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Conquiste - Cosmetic

Poliedrici nel nobile mondo dell’indie rock, i Cosmetic, giunti alle soglie del terzo album, quello della cosiddetta maturità, che uscirà il 13 aprile  per la Tempesta Dischi, rilasciano una prova più che convincente, specie per quanto riguarda l’aspetto musicale dei brani, veramente ben costruiti e meritevoli di più ascolti per essere apprezzati in toto. Quello che risalta da questo lavoro è per l’appunto il lavoro stesso che c’è dietro ogni brano, la cura certosina, la perfezione... del resto doveva essere il disco della maturità e così è, inevitabile... come inevitabile è altresì che la freschezza, l’originalità della proposta perdano un pò di quello spirito naif che li aveva caratterizzati agli esordi, acquisendo però compattezza, coesione, amalgama... insomma passaggio obbligato e guado abilmente attraversato. Per il resto c’è da sottolineare come i nostri si muovano a proprio agio nei confini come dicevamo all’inizio dell’indie rock, partendo in certi casi da formule...

E' necessario - Diego Mancino

Partiamo subito dal fatto che ci ritroviamo all'ascolto di uno che le canzoni le sa scrivere come si deve, aggiungiamoci poi quel suo tono di voce "particolare" e per certi versi intrigante, che fa un pò Manuel Agnelli edulcorato... ma tutte queste qualità non bastano evidentemente per rilasciare un buon album o forse siamo semplicemente noi che ci attendevamo di più... decisamente di più. Se testi e interpretazione vocale, vanno di pari passo, a stare indietro e di molto, è la parte musicale... relegata ad arrangiamenti monocorde e a soluzioni armoniche e melodiche che non rendono giustizia ai brani di per se, lasciandoli confinati in un appiattimento generale di base, che non rende le canzoni "parte del tutto", ma finisce con l'annoiare inevitabilmente... Inevitabilmente anche i testi si perdono così nel marasma generale  e vengono sopraffatti dalla mediocrità della proposta musicale... ora nell'arrangiamento, come dicevamo sempre uguale, se no...

Il mio migliore incubo di Anne Fontaine

Un'occasione mancata. Un'ottima idea iniziale non adeguatamente supportata nel corso della narrazione. Una prima parte corrosiva, ironica e intelligente che diverte con gusto e ferocia a cui segue uno sviluppo narrativo che purtroppo non mantiene le premesse iniziali fino in fondo, dove è la fluidità della storia a incepparsi più volte, fino al pasticciato finale. Quando la commedia lascia insomma il posto alla riflessione e il film vira "in profondità", verso i toni quasi del dramma, facendo venir fuori quello che sta dentro i protagonisti, oltre le loro maschere, il film e la sua tensione emotiva si perdono inesorabilmente. Detto questo Isabelle Huppert e Benoît Poelvoorde sono straordinari e i loro "duetti" rappresentano al meglio la cifra stilistica del film di Anne Fontaine, (scritto e sceneggiato insieme a Nicolas Mercier) che di par suo rilascia una regia classica ed efficace, così come la fotografia di Jean-Marc Fabre. Citazione di merito anche pe...

Buona giornata di Carlo Vanzina

L'omaggio a papà Steno dei fratelli Vanzina si ferma alla voce off "tipica" e al tono garbato della narrazione, che vogliono ricordare la genuina semplicità dell'illustre genitore... per il resto di sano divertimento non ce ne è nemmeno un pò, non si ride neanche impegnandosi e questo per una commedia è un limite insormontabile. Volgarotta e insulsa cercando di radiografare l'italico costume, l'ennesima sortita Vanziniana per le feste, è il trionfo dell'ovvio e del già visto. Analizzando più nel dettaglio, risultano inconcepibili gli episodi di Abatantuono e Mannino, improponibile barzelletta quello della Francini, banali gli altri, Salemme e Banfi, se non addirittura indisponenti, con Mattioli e De Sica che interpretano gli stessi personaggi portati sullo schermo da entrambi svariate volte. Il finale da Frizzi è l'unica cosa passabile della sceneggiatura, grazie anche all'illustre citazione. Non basta un cast all stars all'italiana i...

Una voce non basta - Pacifico

Dopo i grandi successi come autore e i buoni attestati di stima coi suoi lavori solisti, Pacifico, quasi per provocazione, rilascia un album di duetti... a rimarcarne il fatto, l'ambizione legittima... esplicitata sin dal titolo... la confine linea insomma che separa "Sei nell'anima da Tu che sei parte di me"... dove inevitabilmente è la coesione, l'unità di intenti che si perde tra i solchi... ma dove nello stesso qual modo, la variazione di toni e atmosfere, rende vivo il corpus, non smettendo di incuriosire, vista l'eterogeneità della proposta in se e i nomi coinvolti, ce ne è davvero per tutti i gusti, è il caso di dirlo... con Alioscia e Patrick dei Casino Royale, i Musica Nuda e Francesco Bianconi che si staccano sulla comitiva. Una raccolta di canzoni, anche se i brani hanno una loro intima natura a legarli e non potrebbe essere altrimenti, specie dal punto di vista testuale, tra stagioni e stati d'animo, dove la vena artistica e poetica di Pacific...

In attesa del 17 aprile, ecco a voi Padania, la titletrack del nuovo album degli Afterhours

ASCOLTA IL SINGOLO "PADANIA":  http://soundcloud.com/ afterhours-official/06-padania Padania  è il brano che dà il titolo al nuovo attesissimo album degli Afterhours in uscita il 17 aprile e ne anticipa in parte i contenuti, di forte impegno sociale, e le soluzioni musicali, avvincenti e di grande impatto emotivo. Dopo  La tempesta è in arrivo , brano realizzato per i titoli di testa della miniserie di Sky Cinema “Faccia d’angelo”,  Padania  è il primo singolo a essere proposto per l’airplay radiofonico a partire dal 30 marzo, mentre il video diretto da Alessio Muzi, sarà in programmazione dal 10 aprile.  Da molti anni ai vertici della musica rock in Italia, gli Afterhours affrontano nel loro decimo album di studio argomenti attuali e coinvolgenti. «Padania è uno stato della mente e dell’anima», dice Manuel Agnelli, «È il desiderio di cambiare la propria vita e il proprio destino. È un'aspirazione così forte che diventa un’ossessione, ta...

Autoritratti con oggetti - Gianluca De Rubertis

Voce e parole da pelle d'oca, strumentisti d'eccezione e arrangiamenti di gran classe... quel "genio" di Gianluca De Rubertis, rilascia un album davvero incantevole, dove sapori antichi dimenticati tornano di colpo dagli anfratti della memoria, freschi e attuali, pronti per essere nuovamente gustati. Un mix di canzone d'autore, jazz, melodie anni 60 e ballad del decennio successivo che si fondono amabilmente per deliziare corpo e soprattutto spirito... perchè "Autoritratti con oggetti", con la sua poesia, ora cruda e spietata, ora ironica e distaccata, ora fuggitiva e improvvisamente complice  è all'anima che parla, non smettendo di regalare suggestioni, sensazioni, profumi... ascolto dopo ascolto. “Rimanere male”: come a dire: "Stai seria con la faccia ma però..." del resto anche qui siamo a tavola, con Enrico Gabrielli al clarinetto: “poi dici qualche cosa di cretino, qualcosa molto simile a ti amo e tutta la mia vita mi sovviene, mi si...