Passa ai contenuti principali

Post

La conseguenza naturale dell'errore - Marina Rei

Avevamo intervistato Marina Rei il mese scorso e nei suoi occhi parlando del nuovo album c'erano orgoglio, fierezza e convinzione... e a distanza di poche settimane abbiamo capito il perchè, anche se il brano con Pierpaolo Capovilla del Teatro degli Orrori ci aveva abbondantemente messo sulla giusta strada. La conseguenza naturale dell'errore, ha il solo difetto di avere poche tracce ma siamo di fronte a dei valori assoluti... perchè è un lavoro attuale, urgente e sincero, ricco musicalmente e di spunti di riflessione, che si muove tra ballad avvolgenti e sinuose su cui i rapporti uomo/donna sono messi di fronte a uno specchio vivido e vere e proprie denunce sociali, cariche di tensione, emozione, sonorità post rock e arrangiamenti curatissimi e mai banali, per non parlare delle collaborazioni importanti che non smembrano il disco nel suo insieme ma contribuiscono a rilasciare un forte sentimento di unità e comunità di intenti, cosa davvero rara questa. "E mi pa...

Ricreazione - Malika Ayane

Ormai produttrice di se stessa, Malika Ayane rilascia questo terzo album confermando di essere una big del panorama italico e di aspirare giustamente a un mercato internazionale. Siamo di fronte infatti a un album che sposa  la melodia italiana “perfetta” quella targata anni ‘60, ma che specie ovviamente nei brani in inglese non sfigurerebbe con Adele, tanto per fare un nome noto ai più, perchè la voce di Malika è comunque più ricca di sfumature e ha toni più caldi. “Ricreazione” come a dire pausa, leggerezza, istinto, genuinità, eterogeneità visto il numero di collaborazioni e invito a non prendersi troppo sul serio... ma la classe di Malika Ayane soffoca ogni “sotto testo” e fa da collante in maniera sublime alle varietà di registri, un disco caldo, intenso, emozionale che ammanta e convince: “Grovigli”: col pianoforte in evidenza, una ballad sospesa e oscura, morbida e sinuosa... è un’ auto citazione (Grovigli è infatti il titolo del suo secondo album) e sguardo al ...

Med in Itali - Coltivare piante grasse

I Med in Itali ne hanno fatta di strada e non solo metaforicamente e questo primo album ufficiale è il giusto compendio e riconoscimento per i tanti km percorsi, dove la canzone d'autore "destrutturata" di Niccolò Maffei, chitarra e voce e Matteo Bessone alla batteria, rincorre le alchimie jazz di Matteo Negrin, alla chitarra e Luca Begonia al filicorno e alla tromba con l'apporto agli arrangiamenti ai fiati di Amedeo Spagnolo e Josh Sanfelici. "Coltivare piante grasse" è un ottimo biglietto di presentazione dove il gruppo dà l'idea di poter migliorare ulteriormente, magari sbizzarrendosi un pò di più nelle parti strumentali finali che lasciano solo intravedere le potenzialità di questa formazione, che fa della varietà di registri e toni il suo punto di forza oltre a una scrittura essenziale, semplice ma coinvolgente, lo ascoltate qua: http://soundcloud.com/medinitali/sets/med-in-itali-coltivare-piante "Perle umide": "sa...

TheGiornalisti - Vecchio

"Vecchio" come dire "senza tempo" quando una volta c'erano davvero gli evergreen... TheGiornalisti sfornano un lavoro fresco, accattivante permeato di nostalgia e si badi bene non è affatto un ossimoro, ma la scommessa del gruppo con questo secondo album, fatto di beat trascinanti, virate rock'n'roll e motivetti dannatamente orecchiabili senza tralasciare le ballad ad ampio respiro melodico, suggestive e intense. I testi poi hanno un non so che di surreale adeguatamente calato nella realtà di tutti i giorni che affascina non poco. Una decisa conferma dunque delle qualità che il gruppo aveva già fatto intravedere all'esordio: "La tua pelle è una bottiglia che parla e se non parla sono fuori di me": dal sound rock'n'roll scarno ed essenziale il brano vive di repentini cambi di climax con  un ottimo lavoro chitarristico: "prima o poi dimenticherò tutto, prima o poi dimenticherò te" "Il tradimento...

Vegetable G - Be Ep

Un pop dal sapore vintage che mette voglia di ballare e sorridere, filastrocche con una punta di malinconia e romanticismo, venate di elettronica mai invasiva e sempre funzionale che fanno centro dopo due ascolti... profumi anni '60 che fanno capolino ben volentieri e si mischiano a un sound marcatamente anni '80, in modo molto spontaneo, con un gusto a tratti "cinematografico" per le storie raccontate... il tutto fa si che i brani denotino urgenza e genuinità, provare per credere: http://soundcloud.com/vegetable-g/sets/vegetable-g_be-ep "Beep": malinconica e sinuosa con la chitarra elettrica protagonista è questa traccia interamente strumentale che apre questo ep (giocando evidentemente col titolo dell'opera Be Ep), che sembra il tema portante di un film. "Dell'amore liberato": "questo mondo sai è violento per natura"... filastrocca pop condita di elettronica leggera che ha i contorni di una ballad in forma di ...

Prometheus di Ridley Scott

- "Loro ci hanno creato e poi hanno deciso di ucciderci" è una delle battute finali che dovrebbe spiegarci "il senso" che Damon Lindelof  in primis da a questo franchise annunciato, perchè di questo si tratta... ma Lost è un conto, il "cinema" un'altra cosa...  Ridley Scott forse troppo ancorato alla sua età dell'oro, visivamente fa comunque quello che può, anche grazie a un uso intelligente del 3D e il tutto risulta per gli occhi quanto meno piacevole, ma davvero siamo di fronte a poca roba, anche per un diverso momento storico dall'uscita di Alien. Buchi narrativi, umorismo involontario in certi snodi (la morte dei primi due astronauti ha una faciloneria che fa quasi tenerezza) sublimato nella scena della Rapace che dopo un auto parto alieno fa di tutto e di più, fede e ragione mischiati alla meno peggio, alla maniera di rivalutare uno Shyamalan qualunque, il risultato è posticcio, banalotto e inconcludente. Se fosse stata l'e...

Resoconto Live Pino Daniele - Teatro Impero Marsala - 15 Settembre 2012

Se un artista in un concerto può permettersi di lasciar fuori dalla propria scaletta, brani come "I Say I' Sto Cca'", "Nun me scuccià", "Alleria", "Je sò vicino a te", "Pigro","' O Scarrafone", "Resta Cu'Mme'", "Sicily", "Che soddisfazione", "Chi tene o' mare", "Lazzari felici" e ci fermiamo qui... tralasciando anche la splendida "Due scarpe" dall'ultimo album... beh si è di fronte a un artista con la A maiuscola oppure come risponde lui stesso a uno spettatore che gli grida "Appocundriaaaa": "Non posso farle tutte se no stiamo qui fino a domani mattina", poi sorride e confessa: "La verità è che faccio solo quelle che mi ricordo"... applausi a scena aperta... per un Teatro Impero che è colmo ma non del tutto ed è un peccato per un Pino Daniele davvero in gran forma.  "Invece no" e ...