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Tutti i nostri desideri di Philippe Lioret

La forza del pudore, il procedere per sottrazione, la coesione narrativa dove melò e dramma senza scomporsi di fronte a temi così delicati (lo strozzinaggio legalizzato dei nuovi tempi e la malattia ineluttabile) si sposano amabilmente senza calcare la mano, mantenendo una dignità regale, che è forza emotiva ottimamente espressa in immagini e silenzi, sguardi e mezze parole, che sono taciti accordi e quieto vivere possibile, che vanno a comporre un quadro unitario che procede con gusto e garbo narrativo riuscendo a mantenere un'intensità propriamente filmica. Philippe Lioret, grazie anche alle magistrali interpretazioni di Vincent Lindon, una spanna su tutti, Amandine Dewasmes, Marie Gillain, Yannick Renier, riesce ancora una volta nel suo intento e rilascia un'opera sobria, asciutta e assolutamente compiuta, come è la sua regia del resto, funzionale alla messa in scena, dove non sono di certe le emozioni a mancare.  Nonostante le sue due ore piene di durata il film...

Amor Fou - 100 giorni da oggi

Pretenziosi e ammiccanti come non mai, o semplicemente "pop" gli Amor Fou con questo terzo capitolo della loro discografia finiscono col rilasciare una raccolta di canzoni che possono piacere prese singolarmente, a chiunque, davvero, tanti sono i riferimenti che innestano su "la canzone pop" che fa da spirito guida, tanto i brani sono furbi fra virgolette (orecchiabili, a rapida presa, ammalianti)... ma anche no, per altri versi, perchè purtroppo, nonostante il talento del gruppo, non sempre i nostri riescono nel loro intento e il disco nel suo insieme non è di certo il massimo della coesione.  Quello che in primis non convince al di là delle singole canzoni,che ribadiamo prese singolarmente, sono per la maggior parte potenziali singoli, è che i nostri sembrano mettere in qualche modo in secondo piano arrangiamenti e parti strumentali, le canzoni sembrano quasi costrette nella loro struttura di pop song e soprattutto c'è un mixaggio, in alcuni brani in ...

Donna Summer, I Feel Love

LaDonna Andre Gainesnasce, da un capodanno del 1948 a Helmut Sommer e Giorgio Moroder e i diciassette minuti che resero seria la disco music, dalla cattiva ragazza a Quincy Jones.  Passando per figlie e scandali, Liza Minnelli e Andrea Bocelli, la Dance Music Hall of Fame e una stella alla Hollywood Walk of Fame  e 5 Grammy Awards e 6 American Music Awards, 24 dischi d'oro e di platino negli USA e 19 dischi d'argento in Gran Bretagna e oltre cento milioni di copie in tutto il mondo . E ancora "la regina è tornata"... e forse sarebbe ritornata ancora, ma è malata da tempo e ci lascia dalla sua casa al mare vicino a Venice, Florida: Ooh  It's so good, it's so good  It's so good, it's so good  It's so good  Ooh  Heaven knows, heaven knows  Heaven knows, heaven knows  Heaven knows  Ooh  I feel love, I feel love  I feel love, I feel love  I feel love  I feel love, I feel love, I ...

Questo dolce museo - Alessandro Fiori

Un succulento antipasto di quello che diventerà il suo secondo album solista per il quale ci sarà da attendere ancora qualche mese, Alessandro Fiori inganna l'attesa regalandoci l'ennesima dimostrazione di talento in una manciata di brani che mettono come si suol dire l'acquolina in bocca, lo fa ovviamente a suo modo distillando pillole di saggezza e poesia, giocando coi suoni a colorare l'atmosfera di sensazioni sempre vivide: 1. Il vento: "non è invisibile per niente, noi diciamo che è invisibile per comodità"... incedere ipnotico e piglio "fintamente" rassicurante che sai che sta per rivelarsi da un momento all'altro, che procede scanzonato e complice con l'arrangiamento minimal dove si inseriscono gli strumenti, quasi chiedendo permesso, sfociando nella malinconia: "un posto senza vento ha soltanto un odore, un cuore senza vento è un cuore senza amore" 2. L'airone:  ha i panni quasi di un demo di una versio...

Chronicle di Josh Trank

Pur fra ovvi riferimenti, Josh Trank procede in maniera originale, per accumulo narrativo, cercando di mantenere una costante tensione sottotraccia, questo è sicuramente un merito o di certo una buona idea di partenza, che però spesso finisce per essere un pò forzata, col suo voler spiegare le dinamiche psicologiche ed affettive, piuttosto che il fatto di per se, volendo in qualche modo conquistare a poco a poco, sotto pelle, far crescere il climax, col livore del protagonista, ma le premesse sono destinate a rimanere disilluse ineluttabilmente.  Chronicle detto ciò, si lascia comunque guardare, ma la sensazione globale è appunto quella alla fine, di non essere ne carne e ne pesce, perchè il sotto testo, la pulsione filmica, invece di elevarsi, rimangono in superficie e la vendetta dei supereroi per caso, non è una rivalsa a furor di popolo, nel senso di sviluppo narrativo, è rancore personale singolo, che è si facile intuire da dove proviene, ma è vero altresì che le sequen...

Con "Rebetiko Gymnastas" il 12 giugno torna Vinicio Capossela

Il 12 giugno 2012, esce il nuovo album del grande Vinicio Capossela intitolato Rebetiko Gymnastas che fa seguito a Marinai, profeti e balene uscito appena un anno fa. Per la realizzazione della sua nuova creatura, registrata in uno studio analogico ad Atene, il nostro ha collaborato con tre musicisti greci, tra i quali spicca il virtuoso del bouzouki Manolis Pappos, attivo da cinquant'anni e in passato già al fianco di nomi di punta della scena tradizionale ellenica e della regina del celtic folk Loreena McKennitt. Il disco è una selezioni di brani di repertorio riarrangiati appunto in chiave rebetica e quattro canzoni inedite, più una ghost track. Il rebetiko è un genere tradizionale greco assimilabile, per i temi trattati, al blues americano o al fado portoghese. "Rebetiko Gymnastas" sarà pubblicato dalla stessa etichetta di Capossela, la Cupa, e distribuito da Warner. Non vediamo l'ora!!!

DuraMadre - Eva

Se Gianmaria ed Elisabetta hanno già sfornato due lavori come Sick Tamburo, Eva, la voce dei Prozac+,a parte l'esperienza con i Rezophonic, giunge solo adesso a far sentire la sua voce, rilasciando un esordio convincente, grazie anche all'aiuto di Max Zanotti. Duramadre mischia senza mai strafare new wawe, dark, pop ed elettronica, ritmiche e parole ossessive eppure morbide, leggiadre nel suo dispiegarsi, frutto delle ottime trovate armoniche e in sede di arrangiamento,  ma anche e soprattutto per la versatile voce di Eva, che cantilene a parte, specie nelle prime tracce, marchio di fabbrica che l'avvicina irrimediabilmente agli ex compagni, si stacca da loro, prende il volo è il caso di dirlo, nel lato b dell'album...  dove si respira  aria nuova e la voce di Eva torna a sorprendere e a farci salutare questo suo ritorno con affetto e senza nostalgia dei tempi che furono, ma con rinnovata speranza: 1. MaleNero: cupa, lenta e martellante, per aprirsi con un r...