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Gioco di società - Offlaga Disco Pax

Reggio Emilia, giochi e suoni di società, direttamente dall'esperienza del "Prototipo ep", dove i nostri riducevano l'elettronica all'essenziale,  Max Collini e "compagni" tornano interessanti e godibili più che mai, con i loro microcosmi che assurgono a generazioni, metafore antiche che diventano  punto sulla realtà odierna... connessioni e sconnessioni, riannodando il filo del tempo, tra il passato e il moderno, fedeli... a loro stessi in primis... con toni quasi dimessi, meno freddure, meno sentenzianti, sempre più da assaporare per bene forse, rispetto al passato, ma sempre lucidi e profondi nel loro percorso artistico. L'unico punto di domanda è due punti virgolette d'ordinanza Avremo mai per gli Offlaga una svolta equiparabile al Clup Privè dei Massimo Volume? Avremo ovvero delle novità sostanziali dai nostri?  Al 99 per cento sappiamo qual'è la risposta, anche perchè il buon Max ci ha anche provato a cantare (con Dente ndr)... ma do...

Young Adult di Jason Reitman

Coi toni del bozzetto surreale o iper realistico che dir si voglia, dove due tesi (di vita) inevitabilmente si scontrano, Jason Reitman porta sullo schermo un dramma intimo che parla di tante cose e importanti, come i modi genuini e "paesani" della gente del posto che si scontrano con i tratti metropolitani della protagonista... come la felicità delle piccole cose contrapposta a quella delle grandi occasioni da cogliere al volo in prospettiva e così via... scelte di vita alla fine, narrate con garbo e stile, qualcuno di voi si ricorda la storia del topo di città e quello di campagna? La morale è la stessa, semplice come la sinossi che si dipana nei fotogrammi, ma c'è tanta amarezza e solitudine che trasborda fuori dallo schermo, che rende il film prezioso, per la grazia con cui riesce a giocare coi toni del racconto, a traslarli, a caricarli di significato, partendo da una storia così piccola... senza mai perdersi in convenevoli, il film è infatti asciutto, la narrazio...

Ti stimo fratello di Paolo Uzzi e Giovanni Vernia

Fra gazzose alla Tony Manero e corruzione spicciola, diciamo subito che il risultato è meno peggio di quanto pensassimo... c'è da dire anche che le aspettative erano al quanto di sotto della media, ma visto che l'abbiamo visto, giochi di parole a parte, non possiamo non rendervi partecipi di questa visione... partendo dal dato incontrovertibile che sinceramente non si possono non notare le similitudini col primo film di Checco Zalone, Cado dalle nubi, ma del resto "per essere primi è una questione di secondi", dalla venuta al nord e dagli sconvolgimenti portati dall'arrivo esterno diciamo così, alla Giulia Michelini "evocata" (praticamente identica) nella parte interpretata da Stella Egitto... l'elemento gay qui in chiave trans...e via dicendo... purtroppo è il caso di dirlo, il copia e incolla si riduce al contorno e quindi Varnia che sembra Argentero ma meno espressivo e i suoi compari, confezionano una macchietta nazional popolare che non fa rid...

Auff - Management del dolore post-operatorio

Pop, Rock, punk, new wawe, funk, elettronica... tutti rigorosamente “post”, per gli amanti dei generi (che hanno fatto decisamente il loro tempo), i Management del dolore post operatorio, giungono al loro secondo album, affondando i coltelli nelle piaghe dell’italietta minuscola di oggi, declamando amarezza e ironia, avvolgendo il tutto con il loro mood sonoro corposo e contagioso, per sputare dritto in faccia, nient’altro che realtà viscerale che non ne vuol sapere di star zitta... e del resto come potrebbe? Ce ne è per tutti verrebbe da dire... dai politici star ai finti e pseudo maledetti, dalle bambole gonfiate alle crisi dei matrimoni borghesi, passando dai concorsi truccati alla lotta sociale vera e propria... il tutto come dicevamo, frullato con cura, in una mistura di generi, dannatamente accattivante, che non risente di cali di tensione, che ha il pregio dell’irriverenza divertita e complice, senza smettere di pensare... anzi: “Pornobisogno”: primo singolo con tanto di vid...

Un pò di news

Uscirà il 3 aprile  Piombo, polvere e carbone, l'attesissimo ritorno de Il Pan del Diavolo. Per realizzare questo disco i nostri han lavorato con due grandissimi musicisti italiani: Antonio Gramentieri e Diego Sapignoli (Sacricuori, Hugo Race, Marc Ribot). Hanno inoltre collaborato: Nicola Manzan per gli archi di Fermare il tempo. Massimiliano UFO Schiavelli al basso rezophonico di Libero. Davide Barbatosta per i fiati in reverse di La differenza fra essere svegli e dormire e Luca Macaluso per l’armonica in Dolce far niente. Prodotto da Il pan del diavolo e Fabio Rizzo, mixato da JD Foster assistito da Andrea Scardovi. qui potete ascoltare il primo singolo estratto, Scimmia Urlatore: http://www.latempesta.org/ a questo link invece: http://www.rollingstonemagazine.it/musica/streaming/La-terra-senza-luomo-EP/50110 trovate il nuovo ep di Marco Notari: Il cantautore piemontese, uscito a settembre con l'album Io? torna il 19 marzo con l'EP dal forte messaggio ecologico e anti...

Lenea - Omid Jazi

Sospeso tra anni 80 e atmosfere lisergiche,  Omid Jazi con la sua voce dal piglio “quasi indolente”  e assolutamente versatile e i suoi testi “un pò così” e magicamente incisivi, esordisce con questo ep, irriverente, corrosivo e affascinante, che non smette di stupire ascolto dopo ascolto, tant’è che non vediamo l’ora di ascoltarlo sulla lunga distanza. Quando “la follia” si mette a disposizione della “struttura” e spostando l’ordine degli addendi il risultato non cambia, vengono fuori canzoni come queste, che hanno la sincerità del talento che si esprime nella massima libertà del sogno: “Taglia le paranoie”: rigorosamente “con una sega rotante”... robotica e ammaliante, ironica e trascinante,un miscuglio accattivante di CCCP, Faust’ò e l’arlecchino Camerini: “esplorando le galassie facendo finta di essere uno di voi, devo ammettere che queste buffonate portano solo guai” “La molla di Chaplin”: “voglio vincere xfactor... divento matto”... è il Faust’ò più irriverente quel...

L'arrivo di Wang dei Manetti bros

Una buona idea iniziale, ma troppo poco alla fine per un film vero e proprio (quanto meno per la durata), che inevitabilmente man mano si perde, tra traduzioni e flashback.  I Manetti bros (Antonio e Marco) con pochissimi soldi (duecento mila euro, prodotti da Iris), riescono però a mantenere viva la tensione narrativa svariando fra i generi, dal thriller all’action, tenendo fermo come punto la fantascienza, che si fa psicologica e sociale per lunghi tratti, tutto ovviamente filmato con il loro consueto occhio grottesco che fa si che il film risulti comunque godibile, pur con tutti i suoi difetti messi in bella vista, del resto tipici dei b-movie tanto amati dai nostri. Lo stampo semi televisivo dell’opera non inficia più di tanto su la resa fotografica, quello che manca sono le evidenti pecche della sceneggiatura, specie in termini di ritmo e motore filmico, “Una pura formalità” o “ Liar” per citare due film girati in un stanza e che hanno come loro svolgimento un interrogatorio...