginia ad esempio o il puro e semplice comando. Stereotipi e nulla più certo ma anche un deciso passo avanti per Fausto Brizzi rispetto alle sue ultime prove decisamente incolori. A tal punto che questo Pazze di me, tratto dal libro di Federica Bosco, è sicuramente il miglior film dello stesso (se si esclude ma più per genere che per altro l'esordio di Notte prima degli esami) ed anche una più che discreta commedia, scritta bene e interpretata anche meglio, con Loretta Goggi su tutte, avesse il nostro calcato la mano su gli aspetti più propriamente comici, fino in fondo senza cercare per chiudere la matassa di affidarsi ai toni più rassicuranti di una commedia "familiare" sarebbe stata perfetta... ma ci si può accontentare abbondantemente perchè il film nel suo insieme risulta piacevole e godibile benchè certe situazioni appaiono scontate, le gag sono tutte ben riuscite e si ride ...