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Goran Kuzminac - Resoconto Live e Intervista - Baluardo Velasco 27 aprile 2012 Marsala

Un talento immane, che trasuda passione, emozione, che non smette di coinvolgere il pubblico che ha di fronte, "Solo ma non solo", insomma come recita il titolo del suo ultimo lavoro, un cd più dvd dove il nostro racchiude 35 anni di carriera, da autentico outisider della canzone d'autore italiana, lontano dalle mode e dalle melodie facili. Goran Kuzminac ha negli occhi l'umiltà dei grandi, la sincerità e la schiettezza dei forti, ce ne rendiamo subito conto, quando gli chiediamo di intervistarlo prima del concerto e lui ci risponde candidamente: - Così a scatola chiusa? E se poi non vi piace?   Rispondiamo che è impossibile, ma rimandiamo volentieri a dopo le domande.  Impossibile dicevamo e a ben donde,ieri sera al Baluardo Velasco, è stata una gioia per il cuore, perchè lui che è “Mercante del Niente” con in braccio la sua chitarra, che è linfa vitale ed ossigeno, rimane rapito dalla musica e fa sognare a sua volta l'ascoltatore. Anticipato sul palc...

Ogni cosa al suo posto - Il Maniscalco Maldestro

Terzo album ed ennesima conferma del caleidoscopio musicale firmato Il Maniscalco Maldestro, che di talento ne ha da vendere. L’originalità della proposta supera facilmente lo scoglio del cosiddetto album della maturità e travalica ancora una volta i discorsi sui generi a cominciare dal termine crossover, che vuol dire spesso tutto e niente. I nostri hanno ben chiara la forma canzone e da lì partono come sempre spediti per una destrutturazione mai fine a se stessa, giocano irriverenti con le attese dell’ascoltatore, stupendolo continuamente senza mai però deragliare nel non sense musicale, ma con un approccio ben saldo quasi da jam jazzistica, dove il corpus è saldamente nelle loro mani. Per questo nuovo parto è decisa e intrigante la svolta elettronica, funzionale al progetto. Per quanto riguarda i contenuti, siamo di fronte a una sorta di concept album, dove il tema ahimè è quanto di più attuale e sociale ci possa essere ed è sempre ben sviscerato con Urla urla e Un pass...

Odio gli indifferenti - Piotta

Se dal punto di vista musicale questo album non offre niente di nuovo, in quanto le tracce pur differenziandosi si muovono su consolidati stilemi legati alla tradizione dei generi prescelti di volta in volta e dal punto di vista testuale ci troviamo al cospetto di testi si solidi, sociali, impegnati, ma niente di trascendentale... ebbene, nelle mani del nostro, questi due aspetti, trascendono le prime impressioni, per convogliare in un progetto unitario, in una comunicazione efficace e in un ascolto godibile e confacente ai giorni nostri, ergo attuale. Il Piotta realizza alla fine il disco che J AX, non è stato capace di fare fino in fondo, ora con quello che restava degli Articolo 31 (troppo dispersivo), ora nella sua carriera solista (troppo autoreferenziale, troppo spazio alla dance che fu e ai ricordi), un disco sincero, in primis, “semplice” nelle parti strumentali e diretto nelle parole, senza scadere mai in entrambi i casi, ma mantenendo alta la qualità della proposta lu...

Le storie degli altri - Paola Turci

Paola Turci è sempre stata una cantautrice controversa. Innanzitutto è stata la prima “cantantessa”, nel senso più anni '80 del termine: inconfondibile la sua lunga chioma, la chitarra, la voce dolce... poi ci aveva disabituato per molto tempo, ha avuto un calo forse musicalmente fisiologico in un sistema che col tempo è cambiato e che per lei non aveva posto. Ma poi, anche attorniata da importanti amicizie tramutate in celebri collaborazioni, Paola Turci è “ricomparsa” a partire da una trilogia iniziata con “Attraversami il cuore”, poi con “Giochi di rose”. Adesso è giunta per lei l'ora di partorire “Le storie degli altri”, mettersi in gioco perchè no, a 47 anni. Pioggia. E Finestra. Immagini… “La seconda canzone”: flebile arpeggio, loop di batteria e una voce lontana bastano a preannunciare un disco che.... entra in “punta di piedi” verso un chorus che non banalizza un tradizionale “volo” di accordi e strumenti, resta piatto e piace, perchè la voce di Paola Turci re...

Good Luck - Giardini di Mirò

I Giardini di Mirò tornano con otto canzoni tra le quali si fa fatica a scegliere la migliore, sia per l’alta qualità di tutto il materiale rilasciato, sia per la coesione intrinseca dell’intero lavoro, dell’opera in se, dalla quale sarebbe ingeneroso fare preferenze, per un corpus nudo e crudo, privo di orpelli, affascinante e assolutamente essenziale nel suo dipanarsi, per quanto altrettanto ricco e pregno di significati, che spazia amabilmente sui territori da sempre cari ai nostri, col post rock a farla da padrone.  Un viaggio romantico, malinconico e dolente che non dimentica però la speranza, da vivere appieno nelle sue profondità: “Memories”: quasi un mantra, oscuro e delicato con le chitarre a tessere morbide e suggestive trame, in un mood scarno, essenziale, di percussioni e cori: “Memories long gone” “Spurious love”: tra post rock e new wawe, atmosfere cupe e romantiche, ritmica incisiva e ancora uno splendido lavoro chitarristico a impreziosire il tutto:...

Colapesce - Resoconto Live - Teatro Nuovo Montevergini - Palermo 15 aprile 2012

Arriviamo al Teatro Nuovo Montevergini per la prima volta e sinceramente non ci saremmo mai aspettati di trovare una chiesa al suo posto. Una chiesa sconsacrata che adesso funge da teatro, infatti, fa da cornice al concerto di Lorenzo Urciullo,da Siracusa, in arte Colapesce, che si affaccia sul palco (in ritardo per problemi tecnici, ma l’attesa è del tutto ripagata) con un gigantesco casco da astronauta. Ovviamente scatta inesorabile il sorriso, sorpresi da un esordio così inatteso. La musica si infrange sugli alti tetti dell’ex chiesa ed irrompe in scena con il brano che da il via all’album Un meraviglioso declino: “Restiamo in casa”. Non ci poteva essere inizio migliore.  Si vede che è molto emozionato, quasi si nasconde dietro quella chitarra acustica che le è tanto cara e che gli fa un po’ da scudo. Continua la musica, in quel giro di suoni accattivanti, protagonisti del brano: “Un giorno di festa”. Poi è la volta di uno dei brani più affascinanti del suo repertorio: “S...

Padania - Afterhours

“Padania” come paura del diverso e rigorosamente “Stato” della mente, “Terra di Libertà” invocata, presunta e immaginaria,  dove far confluire pensieri e riflessioni, dove il diverso tra virgolette è proprio l’io narrante, che sprigiona o cerca di farlo, la sua voglia di cambiamento che si scontra irrimediabilmente con la sua stessa consapevolezza e “intolleranza”, di rimaner confinato nel suo limbo ineluttabilmente, tra la nebbia, confuso e spaesato, certo di esser altro e nello stesso momento fedele sempre a se stesso... sicuro e dubbioso nello stesso istante... procede a tentoni e con spirito critico, disilluso e attaccato ai sogni di novità. Gli Afterhours rilasciano un album magnifico, senza timor di smentita, che rielabora continuamente i punti di vista e di osservazione sulla realtà circostante e interiore, una metafora dei nostri tempi sull’uomo, lucida, amara, disincantata e reale, come il paese e le sue macerie, specie quelle intime, che non si vedono ad occhio n...