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Red Lights di Rodrigo Cortés

"Essere o sembrare di essere questo è il problema, cerchiamo tutti di sembrare quello che non siamo" Fede e ragione che si scontrano sul ring, "senza sfiorarsi", toccando temi sociali e civili per altro importanti, dall'eutanasia allo sfruttamento delle speranze della gente, "toccando appunto e accarezzando forse", resi francamente in malo modo, quanto meno confusionario, non sviluppando un tema vero e proprio ma assemblando sotto testi, il tutto sublimato da un finale che scade nel ridicolo involontario e non c'è di peggio, per un film del genere, che vuole essere "di genere", mirando troppo in alto e che è tutto giocato sulla tensione narrativa... che non ce la fa ed è forse questo il limite più grande, manca in primis il coinvolgimento, il trasporto, il ritmo e la curiosità per quanto riguarda la storia o il semplice parteggiare per i protagonisti... il vuoto. Se il thriller cercato arranca è però anche perchè la sceneggiatura f...

Casus Belli - Fabri Fibra

"Lost in business" Fabri Fibra fa venire l'acquolina in bocca con le tracce contenute e regalate anzi meglio "scarica gratis e vaffanculo" in  questo Casus Belli, che anticipa Guerra e Pace, Febbraio 2013, Universal, come tiene lui stesso a precisare, stessa più o meno operazione fatta con Quorum a precedere Controcultura, della serie "se ti è piaciuto l'ep figuriamoci il disco" ma e c'è un ma, ed è rappresentato dalla libertà che il nostro mette solitamente in questi diciamo così antipasti... dove per quanto ci riguarda in alcuni casi supera addirittura "l'ufficialità". Mettiamola così, un Fabri Fibra meno prodotto (nonostante la mole di nomi chiamati a farlo) tra virgolette a noi piace e non poco, perchè ritroviamo in un certo qual modo quello degli esordi, specie dal punto di vista musicale, dove le "furberie" sono ridotte al minimo, guarda caso in Come Totti e Il mio amico Arnold compare Michele Canova alla copr...

Sintomi di gioia

A quattro anni di distanza tornano i Sintomi di Gioia che producono questo loro secondo album insieme a Umberto Maria Giardini. Otto brani più un brevissimo strumentale ci dicono della maturità compositiva raggiunta dai nostri,  con testi e arrangiamenti degni di nota, che trovano la loro ideale collocazione nelle ballad folk pop ad ampio raggio, contaminate e strutturalmente ben assemblate, ricche di varianti, dove si può sentire l'influenza dello stesso Umberto ai tempi del primo Moltheni post sanremo, di una giovane Carmen Consoli e anche dei Perturbazione (del resto Cristiano Lo Mele aveva prodotto Segnalibro) o Non Voglio che Clara per restare in Italia, con meno teatralità e più vivacità sicuramente rispetto a questi ultimi. L'intensità è comunque ampiamente garantita così come l'impatto emotivo, c'è forse qua e la qualcosa da limare o "da sporcare" maggiormente osando di più in certi casi, ma siamo di fronte a un gruppo vero che ha qualcosa da d...

Santa Pace di Matteo Toni

L'album d'esordio di Matteo Toni coadiuvato da Giulio Martinelli alla batteria, con la produzione di Antonio Cooper Cupertino è un capolavoro senza se e senza ma. Dieci tracce di rara intensità che mischiano folk, pop, reggae, blues, psichedelica, cantautorato... in maniera impeccabile, rilasciando in primis intensità poetica, in un mood convincente e coinvolgente dove immergersi e lasciarsi trasportare è la cosa più naturale che ci possa essere. Un viaggio interiore e ricco di speranza, che affascina e ammalia, un'alchimia di suoni e parole che è bellezza pura e semplice, una meraviglia per le orecchie... e il cuore:  "Bruce Lee vs. Kareem Abdul Jabbar: "saper fare un buon caffè non è cosa da tutti"... incedere folk blues con tanto di riff ipnotico e annesse "disturbanti" variazioni finali come a dire tra Beck e Bud Spencer Blues Explosion "Isola Nera: "hai rovinato tutto sei riuscito a rovinare tutto in un attimo"... su...

Angeli e Fantasmi di Luigi Grechi De Gregori

Un disco di "genere", come un segno di appartenenza, una fede, dove la novità più importante sta nell'aggiunta del celebre cognome "De Gregori" ed era anche ora a dirla tutta.  Luigi Grechi "in De Gregori" torna insomma col suo marchio riconoscibile e non si sposta di una virgola dalla sua più che trentennale carriera, nessuno a dire il vero si sarebbe aspettato il contrario da un artista che ha fatto della coerenza la sua vera e propria cifra stilistica. Un album che mischia vecchio e nuovo per creare un corpus unitario e omogeneo e al passo coi tempi per i temi trattati. Operazione che sebbene riesca in toto a livello concettuale non è esime a qualche caduta di tono, che comunque non inficiano la bontà in se dell'album, che si lascia ascoltare come un buon consiglio dato da chi nella vita ne ha passate tante e ne ha (ancora)di storie da raccontare:  "Al falco e al serpente": tutto nello "norma" verrebbe da dire, arm...

Savages "Le Belve" di Oliver Stone

"Se vuoi controllare qualcuno prendigli quello che ama" Oliver Stone e i suoi soliti "temi" verrebbe da dire, dove è il mondo che ci costringe a essere così,  ovvero "Homo homini lupus" dove vittime e carnefici via via mandano via le differenze e si assomigliano sempre di più, belve "selvaggi" dove il minimo accenno di sensibilità che dir si voglia in un contesto del genere non è ammesso... colpire negli affetti, è la regola per ottenere ciò che vuoi... "deliri di onnipotenza permettendo"... Oliver Stone è letteralmente i suoi protagonisti, tanto è carnale nella narrazione, le immagini sono vivide, con un tocco acido che non dispiace e rilasciano in toto la sua presenza, la fotografia è calda, piena, avvolgente... ma non c'è partecipazione, benchè mai trasporto emotivo nella vicenda di per se. Storia flebile, tratta dal libro di Don Winslow e prevedibile nei suoi snodi narrativi, (tranne per la boutade finale, poco più d...

Io e Te di Bernardo Bertolucci

Bernardo Bertolucci torna finalmente al cinema dopo una pausa lunga nove anni e come per The Dreamers (il suo ultimo film) sceglie ancora un ambiente chiuso, al posto della casa di allora questa volta è una cantina il "teatro", dove va in scena la fuga di Jacopo Olmo Antinori che deve fare i conti "con l'irrompere nel suo mondo" (elemento tipico dei film del regista) della sorellastra Tea Falco. L'adolescenza tormentata del ragazzo che soffre di una sindrome di narcisismo è narrata col solito grande stile del maestro con movimenti di macchina avvolgenti e nel modo di posizionare la mdp che faranno la felicità dei cinefili più avvezzi, mirabile la sequenza a tal proposito del ristorante, in cui lui e la madre interpretata dalla sempre convincente Sonia Bergamasco, vengono prima ripresi dal basso e poi osservati dal punto di vista di un estraneo. "Se io e te non avessimo punti di vista saremmo liberi di osservare la realtà come realmente è senza farci...