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L'officina della camomilla - Senontipiacefalostesso 1

Retrò e freschi, derivativi e originali, concisi e intensi, semplici e mai banali e ossimori apparenti a parte, c'è spazio per l'Inghilterra, gli anni '60, le filastrocche, il ballo, il beat, le ballad ma anche il reggae, il punk e tanto altro... il tutto riletto con arrangiamenti sempre vari e ben strutturati con soluzioni efficaci, per un immaginario poetico e surreale, bozzettistico e ricco di verve, seppur in un mood (sia testuale che musicale) tendenzialmente dai sapori nostalgici, agro dolci... e appiccicosi nel senso di appeal radiofonico. Un disco pop insomma di notevole impatto, un ottimo esordio per questa interessante band: "Dai graffiti del mercato comunale": "siamo brilli di freddo tedesco e il nostro amore è un serpente grasso" beat e irriverenza e la gioventù di Cecilia che vuol dare fuoco alla scuola: "scatteremo polaroid choc a tutti gli studenti morti nel falò"  "Morte per colazione": "hai mina...

Giuradei

Leggerezza di tocco e toni e penna amara e intensa, lucida e viva... è il disincanto a trasparire da queste tracce, a narrare la realtà di tutti i giorni sul filo sottile di chi si rende perfettamente conto che c'è più di qualcosa che non va ma non si arrende, mantiene alta la voglia di "continuare a volare", di stupirsi e in caso nasconde "la tristezza tra perle coperte di polvere" ... anche se " inseguendo l'esperienza sarà sempre carnevale con un velo di tristezza". Gradito ritorno questo per Ettore Giuradei che di fatto allarga la famiglia e perde il nome (è infatti entrato definitivamente in formazione Marco, il fratello) che sforna un album che si lascia ascoltare piacevolmente pur invitando alla riflessione, tra derive pop contagiose in zona Battiato "Sta per arrivare il tempo" e la spagnoleggiante "Dimenticarmi di te" con tanto di fisarmonica, la coppia iniziale che ci riporta alla tradizione popolare italiana, quas...

Fabri Fibra - Guerra e Pace

C'è misura, quasi compostezza, maturità perchè no? Ma anche patina, decisamente troppa e se la crescita coincide con l'avallare certe sonorità standard, magari da successo garantito per la casa discografica, i nostri dubbi crescono. Perchè Fabri Fibra sembra quasi un leone in gabbia, ovattato come "la sua voce", infatti la confezione proposta è quanto di più scomodo per le invettive del rapper di Senigallia nella sua comodità di ricezione, nel suo essere "pop" e ahimè consolatorio per intenderci, con tanto di aspirazione alle masse. Non stiamo parlando ai nostalgici degli Uomini di mare ne del Fibra degli esordi sia ben inteso, parliamo di un artista comunque ormai abbondantemente mainstream, ma la produzione di questo disco ci risulta particolarmente indigesta nel suo voler dare omogeneità, coerenza stilistica a tutti i costi perchè finisce con l'essere un ossimoro bello e buono che si propaga per tutto l'album, dove il leone non riesce a liber...

Geddo - Non sono mai stato qui

Ligure si però Geddo non si risparmia di certo per questa sua seconda prova discografica. Ben 15 infatti i brani che la compongono e che finiscono a tratti con l'appesantire l'ascolto.  Ma è un peccato veniale, per un disco vitale, rilasciato da un autore che ha voglia di farsi ascoltare e ci mette trasporto e tanta intensità. Tra Buscaglione e Bennato con una penna affilata e una voce versatile, sporca il giusto, il nostro rilascia una prova più che discreta e sicuramente matura. "Angelo e il cinema" (Angela ti prego Angela tira via quella pistola e dopo dammela), "Tristano" (evviva il vino e chi ne beva fino alle 4 del mattino... anche un pò Mannarino)  e "Piccolina" rendono omaggio al primo, "Venezia" (peccato che Venezia voglia solo Americani, noi per certa gente saremmo sempre sporchi indiani) e "La campionessa mondiale di sollevamento pesi" al secondo, in primis per la voce ma anche per il piglio cantautorale lega...

Fuzz Orchestra - Morire per la patria

Un album pesante, potente e importante al tempo stesso, un vero e proprio macigno, un monolitico di impianto proto metal che va via via arricchendosi di mille sfumature, dall'hard rock alla colonna sonora, dallo stoner al noise, grazie anche ad ospiti prestigiosi come Enrico Gabrielli e Xabier Iriondo, pur rimanendo fedele comunque all'origine.  Dopo l'ascolto è come uscire fuori da una scazzottata dove però seppur sanguinante rifletti sulle parole, prese in prestito dai nostri, inevitabilmente, come a dire Blob, fluido che uccide...   e come dire ancora "necessario e impellente"... e "attuale", come lo è Pasolini per esempio.  La sensazione vivida è quella che sia il palco, l'ideale ipotesi di fruizione della band... per meglio assaporare l'impatto viscerale e carnale dei brani.  Su disco infatti la potenza rilasciata da suoni e parole a volte da come l'impressione di implodere, un pò come se a un certo punto venisse a mancare l...

Elio Petri - Il bello e il cattivo tempo

Ottimo ritorno per l'ormai vera e propria band Elio Petri, un album compatto e granitico nella sua intima essenza che regala oscure perle cantilenanti e niente affatto rassicuranti che crescono dopo svariati ascolti. Arrangiato magistralmente è un lavoro post rock, di base quanto meno ma sono molteplici i riferimenti musicali, (si spazia infatti con nonchalance dal blues al jazz alla psichedelia) che vanno a costruire un mix fascinoso e conturbante insieme alla poetica criptica e surreale di Emiliano Angelelli. Le collaborazioni con i grandi Teho Teardo in tre brani e Marco Parente nella traccia che chiude il lotto arricchiscono ancor più il corpus immaginifico dell'opera in se.  "Il disprezzo": cantilena ossessiva dal mood sbilenco e sinuoso... a tratti sembrano i Wolfango immersi in sonorità post rock: "provo disprezzo per tutto" "Mascella": "perchè evidentemente non tutto è vero"... un mood vintage,  dai toni crepuscol...

Intervista con Paletti

Dopo avervi raccontato la sua esibizione live un paio di settimane fa durante Rassegna Macondo a Mazara del Vallo, qui il video  Com'è stato  e qui le  foto  , nell'attesa di Ergo Sum,ecco a voi, il "Paletti pensiero":   Dalla tua precedente esperienza come sei arrivato a intraprendere la carriera solista, qual'è stata la molla decisiva che ti ha portato insomma a metterti in gioco in prima persona, a metterci la faccia? Intanto ciao e grazie per questa intervista. Nessuna esperienza particolare, ci sono arrivato gradualmente. La scrittura in italiano non mi apparteneva fino a poco tempo fa, poi mi ci sono interessato per scoprire qualcosa di me che non era mai stato esplorato prima. A tal proposito hai tenuto fuori il nome per dare più l'idea di band? No è solo più sintetico e forte, a mio parere... Palieeettttaaaa...!!! Ergo sum uscirà l'8 marzo, conterrà brani già editi (da Dominus e Scartati) e se si verranno riarrangiati ...