Il “trip” dei Misfatto, iniziato con il libro “La chiesa senza tetto” scritto dal leader Gabriele Fenotti e proseguito con “Heleonor Rosencrutz”, termina con “Rosencrutz is dead” forse non con le adeguate attese. Ovviamente per un gruppo come i Misfatto, che giocano con il mistico, l'ignoto, divinizzando l'ordine segreto dei Rosacroce, approdare ad una singolare trilogia/concept (un libro e due dischi) è l'apice del simbolismo. Per noi invece è rock, riff storici, ma poca psichedelia, al di là di come viene presentato il disco. Per i Misfatto c'è tutto un mondo che noi sinceramente non capiamo. Non comprendiamo sul serio il fatto di mitizzare una società segreta di discutibili origini tra esoterismo e settismo, soprattutto nel 2015. I significati, i simboli insiti e circoscritti in alcuni brani anni '60- '70 per come erano strutturati, realizzati e per il periodo storico di riferimento andavano bene e hanno fatto nascere più di una leggenda ancora oggi a...