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La grande madre - Pino Daniele

Solare, fresco, mediterraneo... ma anche intenso, lirico, riflessivo... Pino Daniele torna insomma in perfetta forma ad aggiornare il suo canzoniere, con un album finalmente senza cadute di tono, ricchissimo strumentalmente eppur con il pregio di non apparire mai ridondante, anzi in alcune tracce, il mood è essenziale ma magistralmente efficace, grazie ai riuscitissimi arrangiamenti che fanno si che anche i brani più lineari e semplici, emergano prepotentemente, con le chitarre del maestro in evidenza, come è naturale che sia. Un lavoro così coeso e godibile all’ascolto non lo ricordavamo dai tempi di “Che Dio ti benedica”, perchè anche il vendutissimo “Non calpestare i fiori del deserto”, aveva nel suo grembo diversi riempitivi... non siamo ai livelli di “Terra mia e Nero a metà ”, ci mancherebbe altro... ma questo è il miglior album di inediti di Pino Daniele da quasi vent’anni a questa parte... e c’è sicuramente di che esserne contenti: “Melodramma”: classica ballad col pianofor...

Sergio Cammariere

Davvero inutile girarci intorno, Cammariere ritorna col suo album più brutto, piatto e monocorde fino all’inverosimile, dove si salva poco o niente, senza aneliti di rinnovamento e dove si ha tangibilmente la sensazione di un autore “alla frutta”, se gli episodi migliori sono da annoverare a uno scopiazzamento di Sergio Caputo o nel seguire pedissequamente De Andrè... la maggiorparte dei testi scritti dal fido Kunstler sono poi di un banale che sconfina nell’ingenuità disarmante... nel senso di: Ma davvero hai scritto nel 2012 robe così? Fuori tempo e fuori luogo il nostro ricalca in questo suo viaggio,  le sue mete confacenti senza più rinverdire la magia degli esordi nemmeno per sbaglio... una delusione cocente insomma e senza appelli... L’album comunque è piacevole e non è un paradosso, chiariamoci, ai fans piacerà di certo, ma noi abbiamo l’ardire, viste le aspettative e il talento del nostro, di aspettarci qualcosa di più... visto che parliamo di arte e non di “prodotti com...

Gioco di società - Offlaga Disco Pax

Reggio Emilia, giochi e suoni di società, direttamente dall'esperienza del "Prototipo ep", dove i nostri riducevano l'elettronica all'essenziale,  Max Collini e "compagni" tornano interessanti e godibili più che mai, con i loro microcosmi che assurgono a generazioni, metafore antiche che diventano  punto sulla realtà odierna... connessioni e sconnessioni, riannodando il filo del tempo, tra il passato e il moderno, fedeli... a loro stessi in primis... con toni quasi dimessi, meno freddure, meno sentenzianti, sempre più da assaporare per bene forse, rispetto al passato, ma sempre lucidi e profondi nel loro percorso artistico. L'unico punto di domanda è due punti virgolette d'ordinanza Avremo mai per gli Offlaga una svolta equiparabile al Clup Privè dei Massimo Volume? Avremo ovvero delle novità sostanziali dai nostri?  Al 99 per cento sappiamo qual'è la risposta, anche perchè il buon Max ci ha anche provato a cantare (con Dente ndr)... ma do...

Young Adult di Jason Reitman

Coi toni del bozzetto surreale o iper realistico che dir si voglia, dove due tesi (di vita) inevitabilmente si scontrano, Jason Reitman porta sullo schermo un dramma intimo che parla di tante cose e importanti, come i modi genuini e "paesani" della gente del posto che si scontrano con i tratti metropolitani della protagonista... come la felicità delle piccole cose contrapposta a quella delle grandi occasioni da cogliere al volo in prospettiva e così via... scelte di vita alla fine, narrate con garbo e stile, qualcuno di voi si ricorda la storia del topo di città e quello di campagna? La morale è la stessa, semplice come la sinossi che si dipana nei fotogrammi, ma c'è tanta amarezza e solitudine che trasborda fuori dallo schermo, che rende il film prezioso, per la grazia con cui riesce a giocare coi toni del racconto, a traslarli, a caricarli di significato, partendo da una storia così piccola... senza mai perdersi in convenevoli, il film è infatti asciutto, la narrazio...

Ti stimo fratello di Paolo Uzzi e Giovanni Vernia

Fra gazzose alla Tony Manero e corruzione spicciola, diciamo subito che il risultato è meno peggio di quanto pensassimo... c'è da dire anche che le aspettative erano al quanto di sotto della media, ma visto che l'abbiamo visto, giochi di parole a parte, non possiamo non rendervi partecipi di questa visione... partendo dal dato incontrovertibile che sinceramente non si possono non notare le similitudini col primo film di Checco Zalone, Cado dalle nubi, ma del resto "per essere primi è una questione di secondi", dalla venuta al nord e dagli sconvolgimenti portati dall'arrivo esterno diciamo così, alla Giulia Michelini "evocata" (praticamente identica) nella parte interpretata da Stella Egitto... l'elemento gay qui in chiave trans...e via dicendo... purtroppo è il caso di dirlo, il copia e incolla si riduce al contorno e quindi Varnia che sembra Argentero ma meno espressivo e i suoi compari, confezionano una macchietta nazional popolare che non fa rid...

Auff - Management del dolore post-operatorio

Pop, Rock, punk, new wawe, funk, elettronica... tutti rigorosamente “post”, per gli amanti dei generi (che hanno fatto decisamente il loro tempo), i Management del dolore post operatorio, giungono al loro secondo album, affondando i coltelli nelle piaghe dell’italietta minuscola di oggi, declamando amarezza e ironia, avvolgendo il tutto con il loro mood sonoro corposo e contagioso, per sputare dritto in faccia, nient’altro che realtà viscerale che non ne vuol sapere di star zitta... e del resto come potrebbe? Ce ne è per tutti verrebbe da dire... dai politici star ai finti e pseudo maledetti, dalle bambole gonfiate alle crisi dei matrimoni borghesi, passando dai concorsi truccati alla lotta sociale vera e propria... il tutto come dicevamo, frullato con cura, in una mistura di generi, dannatamente accattivante, che non risente di cali di tensione, che ha il pregio dell’irriverenza divertita e complice, senza smettere di pensare... anzi: “Pornobisogno”: primo singolo con tanto di vid...

Un pò di news

Uscirà il 3 aprile  Piombo, polvere e carbone, l'attesissimo ritorno de Il Pan del Diavolo. Per realizzare questo disco i nostri han lavorato con due grandissimi musicisti italiani: Antonio Gramentieri e Diego Sapignoli (Sacricuori, Hugo Race, Marc Ribot). Hanno inoltre collaborato: Nicola Manzan per gli archi di Fermare il tempo. Massimiliano UFO Schiavelli al basso rezophonico di Libero. Davide Barbatosta per i fiati in reverse di La differenza fra essere svegli e dormire e Luca Macaluso per l’armonica in Dolce far niente. Prodotto da Il pan del diavolo e Fabio Rizzo, mixato da JD Foster assistito da Andrea Scardovi. qui potete ascoltare il primo singolo estratto, Scimmia Urlatore: http://www.latempesta.org/ a questo link invece: http://www.rollingstonemagazine.it/musica/streaming/La-terra-senza-luomo-EP/50110 trovate il nuovo ep di Marco Notari: Il cantautore piemontese, uscito a settembre con l'album Io? torna il 19 marzo con l'EP dal forte messaggio ecologico e anti...