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Gazebo Penguins - Legna

Esordire in questa recensione su Legna, l’ultimo disco dei Gazebo Penguins, dicendo che ti arriva dritto come una “legnata” in testa potrebbe anche far sorridere. Per il gioco di parole o per quella divertente immagine allegorica che potrebbe venire alla mente, di tanti piccoli pinguini armati di CD che ci assaltano e ci picchiano duro. Ebbene sì, può far ridere ma solo per un istante. Dopo aver ascoltato la meraviglia che suscita questo disco le riflessioni saranno sicuramente altre, il desiderio di vederli dal vivo soprattutto. Inatteso, inaspettato, vivo e vitale, un concentrato strettissimo di rock e suoi derivati che piomba giù dal nulla con un’energia e una forza devastante. Si potrebbe anche dire che sia senza fronzoli, e che Andrea, Pietro e Gabriele, in arte Sollo, Piter e Capra, questo trio della bella provincia emiliana abbiano puntato sull’essenzialità, sulla semplicità e sulla schiettezza. Ma così dicendo si farebbe loro un torto. Sì, perché in questo disco, che a...

Un perfetto gentiluomo di Shari Springer Berman e Robert Pulcini

Come ti è sembrato il film? “Il film... beh... carino... tutto sommato... si, carino...” quante volte avete fatto o sentito queste battute, appena usciti dal cinema... facendo e guardando espressioni che si commentano da sole, visto il venir meno, il mancare “spontaneo” di altre parole... Extra man, questo il titolo originale, è appunto un film “carino” che dir si voglia, con tutte le ripercussioni del caso, si intende... gode infatti di un ottimo Paul Dano, feticista e in cerca della sua sessualità... e di un sempre istrionico Kevin Kline, ambiguo, sessista mentore e accompagnatore per ricche anziane signore... di Katie Holmes e John C. Reilly, perfetti alter ego dei due, che fungono da specchio “per il loro cambiamento”, ed è sostanzialmente una raffinata commedia, che porta le firme di Shari Springer Berman e Robert Pulcini, che lancia tanti spunti interessanti, senza però centrare il bersaglio grosso... procedendo con garbo e stile, come si addice del resto al perfetto gentiluom...

I Musicanti di Gregorio Caimi - Arsura

Arsura è il terzo album vero e proprio, dei Musicanti di Gregorio Caimi , se si esclude l’omaggio a Rosa Balistreri ... ma per certi aspetti è il primo in assoluto... infatti vede per la prima volta per i nostri, una più che meritata distribuzione a livello nazionale, grazie alla Compagnia Nuove Indie... che non ha ovviamente niente a che fare con crociere e profumi vari, ma paradossalmente, “il giocoso accostamento” ci permette di porre l’attenzione per l’appunto sui “viaggi musicali” che i nostri intraprendono e sui profumi che regalano all’ascoltatore... il sud del mondo, sviscerato in chiave world... fondamentale, a questo proposito, l’innesto in formazione del tastierista e arrangiatore Alfredo Giammanco... che ha dato al progetto quella compiutezza ed unità di intenti, che ha reso il tutto un corpus granitico...      Gregorio Caimi , ha trovato per così dire il suo alter ego artistico, per far procedere la sua orchestra secondo i binari già intrapresi, ma arri...

Vandemars - Blaze

Prodotti da Paolo Benvegnù e Stefano Bechini, i Vandemars giungono al loro esordio discografico sotto i migliori auspici... Blaze è infatti un album coeso, di impatto, che ha una sua direzione precisa, un’unità di intenti ben definita e non è poco sicuramente per un primo lavoro, che si dipana su soluzioni melodiche e armoniche molto interessanti, eccellente in tal senso il corpus prodotto dalle chitarre su una sezione ritmica cupa, efficace e possente, su cui si erge imperiosa la voce precisa, versatile e ricca di sfumature di Silvia Serrotti... che è anche autrice delle liriche, incentrate su un rapporto di amore tormentato che sembra non aver fine...  “My cage”: post rock, a tinte cupe senza rinunciare alla melodia, con la voce di Silvia Serrotti subito in evidenza... supportata dalle chitarre elettriche di Gabriele Coppi, Stefano Romani e di Paolo Benvegnù... si presentano così i Vandermars... con il basso secco e preciso di Francesco Pititto, la batteria “greve” di Francesc...

11 Maggio 1981: 30 anni fa moriva Bob Marley

L’11 maggio è un giorno da ricordare. Non solo perché 150 anni prima l’eroe dei due mondi compì l’unità d’Italia, ma anche perché lo stesso giorno di maggio di 30 anni fa, un altro eroe, quello del terzo mondo, muore: lui è l’indiscusso padre del reggae Bob Marley, colui che ha virato il linguaggio universale della musica riscrivendone un significato nuovo, che non rimanesse fino a sé stesso ma che smuovesse le coscienze delle persone di tutto il mondo, perché la musica può dare il suo contributo per cambiare il mondo. Robert Nesta Marley nacque nel villaggio di Rhoden Hall in Giamaica, il 6 febbraio 1945, nelle sue vene scorre il sangue bianco dei colonizzatori e il sangue nero dei colonizzati, lui mulatto, in mezzo per salvare i diseredati di Trenchtown, il ghetto per eccellenza nell’attesa della loro redenzione. Si, perché Bob Marley era uno di loro, uno “rude boy”, così chiamavano i giovani afrocaraibici che manifestano il loro dissenso verso la cultura e l'ordine. Ma lui h...

Bandabardò - Scaccianuvole

Definire il loro sound “folk (italico si intende)” sarebbe riduttivo, quasi quanto fare riferimento alla “patchanka”... soprattutto adesso che la loro discografia continua ad arricchirsi di altre gemme come questo “Scaccianuvole”...   Non ce ne vogliate, ma la Bandabardò non merita un discorso “di genere”... pur non tralasciando i riferimenti “celati tra le righe” poc’anzi... anzi, rovesciando la prospettiva, non si discostano poi tanto “e ancora una volta”, dalle coordinate a cui le nostre orecchie sono ben abituate... ma lo fanno “e per l’ennesima volta” con maestria, classe, poesia... e uno sguardo “sociale” e perchè no “politico” in certi brani, che non lascia certo indifferenti...  dove il folk si permette invettive blues, la patchanka si colora di jazz e di un retrogusto persino pop... e con il tutto che si rimescola “amorevolmente” sotto la lente dell’ironia, con il marchio di fabbrica “Bandabardò”, per essere cantato a pieni polmoni dal vivo... insomma, con questo lavo...

Il sesso aggiunto di Francesco Antonio Castaldo

Classe 1958, Francesco Antonio Castaldo approda finalmente al suo primo lungometraggio cinematografico, dopo una carriera spesa in Rai,  “Il sesso aggiunto”, è il titolo (che si  riferisce all’eroina) di questa opera prima. Opera prima che non a caso, dunque, è di chiaro stampo televisivo... fotografia e regia in primis, ma anche i dialoghi hanno per così dire “respiro da fiction”, per non parlare del ritmo... al punto che il risultato finale è letteralmente una mini serie in due puntate, che magari per l’argomento trattato, la Rai non ha deciso di passare, tanto meno in prime time. Castaldo tuttavia ci prova a fare il suo “Amore tossico”, con tossici finti e pseudo filosofi... facendo rabbrividire Caligari... e in certe inquadrature addirittura esagera, non riuscendo neanche lontanamente a sfiorare la poesia dei volti pasoliniani... tutto questo ricade inevitabilmente nella recitazione dei pur ottimi attori, (Giuseppe Zeno e Myriam Catania su tutti) sovraccarica di tension...