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Il grande e potente Oz di Sam Raimi

Poggiato sull'assioma che l'illusione di credere veramente in una cosa sia più potente dell'amara realtà, Sam Raimi omaggia in tal modo l'arte cinematografica partendo ovviamente dal film di Fleming e disseminando lungo l'avvincente percorso omaggi appunto e citazioni fino a tornare a Thomas Edison, con assoluto rispetto e devozione. Sceneggiato ottimamente da Mitchell Kapner e David Lindsay-Abaire, fotografato magnificamente da Peter Deming (il passaggio dall'iniziale bianco e nero al coloratissimo mondo di Oz è uno spettacolo nello spettacolo) e recitato tra gli altri da James Franco, Mila Kunis, Rachel Weisz, Michelle Williams, Zach Braff, tutti perfettamente aderenti ai personaggi, "Il grande e potente Oz" è un Kolossal targato Disney, (adatto dunque anche a un pubblico di giovanissimi) scorrevole e godibile, eccellente dal punto di vista visivo e appassionante dal punto di vista narrativo, con molte sequenze mozzafiato, dove la mdp di Raimi s...

La cuoca del presidente di Christian Vincent

Qualità in cucina e... in politica "le rendono dura la vita in questo periodo? Anche a me" e tra avversità "peperoncino" in attesa di una "terra vergine" come la Nuova Zelanda, si dipanano i fili di una storia narrata in parallelo, com'è/com'era senza entusiasmare ne coinvolgere più di tanto, al punto che togliendo la patina pseudo politica interpretativa, questo film è una vera e propria delusione da qualunque punto di vista lo si guardi, non è una vera e propria commedia, non si ride minimamente, non c'è da riflettere neanche più di tanto, scorre solo veloce e ha un garbo narrativo piacevole, della serie ti racconto una storia... ma la morale non c'è, se non quella a cui accennavamo all'inizio, davvero troppo poco, peccato, perchè la pellicola è ben recitata da Catherine Frot, Jean d'Ormesson, Hippolyte Girardot, Arthur Dupont, jean-Marc Roulo... e la storia in se, ispirata alle vicende  di Danièle Delpeuch, che arrivò nel 19...

Blastema - Lo stato in cui sono stato

Giunti al loro secondo album e dopo l'esperienza sanremese i Blastema si dimostrano una rock band più che valida, "Lo stato in cui sono stato" ha forse il difetto di non avere il singolo apri pista per antonomasia, la sarnremese "Dietro l'intima ragione": "perchè davanti c'è sempre un limite che mi sfugge"...  è suggestiva, intensa ma di pop "virgolettato non ha niente" (meno male) e sebbene i nostri non sperimentino più di tanto, è un lavoro di valore, dove non ci sono tracce deboli e il tutto nel suo insieme ha una coerenza forte, d'impatto, non lascia senza parole insomma ma neanche indifferente, già a partire dal brano d'apertura "***": un incedere acustico sinuoso e marziale con i synth a intervallare "povero cristo che non vali più povera triste piccola gesù non ti è rimasta che la frenesia di una vendetta con la fantasia ", ci sono i riff, il tiro, la botta rock di "Synthami" colorat...

Limone - Spazio, tempo e circostanze

Su un mood analogico elettronico, con una leggerezza di fondo d'approccio che può ricordare in alcuni episodi Tricarico, come nell'iniziale Aperitivo? con meno appeal commerciale tra virgolette, meno stralunato e più etereo come in "Assomigliavi a Marte"  per toni e atmosfere, in una poetica piccola che non vuole sorprendere ma avvolgere, con le sue ballate, filastrocche nostalgiche, vintage, quasi perse nel tempo e nello spazio (e ovviamente nelle circostanze)...  favole di un mondo lontano... come in "Beatrice"ad esempio: "al pensiero preferivo l'azione", una delle tracce migliori dell'album, una ballad alla Camerini dove lei "è bella nei sogni e nella realtà" ed esprime bene il concetto appena espresso... o la domanda inevitabile: "Chi sono io?" con un dipanarsi più intimo...  con una ritmo da marcetta nel ritornello ben assestato che restituisce l'esatta distanza del nostro dal mondo circostante: "ignor...

Misachenevica - Come pecore in mezzo ai lupi

Niente male davvero questo "Come pecore in mezzo ai lupi" e più che positivo esordio sulla lunga distanza, il gruppo riesce ad esprimere evidenti e suggestive le dinamiche che compongono il proprio sound, rilasciando una prova senza smagliature, con un tiro già abbastanza maturo . C'è tanta Inghilterra in queste canzoni, più precisamente ci sono i tardi anni '80 che si amalgamano con i primi '90, c'è un impatto rock sporco, per un suono pastoso, persino saturo e venendo ai nostri confini, Federico Fiumani appare qua e la, come in "Tasche piene": "ho fatto uso delle sostanze più antipatiche perchè ti preoccupassi per me" una delle migliori tracce del lotto, la sensazione  che questo rimando ci venga in mente dopo ascolti ripetuti e in una traccia verso la fine del disco, non ci sembra casuale, perchè  ci da una chiave di lettura non da poco, considerata la figura di Fiumani, non è c'entra niente con la band intendiamoci, magari non ...

Tutti contro tutti di Rolando Ravello

"Se pensavate non eravate muratori" Rolando Ravello passa dietro la macchina da presa e Kasia Smutniak dedica il film a Pietro Taricone e alla figlia, Domenico Procacci produce il tutto, senza addentrarci troppo in altre vicende, la famiglia sta al centro del progetto e pone le fondamenta per un discorso più ampio che coinvolge razzismo, fratellanza, integrazione: "Ma che ci stanno i fuochi d'artificio? No è il campo nomadi.. Che stanno a fa nà festa? No gli hanno dato foco"  Temi importanti insomma mischiati a uno humor tipico da commedia all'italiana vecchio stampo, sagace e corrosivo, specie nelle battute di contorno, che servono a definire il quadro:  "Come si chiama? Silvio.. Che nome da stronzo" o ancora: "Mi raccomando Malù che tu sei il nostro centravanti... Tranquillo papi"  Ma ce ne è anche per il Vaticano con le sue case date ai ricchi quando basterebbe un umile box: "Tu mi hai chiesto cosa devo fare e...

Il Cile - Siamo morti a vent'anni Special Edition

Dopo la partecipazione e il successo "per le parole sanremesi" Il Cile ritorna col vecchio album in Special Edition, arricchendolo ovviamente di inediti e chicche vere e proprie, (come Tutto ciò che ho, parte seconda demo e la versione acustica di Cemento armato) visto che non avevamo fatto in tempo a recensire l'album, lo facciamo adesso e anche volentieri  perchè "Siamo morti a vent'anni" è un disco che si lascia ascoltare e che merita, nonostante episodi non tanto non all'altezza quanto decisamente pensati per un pubblico popolare, un pò monocordi nelle soluzioni adottate negli arrangiamenti, niente di male ci mancherebbe, però è palese che l'arte del nostro emerga soprattutto quando si discosta dalla formula "sanremese" per intenderci... quando si accompagna a suoni vintage, sonorità retrò, quando esce insomma dai confini del pop che padroneggia perfettamente tra l'altro. E' un buon lavoro ribadiamo, costruito come si deve,...