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La frode di Nicholas Jarecki

Senza fronzoli, teso ed avvincente,scritto dalla stesso regista e fotografato in maniera consona da Yorick Le Saux, "La frode" si regge su un cast praticamente perfetto, con ogni personaggio al posto giusto e ha la capacità rara di far parteggiare lo spettatore per il cattivo di turno, un Richard Gere algido e "regale" ad assurgere a grande metafora della modernità, dove contano solo i soldi e il fatto che l'happy end sia rovesciato totalmente, dona ancor più fascino al corpus filmico, in Hitchcook per citare uno che se ne intendeva di thriller, spesso l'attenzione dello spettatore si concentrava sulla figura dell'innocente che doveva discolparsi da un'accusa ingiusta, qui, chi sta dall'altra parte non esiste, perchè non esistono i buoni fino in fondo, non possono in un mondo così...   a cominciare dalla polizia, con un Tim Roth sbracato e riluttante, che falsifica le prove, per continuare con l'amante Laetitia Casta, mantenuta e toss...

Buongiorno papà di Edoardo Leo

Non deve trarre in inganno la poca originalità della storia (sceneggiata dall'autore con e da un soggetto di Massimiliano Bruno) in se e gli snodi narrativi abbastanza scontati, perchè tutto ciò è funzionale a Leo, alla sua seconda prova dietro la mdp a dare un testo codificato e lineare allo spettatore per poter muoversi all'interno liberamente, "Buongiorno papà" ha dunque tutte le parvenze della commediola sentimentale e buonista ma è anche e soprattutto cinema, della fatica che ci vuole a farlo (l'autobiografia in questo caso ci appare evidente) e dell'importanza dei finanziamenti, memorabile la scena in cui Raul Bova padre, spiega alla figlia cinefila chi c'era in realtà dietro E.T., 2001 Odissea nello spazio... o il finale alla "Ufficiale e gentiluomo" cinema come arte totale e che quindi comprende anche la musica, si evince già dal nome della figlia Layla interpretata da Rosabell Laurenti Sellers, fantastico poi (e mattatore assoluto...

Ordem - The quiet riot

E' un album che profuma di anni '70, di rock viscerale, intenso e affascinante, declinato nelle sue più diverse sfaccettature questo "The quiet riot", dentro ci sono i riff, i grandi soli di chitarra elettrica,  epiche aperture melodiche ed evocative parti strumentali e c'è soprattutto un'unità di intenti, una coerenza che lega ogni singolo pezzo e c'è talento, innegabile, come la voglia che ha la band di venir fuori, togliendo la polvere dalla storia del rock, lo si capisce già dalla prima traccia "No life": con il cantato quasi alla Dan Black sinistro e compenetrante, si prosegue con le chitarre scarne e incisive di "The scent of lights": una ballad alla David Bowie con una degna coda strumentale, Bowie che volendo è rintracciabile anche in "Istant's mind" con qualche venatura psichedelica, che trova invece sfogo nella liquid ballad "Shine on" ariosa e suggestiva, la titletrack dopo un inizio doorsiano m...

Al via "Suoni Reali"

Al via “Suoni ReALi”, il contest di ARCI ReAL per dare voce e un palco ai nuovi talenti della musica italiana Da oggi fino al 31 marzo gli artisti potranno proporre la propria candidatura. La scheda di iscrizione è scaricabile al link seguente http://www.libellulamusic.it/ArciReAL/IscrizioneSuoniReALi2013.zip Suoni ReALi è il vero investimento sul futuro della musica italiana che l’Arci promuove per dare voce e, soprattutto, un palco prestigioso ai nuovi talenti della musica emergente. I l contest organizzato da ARCI ReAL (la Rete Arci per la musica dal vivo) giunge alla sua seconda edizione, e come lo scorso anno si rivolge ai giovani emergenti under 30 con l’obiettivo di dare un impulso, anche in tempi di crisi, alla creatività giovanile in ambito musicale, mettendo a frutto il lavoro quotidiano dei circoli e le relazioni costruite nel tempo con media, promoters, produttori e artisti, con l'obiettivo di lavorare per dare un futuro alla musica in Italia. ...

Bad Black Sheep - 1991

Rock, punk, pop il tutto miscelato in un sound tipicamente anni 90, sporco il giusto con la melodia sempre ben presente. I brani sono abbastanza variegati e d'impatto, semplici e lineari ma arrangiati come si deve e cosa ancor più importante non ci sono cadute di tono, anche se qua e la c'è qualche soluzione strutturale e armonica che si ripete. I testi sono impegnati e nello stesso tempo quasi ingenui, non è un male a ben vedere, nonostante qualche rima di troppo. Non dispiacciono di certo insomma, nel complesso dimostrano ottime potenzialità specie quando il gruppo per così dire cambia "la formula" e procede per sottrazione, scarnificando il tutto, invece ad esempio che privilegiare "il tiro" e ancor di più quando riesce nel mix di generi nello stesso brano, ne sono evidente esempio:  "Igreja de Santa Maria": scarna appunto ma assolutamente incisiva,  uno dei brani migliori, arrangiato ottimamente:" non abbiamo più neanche il bisogno ...

Il lato positivo di David O.Russell

Bastano venti minuti di visione per sapere già come andrà a finire la storia di questo film, bastano uno sguardo e un libro che finisce tragicamente, ad essere scagliato dalla finestra, eppure è quasi un dovere fisiologico avere una linea narrativa semplice perchè tutto nella pellicola è portato all'eccesso, dalle caratterizzazioni dei personaggi ai dialoghi, ai movimenti nervosi e pieni di stacchi concitati della mdp, tutto è borderline e occorre trovare "una strategia" perchè la cura a "un incidente" anche uno solo, non sempre è dietro l'angolo. Il      grazie a questo equilibrio sopra ritmo riesce a reggersi e a non scadere nel pietismo, lo sguardo tiene lontana la compassione dello spettatore, aggredendolo quasi... trasmettendo forza e voglia di vivere, di andare avanti. Di contro c'è da dire che dopo un primo tempo di altissimo livello, il ritmo narrativo va un pò scemando, forse per qualche sequenza di troppo e il finale gioca sin troppo sul...

Leon - Come se fossi Dio

Un album essenzialmente pop,  che gioca con l'elettronica con intelligenza, usandola principalmente per sporcare la melodia e acuirne le trame armoniche, ovvero appesantendole appositamente per ottenere un contrasto, ora con le parole ora con l'orecchiabilità insita nei brani, per rilasciare un sound lo fi però sempre di impatto, convulso, oscuro ma sempre accessibile, dopo un paio di ascolti si intende, Pietro Foresti ne cura la produzione e riesce a far suonare il tutto "sporco e cattivo", sostanzialmente vintage, con richiami musicali che vanno dalla seconda metà degli anni '80 alla decade successiva senza snaturare Leon nella sua essenza, facendo così emergere le differenze che stanno alla base del personaggio a cominciare dai testi, dove ai temi scottanti trattati, il nostro non sottrae il suo sguardo sarcastico, disilluso e amaro, si contrappone ed emerge senza fatica così un lato più malinconico, riflessivo, di rabbia che fa quasi fatica a rimanere s...