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iVenus - Dasvidanija

Amore, Provincia, Pop, Punk e tastiere a iosa... buon ritorno per iVenus che vanno a mille in questo capitolo secondo dopo Tanz, dove Dasvidanija la titletrack è l'unica dove la band allenta i giri. I brani sono tutti costruiti e arrangiati in maniera oculata per colpire l'ascoltatore e risultano essere abbastanza variegati nelle soluzioni strutturali e l'album nel suo insieme ha una coesione importante e testi e musiche vanno di pari passo, di contro la proposta nel suo insieme non è di certo nuova e non è foriera di novità sostanziali ma a differenza di  prodotti simili, la coesione a cui accenavamo poc'anzi non porta a risultati monocordi e tutto scorre via che è un piacere: "P.O.P. (Persistent Organic Pollutant)": "voglio vivere nel pop io non ci stò" dopo un intro antico partono i riff taglienti di chitarra e si intravede il piglio punk con le tastiere in evidenza nella parte finale, melodicamente in certi passaggi può ricordare "la ...

Jason Molina (Lorain, 1973 – Indianapolis, 16 marzo 2013)

Lioness It is for me the eventual truth of that look of the lioness to her man across the Nile it is that look of the lioness to her man across the Nile wanna feel my heart break if it must break in your jaws want you to lick my blood off your paws you can't get her fast enough I will swim to you whether you save you me whether you savage me want my last look to be the moon in your eyes want my heart to break if it must break in your jaws want you to lick my blood off your paws it is for me the eventual truth it is that look of the lioness to her man across the Nile and you can't get here fast enough I will swim to you

Sinister di Scott Derrickson

- "Stai dicendo che non è successo qui? No... è successo in giardino..." Diretto (bene) da Scott Derrickson e scritto da C. Robert Cargill, Scott Derrickson e Sarah Dennis con la fotografia di Chris Norr che si muove tra luci e ombre tipiche del genere e con una recitazione tutto sommato discreta (Ethan Hawke, Juliet Rylance, Fred Dalton Thompson, James Ransone, Clare Foley), "Sinister" è un trhiller paranormale, con punte decise di horror ed ha un passo lento e suggestivo e convince in lunghi tratti, specie quando omaggia il bmovie,  tra super8, vhs, fino al mac dei giorni nostri... tra il fai da te e la voglia di cinema artigiano e genuino e tutto sommato anche nella sua morale, ben rintracciabile sin dal principio, ovvero ciò che un uomo è disposto a fare per soldi e popolarità con tanto di critica estesa alla società, per l'eccessiva spettacolarizzazione del dolore per brama di successo... la punizione è meritata ma il banale finale della pellico...

Intervista con Geddo

  Nella recensione per descriverti ai lettori abbiamo nominato Bennato e Buscaglione ma il tuo grande amore ci è sembrato essere il blues... quanto c'è di vero in questa nostra asserzione? E se si come nasce e quali sono le tue maggiori influenze Non sono di primo pelo e le influenze sono tante quanti sono stati i musicisti di riferimento nei vari passaggi della vita. Considero il blues la musica classica della musica moderna e ritengo una fortuna aver fatto i primi passi musicali partendo da lì; dopo un periodo post adolescenziale di profonda e quasi enciclopedica ricerca di tutto ciò che era canzone d’autore italiana, sono passato a Dylan e alla canzone americana tenendo d’occhio il meno classico movimento di recupero melodico inglese che pur meno smanioso di comporre il capolavoro poteva considerarsi più fresco ed innovativo. Mi lascio ispirare facilmente. Apprezzo che singole canzoni possano essere riconducibili ad altri artisti ma realizzerò sempre dischi senza pr...

La frode di Nicholas Jarecki

Senza fronzoli, teso ed avvincente,scritto dalla stesso regista e fotografato in maniera consona da Yorick Le Saux, "La frode" si regge su un cast praticamente perfetto, con ogni personaggio al posto giusto e ha la capacità rara di far parteggiare lo spettatore per il cattivo di turno, un Richard Gere algido e "regale" ad assurgere a grande metafora della modernità, dove contano solo i soldi e il fatto che l'happy end sia rovesciato totalmente, dona ancor più fascino al corpus filmico, in Hitchcook per citare uno che se ne intendeva di thriller, spesso l'attenzione dello spettatore si concentrava sulla figura dell'innocente che doveva discolparsi da un'accusa ingiusta, qui, chi sta dall'altra parte non esiste, perchè non esistono i buoni fino in fondo, non possono in un mondo così...   a cominciare dalla polizia, con un Tim Roth sbracato e riluttante, che falsifica le prove, per continuare con l'amante Laetitia Casta, mantenuta e toss...

Buongiorno papà di Edoardo Leo

Non deve trarre in inganno la poca originalità della storia (sceneggiata dall'autore con e da un soggetto di Massimiliano Bruno) in se e gli snodi narrativi abbastanza scontati, perchè tutto ciò è funzionale a Leo, alla sua seconda prova dietro la mdp a dare un testo codificato e lineare allo spettatore per poter muoversi all'interno liberamente, "Buongiorno papà" ha dunque tutte le parvenze della commediola sentimentale e buonista ma è anche e soprattutto cinema, della fatica che ci vuole a farlo (l'autobiografia in questo caso ci appare evidente) e dell'importanza dei finanziamenti, memorabile la scena in cui Raul Bova padre, spiega alla figlia cinefila chi c'era in realtà dietro E.T., 2001 Odissea nello spazio... o il finale alla "Ufficiale e gentiluomo" cinema come arte totale e che quindi comprende anche la musica, si evince già dal nome della figlia Layla interpretata da Rosabell Laurenti Sellers, fantastico poi (e mattatore assoluto...

Ordem - The quiet riot

E' un album che profuma di anni '70, di rock viscerale, intenso e affascinante, declinato nelle sue più diverse sfaccettature questo "The quiet riot", dentro ci sono i riff, i grandi soli di chitarra elettrica,  epiche aperture melodiche ed evocative parti strumentali e c'è soprattutto un'unità di intenti, una coerenza che lega ogni singolo pezzo e c'è talento, innegabile, come la voglia che ha la band di venir fuori, togliendo la polvere dalla storia del rock, lo si capisce già dalla prima traccia "No life": con il cantato quasi alla Dan Black sinistro e compenetrante, si prosegue con le chitarre scarne e incisive di "The scent of lights": una ballad alla David Bowie con una degna coda strumentale, Bowie che volendo è rintracciabile anche in "Istant's mind" con qualche venatura psichedelica, che trova invece sfogo nella liquid ballad "Shine on" ariosa e suggestiva, la titletrack dopo un inizio doorsiano m...