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Cheyenne Last Spirit - Il giardino del tempo

La giovane band sarda esce dopo un album autoprodotto con questo “Il giardino del tempo” per Aerasonica Record, si può parlare quindi di vero e proprio esordio, mettendo in mostra uno stile vario, ad ampio spettro, con ottime idee in fase d’arrangiamento e un appeal melodico non banale. Su un solido impianto rock, i “Cheyenne Last Spirit” dimostrano di essere in grado di far propria la lezione dei grandi per presentare adeguatamente la loro ricetta personale e rigorosamente italiana, i Timoria di Viaggio senza vento o i Subsonica degli esordi fanno qua e la capolino ma ciò non va a discapito dei nostri, anche se le pecche che un lavoro come questo si porta dietro riguardano in primis la non completa originalità della proposta, la dove i rimandi sono evidenti e una certa ingenuità di fondo nella scrittura, specie quando vengono trattati temi importanti. Interessante è invece la coesione del lavoro, che scorre in maniera fluida e piacevole, una gradevolezza pop non scontata, che pro...

Colpi di Fortuna di Neri Parenti

Molto meno divertente del precedente “Colpi di Fulmine”, Neri Parenti torna con la versione edulcorata dei film di Natale, citando (da “I soliti idioti” a “Edward mani di forbice”) e scopiazzando qua e la, strappando sì qualche risata, ma tra battute ormai ventennali (-“Quando ero piccolo leggetti Rin Tin Tin” - No, lessi” - “Ma quale lessi, io leggetti Rin Tin Tin”). Il primo episodio, quello più debole, con Luca e Paolo è una rivisitazione in salsa italica di “Una notte da leoni”, da segnalare più che altro per la presenza di alcuni giocatori del Napoli e per la pochezza di gag e battute. Si migliora con De Sica e Mandelli, addentrandosi nei luoghi comuni della superstizione, dove quanto meno le gags trite e ritrite, ma fisiche e di pancia, come nel vocabolario del resto dei film di Natale e di De Sica, che ci mette sana volgarità, restituiscono un barlume di sorriso. Meglio, come già accaduto lo scorso anno, l’episodio di Lillo e Greg, intelligente e surreale, com’è la comicità...

Moliere in bicicletta di Philippe Le Guay

“Alceste non è un rivoluzionario torturato, non è Che Guevara” Una metafora piacevole su cinema”/televisione (“voglio vedere come lavori in televisione - Non faccio certo Shakespeare - è dalle piccole cose che si vedono i grandi attori) e teatro (“E poi non sopporto gli attori, sono troppo narcisisti - Ma chi è questa? Chi si crede di essere, stronza narcisista”), interpretata dalla coppia Fabrice  Luchini, Lambert Wilson  che non affonda il colpo, se non quando arriva l’intrusione del porno, dove nella realtà contrapposta alla finzione scenica ha uno scossone: “Non capisco se è completamente idiota o se niente può scalfirla” o ancora “Una doppia penetrazione alle otto di mattina non è facile”) ma anche in questo caso rimane in superficie, forse per evitare di peccare in intellettualismo, in troppi sotto testi e messaggi che alla resa dei conti non dovrebbero apparire subliminali, ma parte integrante del film stesso, benchè una riflessione seria sulle arti visive. E’...

"Loves you more": 15 artisti interpretano le canzoni di Elliot Smith

Non ci occupiamo solitamente di dischi di cover tanto meno di compilation, ma ci tocca fare un'eccezione per presentarvi questa lodevole iniziativa che vede tanti grandi artisti coinvolti, sotto la stella e il talento di Elliot Smith. Potete ascoltare in streaming l'album su xl di repubblica a questo indirizzo:  http://xl.repubblica.it/brani-musicali/streaming-del-mese-loves-you-more-lalbum-collettivo-che-rende-omaggio-a-elliott-smith/7712/ Il 21 ottobre del 2003 Elliot Smith moriva nella sua casa di Echo Park, Los Angeles, per cause ancora oggi non del tutto accertate. Negli anni la sua figura è diventata sempre più fondamentale per tanti musicisti in ogni parte del mondo, Italia compresa. A dieci anni dalla scomparsa Davide Lasala dei Vanillina ha avuto l’idea di realizzare “Loves you more”, disco che rende omaggio al cantautore statunitense coinvolgendo quindici artisti in altrettante riletture di canzoni del repertorio di Elliot Smith, tutte registrate all’Edac Stud...

laMalareputazione - Panico

Melodie a presa rapida, ritmiche sostenute, frasi ad effetto e tanta, troppa enfasi nei ritornelli, si dipana così questo “Panico” de “laMalareputazione”, nove canzoni più la titletrack, breve intro strumentale. Gli episodi più convincenti sono senza dubbio “Conosco il tuo segreto”: “se non urli hai paura” che ha buone soluzioni strumentali in fase d’arrangiamento ed è la traccia meno urlata, che procede meno a sensazione ed è pienamente riuscita, così come “Il talento di Modigliani”: “sappia la mia vita fare a meno di te” sinuosa e incalzante e nella sua semplicità strutturale, dal sicuro appeal non è male anche “La folle corsa”, tra “amore e resistenza” che ha un'ottima parte strumentale. Interessante anche la cavalcata retrò coi synth in evidenza della fiabesca “Irene e il suo cavallo” dove però non convince assolutamente il ritornello, stessa cosa si può dire di “Parigi”: “il primo fra tutti gli equivoci annienta gli oroscopi e il sangue trasforma” dalla melodia obliqua...

Sanremo 2014 - I nomi dei Big in gara

1. Arisa (Lentamente, Controvento) 2. Noemi (Bagnati da sole, Un uomo è un albero) 3. Raphael Gualazzi (Liberi o no, Tanto ci sei) 4 Perturbazione (L’unica, L’Italia vista dal bar) 5. Cristiano De Andrè (Invisibili, Il Cielo è vuoto) 6. Renzo Rubino (Ora, Per sempre e poi basta) 7. Ron (Un abbraccio unico, Sing in the rain) 8. Frankie hi-nrg (Pedala, Un uomo è vivo) 9. Giuliano Palma (Così lontano, Un bacio crudele) 10. Riccardo Sinigalllia (Prima di andare via, Una rigenerazione) 11. Francesco Renga (A un isolato da te, Vivendo adesso) 12. Antonella Ruggiero (Quando balliamo, Da Lontano) 13. Giusy Ferreri (L’amore possiede il bene, Ti porto a cena con me) 14. Francesco Sarcina (Nel tuo sorriso, In questa città) Eccoli i nomi che dal 18 al 22 febbraio 2014 daranno vita al Festival di Sanremo numero 64. Un festival sostanzialmente “giovane” e variegato, che promette molto bene a cominciare da Giuliano Palma, i Perturbazione e Renzo Ru...

Intervista con Vince

Raccontaci della nascita di Lividi, dalla prima ispirazione alla ricerca dei collaboratori giusti per realizzare un’opera del genere Squadra vincente non si cambia quindi la mia band è rimasta tale e quale! I motivi sono tanti, siamo i produttori artistici dell'album nonchè i fondatori dell'etichetta Liquido Records; direi tutto molto autogestito. In questo album il basso ha avuto un ruolo fondamentale, avevo bisogno di una marcia in piu ed Ignazio Orlando (ex CCCP..) è il bassista piu pazzo che poteva assecondare le mie idee. La sua immensa cultura musicale è pura magia quando gli si lascia lo spazio necessario. Con Max Messina alla batteria ho un feeling particolare perchè in me ritrovo una sorta di pace sonora, un suono smussato sulle alte frequenze, una sorta di ovatta, come sentire un cuore che batte all'interno del grembo. Antonello D'Urso è un talento, con lui condivido la maggior parte del tempo e quindi sperimentiamo come dei matti! è un bravissi...