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Io e Te di Bernardo Bertolucci

Bernardo Bertolucci torna finalmente al cinema dopo una pausa lunga nove anni e come per The Dreamers (il suo ultimo film) sceglie ancora un ambiente chiuso, al posto della casa di allora questa volta è una cantina il "teatro", dove va in scena la fuga di Jacopo Olmo Antinori che deve fare i conti "con l'irrompere nel suo mondo" (elemento tipico dei film del regista) della sorellastra Tea Falco. L'adolescenza tormentata del ragazzo che soffre di una sindrome di narcisismo è narrata col solito grande stile del maestro con movimenti di macchina avvolgenti e nel modo di posizionare la mdp che faranno la felicità dei cinefili più avvezzi, mirabile la sequenza a tal proposito del ristorante, in cui lui e la madre interpretata dalla sempre convincente Sonia Bergamasco, vengono prima ripresi dal basso e poi osservati dal punto di vista di un estraneo. "Se io e te non avessimo punti di vista saremmo liberi di osservare la realtà come realmente è senza farci...

Viva l'Italia di Massimiliano Bruno

Coniugare una visione scorrevole, dosando abilmente diversi registri e stati d'animo per farli confluire nei crismi di una commedia all'italiana come si deve, senza scadere nella faciloneria della macchietta trita e ritrita visti poi i temi trattati a rischio qualunquismo, non era per niente semplice, eppure Massimiliano Bruno, al suo secondo film (che a quanto sembra doveva essere il primo) riesce addirittura a migliorarsi. Erano gli stessi elementi in fondo a tenere in piedi "Nessuno mi può giudicare" il suo apprezzato esordio, in primis al botteghino, più vivace, più veloce di questo, ma che non affondava però i colpi fino in fondo, nel complesso un film sufficiente, dove al posto di Placido, mattatore assoluto, c'era Paola Cortellesi. Il miglioramento di cui parlavamo prima, dipende dalla sceneggiatura scritta insieme a Edoardo Falcone, più fluida e profonda, dall'ottima ed efficace colonna sonora (Silvestri, Frankie Nrg (che fa anche un cameo), Coni...

Affinità e divergenze tra Silvio Berlusconi e Beppe Grillo e altre amenità di massa mediatica

"Un passo indietro perché amo l'Italia. Rimango a fianco dei più giovani che debbono fare gol" a parlare così lo sapete tutti è Silvio Berlusconi, che forse allenerà il Milan a questo punto... condanna permettendo, battute scontate a parte, seguendo una sottile logica del paradosso, ritiratosi l'uomo delle televisioni, dalla televisione (ormai d'antan) ma soprattutto dalla rete cresce a dismisura la proposta "grillina", che tanto ricorda la prima discesa in campo del cavaliere, repentina (per molti), incisiva, spettacolare, populista, per certi versi eclatante e soprattutto con una forte componente oltre che mediatica, messianica. Il popolo stufo di... quello indeciso per chi e quello che non sa (non sapeva) e non andava... a votare, sta andando in un'unica direzione, ancora una volta. Tra un Pdl allo sbando, un Pd che ha in Renzi il nuovo che avanza, ma che evidentemente non convince del tutto, Grillo si staglia regale e in primo piano a suon...

UN VOTO ON LINE PER DECIDERE I 50 ARTISTI-SIMBOLO DELLA MUSICA INDIPENDENTE ITALIANA

UN VOTO ON LINE PER DECIDERE I 50 ARTISTI-SIMBOLO DELLA MUSICA INDIPENDENTE ITALIANA Ultima tappa del grande referendum del Mei su:   www.retedeifestival.it/ sondaggi/50-anni-indie Riparte con un voto on line la grande iniziativa del Mei (Meeting degli Indipendenti) per celebrare 50 anni di musica indipendente italiana attraverso un grande referendum, coordinato dal giornalista Enrico Deregibus, per decidere i 50 artisti indie più importanti del nostro Paese. Dopo la vittoria degli Area nella consultazione fra 50 giornalisti musicali annunciata a maggio al Salone del Libro di Torino e quella dei CCCP fra 50 addetti ai lavori comunicata a fine settembre a Faenza in occasione di Supersound, prende ora il via una votazione popolare on line, in collaborazione con “La Rete dei Festival”. Gli artisti che hanno raccolto più preferenze nei precedenti referendum sono infatti votabili all'indirizzo:   www.retedeifestival.it/ sondaggi/50-anni-indie   . La scadenza per il voto è ...

Intervista con Michele "Mezzala" Bitossi dei Numero 6

L'equazione pop:eroina a partire dal titolo e i chiari riferimenti nelle canzoni, questo album è un cazzotto all'industria discografica in primis, ma anche a tutto quello che ci gira intorno, ci racconti come nasce e cosa soprattutto lo ha mosso, vista l'urgenza compositiva ed espressiva che lo pregna interamente?  "Dio c'è" è nato alla stessa maniera di tutti i dischi dei Numero6 e del mio esordio solista a nome Mezzala di un anno fa. Ho scritto una ventina di canzoni, ho fatto ascoltare ai miei soci i provini, ci è sembrato che il materiale di partenza fosse valido e, soprattutto, stimolante al punto da convincerci a intraprendere un nuovo "viaggio" insieme. Parlo di viaggio perché tutte le volte che facciamo un album viviamo un'esperienza comune piuttosto totalizzante, molto impegnativa, a tratti stressantissima. Adesso pretendiamo molto da noi stessi, cosa che non accadeva anni  fa. Già con "I love you fortissimo" la cura...

Apriti Sesamo di Franco Battiato

" Posso dire che credo nell’uomo, sono estremamente ottimista sulla possibilità di un uomo nuovo che sappia cogliere della morte il valore di passaggio, cui è necessario arrivare preparati, e dell’amore il valore di risposta a ogni egoismo, il nostro in primis"... e ancora: "In queste mie canzoni non c’è rabbia, ma compassione”.  Così il maestro dixit, evidentemente dopo "Il vuoto" e lo sdegno cantato in Inneres Auge, Franco Battiato ha ripreso fiducia e speranza nell'uomo e nella sua natura, guardandolo con compassione in questo stato di passaggio inevitabile, "in cerca di un'esistenza".  Strutturalmente la forma pop in questo album può richiamare la già citata Inneres Auge, ovvero su una ritmica di base scarna ma spesso trascinante l'innesto degli altri strumenti non risulta mai invadente ma accresce di intensità il mood di ogni singolo brano, in maniera quasi impercettibile, sfiorando le vette della perfezione negli arrangiamen...

On the road di Walter Salles

Il rifiuto della normalità ad ogni costo, la ricerca... di libertà e conoscenza... e di se stessi, fondamentalmente... ah i romanzi di formazione!!! Non era un'operazione semplice mettere su schermo On the road del padre della beat generation...  Non ci sono cadute di tono, non è quel genere di film, bisogna entrare però dentro al suo ritmo interno e lasciarsi coinvolgere, anzi trasportare letteralmente e... lentamente, in caso contrario la magia non scatta, a meno che non avete vent'anni e la discesa agli inferi è di certo più affascinante... perchè il film in fondo è/sarebbe un buon vino da far invecchiare per la mezz'ora finale, di puro pathos, sicuramente la più convincente, da guardare insomma in stato di trance o quasi. Non basta dunque l'eccellente fotografia davvero ammaliante, nei suoi cambi continui di atmosfere e colori, algidi e sempre avvolgenti... la regia di Walter Salles che non fa altro che immergersi dentro, donando profondità alle immagini,...